Che cosa manca a Yanez, ormai principe dell’Assam? Mompracem è ancora nelle mani degli inglesi. Ma le Tigri della Malesia faranno qualunque cosa pur di riprendersi l’isola mai dimenticata.
Father of Italian Popular Culture, Grandfather of the Spaghetti Western, Father of Heroes are but three of the titles bestowed upon Italian adventure writer Emilio Salgari. He wrote more than two hundred short stories and novels, many of which are considered classics. Setting his tales in exotic locations, with heroes from a wide variety of cultures, Mr. Salgari brought the wonders of the world to the doorstep of generations of readers.
Con La riconquista di Mompracem Emilio Salgari torna nel luogo che più di ogni altro rappresenta l’essenza dell’intero ciclo indo-malese: quella piccola isola rocciosa che per Sandokan e i suoi tigrotti non è soltanto una base, ma una vera e propria patria, il simbolo della loro libertà e delle loro battaglie. Dopo le grandi avventure in India e nel Borneo, il ritorno a Mompracem ha inevitabilmente qualcosa di nostalgico. E Salgari sfrutta bene questa nostalgia, costruendo una storia che è soprattutto una nuova, rocambolesca avventura di riconquista. Il vero protagonista della prima parte è però Yanez, impegnato in una delle sue più divertenti trasformazioni: assumere i panni di un governatore inglese e insinuarsi alla corte del sultano del Varauni. È proprio qui che emerge ancora una volta tutta l'ironia, l'astuzia e l'inventiva del portoghese, forse uno dei personaggi più riusciti dell'universo salgariano. Non mancano naturalmente gli ingredienti classici: complotti, travestimenti, tradimenti, battaglie, inseguimenti, sultani più o meno affidabili e l'immancabile intervento di Sandokan nel momento decisivo. A questi si aggiunge Lady Lucy Wan Harter, figura femminile coraggiosa e tutt'altro che ornamentale, che partecipa attivamente alla vicenda. Salgari non cerca certo la complessità psicologica né il realismo storico: quello che offre è avventura allo stato puro. E proprio in questo sta ancora oggi il fascino della sua scrittura. La trama procede rapidamente, spesso con una certa ingenuità, ma con una capacità quasi irresistibile di trascinare il lettore da un episodio all'altro. E poi c'è quel momento finale, quando sulla roccia di Mompracem torna a sventolare la bandiera rossa con la testa di tigre. È difficile non provare un piccolo brivido di soddisfazione: dopo tanto vagare, le Tigri sono finalmente tornate a casa. Un romanzo forse non tra i più sorprendenti del ciclo, ma certamente uno dei più simbolici: la riconquista di Mompracem è, in fondo, anche il ritorno di Sandokan alle sue radici.
—Alteza —añadió Yáñez, con su acostumbrada calma, posando las manos en sus pistolas—, yo he viajado mucho por las islas del mar de la Sonda y a lo largo de las costas de Borneo. Y siempre he oído contar que cuando un hombre se cubre los ojos augura a otros su próxima muerte.
El fuerte de las historias de Emilio Salgari es la aventura, las descripciones de los sitios exóticos donde transcurre con su población y sus fieras salvajes. Esta no va a ser menos y la lucha para recuperar la isla de los piratas les va a llevar a una sucesión de engaños, combates, persecuciones y momentos en los que demostrar su astucia. Es gracioso que lo menos interesante del libro sea precisamente la reconquista de la isla que le da título.
Il ciclo Indio-Malese: Divampanti fulgori nelle foreste della notte Questo libro mette in scena solo la coppia di eroi Sandokan e Yanez. Le storie di questo ciclo di sono caratterizzate da un tono solare nonostante siano ben presenti i temi della vendetta e della ribellione nei confronti di un ingiusto invasore. I protagonisti Sandokan, Yanez, Tremal-Naik e Kammammuri hanno attraversato i decenni diventando icone di questo tipo di avventura, magari ingenua, ma decisamente molto, molto coinvolgente.
Yanez e' il protagonista unico ed incontrastato della storia. Con la sua astuzia e il suo coraggio riesce a portare a termine il piano ideato per riconquistare l'amata Mompracem.
Il libro risente della mancanza di pathos e forse di interesse da parte dell'autore nella storia. Ho sentito solo la necessita' di dover scrivere e continuare la storia, non la passione per i personaggi, l'avventura e l'esotico che era dominante al 100% nei primi racconti della serie.