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Dark Moon (Guerrieri delle Tenebre Vol. 2)

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A causa della sua natura, Dagon ha sempre vissuto ai metà Daemon, metà Lykae, senza la possibilità di essere mai completamente l'uno o l'altro. Dagon sa di avere, da sempre, un debito con Connor, l’Alpha del branco dei Lykae, ma l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere una richiesta d’aiuto da parte sua affinché ritrovi Lia, sua figlia, misteriosamente scomparsa. Dagon vede in quella collaborazione l'opportunità per saldare il debito contratto anni prima, quindi accetta, ma non mette in conto che il destino ha ben altro in serbo per lui. Il richiamo che da subito proverà per la donna lo costringerà a mettere in discussione alcune scelte fatte in passato e, come se non bastasse, a fare i conti con la propria natura. Lia sa bene che se cederà all'attrazione per Dagon non potrà più tornare dal branco e si condannerà a una vita da reietta. Avrà Lia abbastanza fiducia da rischiare tutto per un uomo che si ostina a negare il legame che già li unisce? E avrà Dagon il coraggio di accettare il sentimento che prova per Lia e quindi la sua vera natura?

389 pages, Kindle Edition

Published October 13, 2015

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Martina Salice

3 books2 followers

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews237 followers
February 24, 2019
3.5 - Voto
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Recensione doppia.
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1"
Leggendo questo libro ho ritrovato le stesse emozioni, se possibile amplificate, provate con il primo della serie, “Eternal Flame”. Lo scenario che Martina Salice ha creato, partendo dagli archetipi del vampiro e del licantropo – nonché di altre figure dell’immaginario fantasy tra cui i demoni – è spettacolare. È riuscita a dire qualcosa di nuovo sul mondo delle creature della notte e non è un’impresa da poco visto quanto il filone è stato sfruttato in passato. Dal vampiro di Polidori in poi, i signori delle tenebre hanno invaso la letteratura di genere, dall’horror, all’urban fantasy, al romance. Ma qui l’autrice ha creato una nuova gerarchia, complessa e affascinante, nella quale si muovono molteplici figure che, pur mantenendo alcuni dei caratteri tradizionali con cui il fantasy le ha delineate, si evolvono mostrando tratti innovativi e autonomi.

Nella gelida città di Inverness troviamo i Daemon, potenti guerrieri che difendono il mondo dai Mangiatori di Anime, ossia daemon che sono passati al lato oscuro e che per mantenere i loro poteri devono risucchiare l’essenza stessa della vita dagli altri esseri. Per far questo hanno creato i Servi, o Senz’anima, ex-uomini assoggettati al loro padrone e le cui caratteristiche si avvicinano alla visione classica del vampiro succhiatore di sangue.

Il libro precedente si era concluso con un cliffhanger, la descrizione del rapimento di tre donne, molto diverse tra loro. Da questo punto in poi riprende la narrazione in “Dark Moon”.

I nuovi protagonisti sono Dagon, un Daemon, e Lia, una Lykae. Anche in questa occasione l’autrice ci presenta una coppia “mal assortita”, connotata più dalla diversità che dalla vicinanza. L’appartenenza a due specie diverse comporterà il dover superare molti ostacoli anche perché provare amore per Lia costringerebbe Dagon a riavvicinarsi a quella parte di sé che ha sempre ripudiato. Quello che mi è piaciuto di più in questa coppia è il parziale ribaltamento dei ruoli che matura durante tutta la narrazione e che consente di superare lo stereotipo di genere, lui forte e determinato, lei debole e impaurita.

Lo sguardo confuso e appannato dal desiderio di Lia lo fece eccitare a dismisura; dovette fare uno sforzo e trattenersi, altrimenti rischiava di scoparla subito, lì, davanti al caminetto.

«Bevi un po’ di whisky, Lia, ne avrai bisogno» le disse guardandola dritto negli occhi.

«Ne avrò bisogno?»

«Per quello che ho intenzione di farti, sì.»

«Cosa… cosa hai in mente?» chiese lei in un sussurro.

«Voglio fare l’amore con te» affermò Dagon con voce roca. «Adesso.»

«E… se io non volessi?»

Dagon sorrise, si chinò e cominciò a tempestarla di baci, creando un percorso immaginario che dagli zigomi giungeva al mento, passando per le labbra.

«Me lo permetterai?» le chiese mordicchiandole il lobo dell’orecchio, prima di tuffarsi nell’incavo del collo. «Mi permetterai di prendermi cura di te, Lia?»

Risalì verso la mandibola sfiorando la sua pelle con il respiro fino a giungere alla sua morbida bocca, dove prese tra i denti il labbro inferiore e lo succhiò, giocandoci per qualche istante, per poi scendere di nuovo, in una scia umida, verso la gola. Il sapore di Lia, quel misto di salato unito al dolce profumo di patchouli della sua pelle, lo eccitava all’inverosimile.

Dio!

Non ce la faceva più, non aveva mai voluto così tanto qualcosa come in quel momento, e il suo pene stava letteralmente scoppiando nei pantaloni, ma se lei avesse detto di no, non avrebbe insistito.

«Sì» fu invece la sua risposta.

Dagon gemette dal sollievo e iniziò a baciarla con urgenza – le lingue intrecciate in una lotta tanto silenziosa quanto agguerrita – godendo per alcuni istanti del suo sapore e dei suoi piccoli mugolii, poi con uno sforzo si staccò da lei.

«Vieni» disse tendendole la mano e guidandola verso il bagno.

Molti personaggi, adesso comprimari, ma in futuro speriamo protagonisti, contribuiscono a rendere il romanzo completo e avvincente.

In primis il Re, Eamon, tormentato da un passato che gli impedisce in parte di essere il leader di cui tutti hanno bisogno…

Eamon scosse il capo: come poteva guardarlo ancora con deferenza quando solo pochi giorni prima aveva posto davanti a tutto, e a tutti, i suoi personali interessi, e per questo Elettra, la sua Maitè, aveva rischiato di morire?

Il Guerriero posò al suolo un ginocchio, avvicinò il coltello alla mano destra, lo strinse e, abbassando il capo, incise la pelle del palmo. Una scia cremisi colò dalla ferita prima che Belial alzasse nuovamente il viso incatenando i suoi occhi a quelli di Eamon.

«I Belial, swear mé ar mo dílseacht fola a thabhairt duit, Eamon, Tiarna na laochra na dorchadais. Áit mé mo shaol i do sheirbhís go dtí go bás beidh mé a éileamh. Is é mo onóir mo dílseachta.»

Eamon, ancora turbato, osservò le gocce rosso vivo cadere sul pavimento e sancire la fine del rituale, mentre le parole di Belial risuonavano nella sua mente, in tutta la loro profondità.

Breas e Eleanor che si inseguono come falene intorno a una luce…

Le labbra di Breas premettero contro le sue e le difese che lei aveva eretto s’infransero come un’onda sull’arenile. Era troppo stanca per opporre qualsiasi tipo di resistenza, quindi si lasciò andare, permettendogli di impadronirsi della sua bocca. Aderì al suo corpo, accogliendo di buon grado l’invasione della sua lingua che la esplorava esigente. Eleanor sapeva che, non appena si fosse divisa dalle labbra del guerriero, l’irritazione e la paura l’avrebbero colpita duramente, ma non le importava: in quel momento esisteva solo la passione di cui erano schiavi.

Breas le prese il labbro inferiore fra i denti, lo mordicchiò leggermente e lo leccò, prima di tornare nuovamente a divorare la sua bocca. Eleanor afferrò i suoi capelli, stringendoli: voleva di più, desiderava sentire le sue mani addosso, su ogni parte del suo corpo, e… Improvvisamente Breas si fermò, staccandosi da lei e appoggiando la fronte contro la sua. I suoi occhi erano come oro fluido, caldo e avvolgente.

«Vuoi ancora negarlo?»

Connor, il pericoloso padre di Lia, l’Alpha del gruppo di Cawdor che dovrà affrontare la prova peggiore che possa esistere per un Lykae…

Evidentemente era successo qualcosa fra il suo Beta e Lia, e se era quello che Connor sospettava lo avrebbe castrato!

«Da quanto va avanti?» ringhiò a denti stretti.

«Be’… abbiamo fatto sesso un paio di volte e…»

Connor si mosse rapidissimo, afferrò Eliah e lo sbatté contro la parete rivestita di legno; in quel momento l’unica cosa che desiderava ardentemente era di sfondargli il cranio.

Il potere lo avviluppò e Connor strinse maggiormente la presa sull’altro Lykae; era consapevole di non poterlo uccidere, ma si sarebbe accontentato di sbatacchiarlo per bene. Partendo magari dai gioielli di famiglia. Afferrò i genitali di Eliah e li strinse beandosi dei suoi gemiti di dolore.

«Che cazzo hai detto?» Aumentò la stretta e lo guardò boccheggiare. «Pensa bene alle riposte che mi darai.»

«Connor…» biascicò a fatica Eliah, cercando di sottrarsi invano alla sua presa. «… ti prego…»

L’Alpha gli piegò il capo esponendo la giugulare al suo sguardo e alla vista della vena che pulsava violentemente sentì i denti allungarsi.

Anche i cattivi sono spettacolari e senza redenzione… o quasi.

Kieran, il Mangiatore di Anime che complotta per ottenere potere e soggiogare chiunque si metta sulla sua strada, e infine, ricordatevi questo nome, Christy… e non posso aggiungere altro!

La scrittura della Salice è fluida e accurata, ogni termine appare scelto con attenzione ed evidenzia un lavoro certosino e una grande attenzione al lettore, cosa che ultimamente è rara nei libri. La storia è un incastro perfetto, un balletto tra i personaggi che avvince fin dalle prime battute.

Perché leggerlo? Perché per gli amanti dell’urban fantasy ci sono tutti gli elementi per spiccare il volo con la fantasia e innamorarsi perdutamene di questi guerrieri che nell’ombra ci difendono dal male.

Il fatto che siano anche dei pazzeschi maschi alfa non intacca minimamente la mia capacità di giudizio, ci tengo a precisarlo, ed è solo un “in più” per una storia che ha il potenziale per piacere davvero a tutti.
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2"
Dopo aver letto “Eternal Flame” per un po’ di tempo ho aspettato, poi la curiosità e la voglia di leggere il seguito mi hanno portato ad essere una stalker nei confronti dell’autrice… mentre aspettavo e chiedevo, pian piano leggevo lo svilupparsi del libro.
Ebbene sì, l’ho visto nascere, e non ringrazierò mai abbastanza Martina per avermi concesso un tale onore, ma, leggendo oggi la revisione finale, è stata un’assoluta sorpresa, una scoperta anzi, una piacevolissima scoperta.
Dal primo libro al secondo, il modo di scrivere dell’autrice è cresciuto, si è elevato e il libro è praticamente perfetto.
Avevo amato alla follia “Eternal Flame”, ma questo è decisamente ad un livello superiore…
Elettra e Belial sono rimasti nel mio cuore e, leggendo di loro in questo libro, piacevoli ricordi mi sono riaffiorati alla mente, ma Dagon è, e sono sicura che resterà per sempre, il numero uno della classifica.
La sua dolcezza e il suo non sentirsi adeguato fanno una tenerezza immensa e lui ti entra nel cuore sin dalle prime pagine; e anche se in tutta sincerità vorrei essere io al posto di Lia, lei è una forza della natura, una donna con gli attributi, una donna capace di guardare oltre le apparenze, forte e determinata.
So già che attirerò su di me l’ira funesta delle amanti di Connor, ma per quanto il bel lupacchiotto scozzese mi piaccia, non raggiungerà mai i livelli di Dagon.
La trama è interessante e i cattivi sono così ben descritti che avresti voglia di entrare tra le pagine e prenderli a cazzotti di persona solo per il gusto di far loro del male…
Una cosa devo dirla… Martina SEI SADICA!!! Il finale… Oh mio Dio!
Quanto dobbiamo aspettare per il prossimo?
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