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I Cavalieri del Nord

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Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere Teutone. Cresciuto sotto la guida di Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro, il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati, un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure.

Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una presenza che getta scompiglio nella schiera Teutone, poco avvezza alla presenza femminile, e che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio. Ma niente è come sembra nell’Europa del 1240.

Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un re senza corona, mentre l’amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell’Ordine e la Regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile. A meno che…

433 pages, Hardcover

Published October 22, 2015

4 people are currently reading
204 people want to read

About the author

Matteo Strukul

80 books327 followers
Matteo Strukul is an Italian author of historical fiction. His work has been translated into twenty languages and was awarded with the Premio Bancarella - won in the past by Ernest Hemingway, Ken Follett and Umberto Eco among others - and the Premio Salgari two of the most prestigious literary prizes in Italy. His Medici Family tetralogy was an international bestseller saga with millions of copies sold around the world. He teaches Interactive Storytelling at the Link University in Rome.

Matteo earned a PhD in European Law of Contracts at the Ca’ Foscari University of Venice and lives between Padua and Berlin with his wife Silvia.

Visit Matteo Strukul’s website at www.matteostrukul.com and follow him on Twitter at @matteostrukul.

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35 (24%)
4 stars
41 (28%)
3 stars
47 (32%)
2 stars
20 (13%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 34 reviews
Profile Image for Susi.
967 reviews97 followers
November 26, 2015
Recensione anche sul blog Bookish Advisor http://bookishadvisor.blogspot.it + #Giveaway

Ero curiosissima di leggere questo libro primo per l'esperienza entusiasmante con la casa editrice avuta con The Queen of Tearling e secondo perché questa volta si sarebbe trattato di un Fantasy tutto italiano.

Prima volta alle prese con lo stile di Matteo Strukul, e non nego di aver avuto inizialmente una certa difficoltà nell'adeguarmi allo stile dello scrittore caratterizzato da un lessico molto aulico composto da termini non comuni, molto particolareggiato e singolare che adotta un linguaggio proprio non solo all'individuare con correttezza il periodo storico in cui si svolge l'azione ma soprattutto rendere veri i personaggi rappresentati.

Partiamo dall'inizio: I cavalieri del nord di Matteo Strukul è un romanzo storico che si colora di tinte Fantasy che come ben spiega l'autore nelle note a fine romanzo queste non sono altro che innate nel periodo storico che si viveva all'epoca, quando malattie, condizioni climatiche particolari e fenomeni inspiegabili erano frutto di magia e stregoneria.

Il worldbuilding portato a termine dall'autore è la caratterizzazione di un territorio selvaggio che i cavalieri Teutonici, i cavalieri del Nord avevano iniziato a “colonizzare” sotto la norma e la regola della Chiesa Cattolica. Moltissimi dettagli circa il paesaggio, la vita delle popolazioni locali e di eventi storici davvero accaduti nei luoghi descritti. Massima attenzione da parte dell'autore nel rendere un Fantasy uno scorcio reale di un periodo storico a cui non si presta molta attenzione e che i libri di storia spesso tralasciano.

La storia narrata in terza persona viene narrata attraverso vari PoV, dal protagonista assoluto Wolf, un ragazzo che ha abbracciato la regola dei cavalieri seguendo le orme del suo padre adottivo, verso un futuro di sacrifici personali e guerra in nome della fede che porta sulla giubba bianca. Un ragazzo ricco di energia, di forza e volontà ma soprattutto ricco di speranza, di buoni propositi, un cuore giovane pronto ad entrare a capofitto nella vita pronto a lasciare il suo segno inconfondibile; Kira, la protagonista femminile, selvaggia, ribelle, ostinata ma nel momento del bisogno capace di essere la calma nella tempesta, la ragione e lucidità nei momenti di bisogno; due personaggi giovani diversi, quasi agli antipodi ma che si completano diventando l'una la mano destra dell'altro.

A questi due personaggi si avvicendano tanti personaggi secondari variegati, dagli antagonisti senza pietà e clemenza, ai personaggi egoisti e ingordi di potere ed altri ancora giusti e leali pronti a tutto per rimanere fedeli alla parola data e alle regole spirituali e non che seguono.

Personaggi a tutto tondo che si presentano ai lettori in ogni loro sfaccettatura, una attenzione ricca di dettagli che non si limita ai soli due protagonisti ma che si ripete per ogni personaggio che pian piano, proseguendo nella lettura, si apre al lettore, mostrando le proprie intenzioni e segreti nascosti, le loro paure e desideri ma soprattutto li racconta mostrando tutto di loro, capendo cosa li ha portati a compiere determinate scelte.

Il romanzo è caratterizzato da una trama fitta che porta il lettore ad entrare subito in contatto con la storia ma soprattutto che lo porta a diventarne parte: azione, amore, sentimenti profondi, ma anche tutto quelle che rende un fantasy unico come magica, stregoneria, guerre e scontri mortali, inseguimenti e fughe interminabili.

I cavalieri del Nord è un romanzo ad andatura lenta che al contrario di quanto si possa pensare non è affatto noioso ma anzi porta il lettore a volere leggere più velocemente possibile le 400 pagine del libro. È un fantasy slow paced che a causa della sua valenza storica pone l'attenzione su molti dettagli offrendo però la massima precisione possibile è questo determina da parte del lettore una attenzione maggiore per una lettura che deve essere lenta per percepire nella sua pienezza la complessità degli eventi narrati.
Ma come dicevo diversamente dai mattoni fantasy ad andatura lenta questo è ricco di avvenimenti e azione e tanti cambi di rotta e twist che non si può far a meno di rimanere stregati dalla storia e voler leggere il libro sempre per svelare tutti i particolari che si svelano man mano.

Romanzo ricco di tematiche che a causa della valenza storica che porta si rivelano essere più filosofiche che quelle classiche dei Fantasy per ragazzi: indubbio è il tema del Bene contro il Male che si estende alla guerra cruda e vera che si svolge tra i cavalieri della Chiesa e le popolazioni dei Cumani e Magiari, tematiche che sul sottile confine della giustizia variano tra meri concetti di egemonia politica e valenze cristiane cattoliche, giustizia, amor proprio e pura e sola conquista di più potere.

Ma questo non toglie che il libro possa essere adatto solo ad un pubblico adulto ma anche a quello più giovane.

Infine menzione speciale per le meravigliose illustrazioni che si alternano alla narrazione.

4,5 Stelle per un romanzo che ho davvero adorato tantissimo, che mi risollevato dopo un romanzo non proprio nelle mie corde e che mi ha portato a correre tra le pagine così come solo i romanzi che adoro mi portano a fare, con la speranza di leggere un seguito.
Profile Image for Martina.
138 reviews50 followers
April 7, 2017
No, non l'ho trovato il capolavoro che tutti hanno millantato. Partiamo dal presupposto che non ho mai adorato particolarmente il 1200 come periodo e che non sono mai stata una "fan" dei romanzi sulle Crociate o riguardanti fatti religiosi. Probabilmente questa è stata l'aggravante a tutto il resto. Il romanzo ci sta: lo stile di scrittura è godibile, per nulla complicato, adatto a tutti. Il problema è che a mio avviso è pieno zeppo di punti morti. Il protagonista è uno dei più deboli di cui abbia mai letto: da un lato troviamo il suo lato vendicatore, aggressivo. Dall'altro questo viene compromesso da un lato più docile e imbarazzato, quasi smidollato. Abituata a romanzi cavallereschi in cui il protagonista si erige portatore di forza e disciplina, non ho potuto sopportare la debolezza di Wolf. Kira e Vjsna a mio avviso sono invece le protagoniste più cazzute degli ultimi tempi: ci dimostrano quanto il concetto di femminilità sia stato da sempre travisato e mal concepito. Spero che i prossimi libri di Strukul arriveranno a lasciarmi quel qualcosa in più che mi aspettavo da questa lettura. 3 stelle su 5.
Profile Image for Alissa.
663 reviews102 followers
December 6, 2016
Finalmente un libro che non parla dei Templari, ma dei cavalieri Teutoni, poco rappresentati.

Un’avventura infinita per il Grande Nord, la neve, il freddo, il pericolo, il trionfo di un’idea e i numerosi ostacoli che si frappongono ai nostri protagonisti.

È un fantasy insolito e avvincente, l’eterna lotta tra il bene e il male e le passioni umane…e l’affascinante Kira, misteriosa figlia delle steppe.
L’autore lascia aperto il romanzo ad un possibile prosieguo che non manco di aspettare.
Profile Image for Elena Pizzotti.
48 reviews11 followers
February 15, 2016
Senza dubbio un altro centro per questo editore. Il linguaggio particolareggiato dell'autore è in sintonia con l'ambientazione del libro in termini storici. Mi sono ritrovata davanti qualcosa di inaspettato ma nel senso buono, tante note originale, come piacciono a me e una storia che non stanca mai.
Profile Image for Kate  Jackson.
154 reviews
February 5, 2017
Amazing book! I loved the plot and the characters, how the history was mixed with autentic legends. Really, I loved it.
Profile Image for La Fenice Book.
375 reviews29 followers
December 5, 2015
Recensione sul sito LA FENICE BOOK

QUATTRO E 1/2
Buongiorno miei cari #FeniLettori! L'altra notte ho concluso "I cavalieri del Nord" scritto dal bravissimo Matteo Strukul (presto vi beccherete anche una sua intervista, con la tappa del BlogTour) Sono rimasta incollata alla pagine come una falena alla luce, andavo a sbattere e ribattere contro le parole magnetiche, allo stile meraviglioso e preciso, studiato nei minimi particolari.

Iniziamo con la copertina, che è stata realizzata dalla bravissima Valeria Brevigliero di soli vent’anni, scelta tra gli artisti che hanno partecipato al contest creativo che ha raccolto anche numerosi contributi per le illustrazioni degli interni da game designer e concept artist. Il tutto si è concluso in qualche giorno e lei ha vinto ampiamente, risultando una delle copertine più votate e io apprezzo a pieno l'abilità di questa giovane disegnatrice.

La storia non vi dirò che è semplice ma complicata oltre ogni modo, ci troviamo nel 1240 fra Russia e Transilvania e una manciata di cavalieri Teutoni sono in marcia per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, roccaforte ormai quasi allo stremo. Kaspar capo della spedizione è sempre più convinto, grazie anche alla sua fede, che riuscirà a portare a termine la missione che gli è stata data: raggiungere e mantenere ben salda la croce nella roccaforte di Dietrichstein.

Intrecci, sangue e battaglie imperversano sempre più furibondi e vari agguati da forze nemiche lacereranno in maniera profonda la compagnia. Lo stesso Kaspar troverà la sua fine attraverso vie maestre e Wolf, il suo figlioccio sarà degno successore di questo tradimento. Durante la traversata, fredda e burrascosa ma abilmente descritta da Matteo Strukul tutto si rinnova e molte volte la fede vacilla, come quando, ritrovano in un villaggio una donna in catene, Kira che cambierà le sorti di molti.



Questo romanzo storico incentrato principalmente su episodi studiati e approfonditi dall'autore, si mescolano a misticismo, violenza e sangue. Rifornendo un nuovo spunto di lettura sempre più vivace e straordinariamente elegante che si fonda in guerra, storia e medioevo. Tutti i personaggi sembrano descritti in maniera scrupolosa, con lo stile che risalta ad ogni pagina. Molto attento anche nella descrizione dei luoghi che appaiono incantati, pieni di foreste e paesaggi mozzafiato. Le lotte violente e tutto ciò che era concentrato in quell'epoca, in questo romanzo, si scorge vivo e pulsante. Tradimenti, ossessioni e dicerie trapassano i soldati crociati degni di fede (mandati dal Papa) e per alcuni versi chi non mette in discussione la parola di Dio anche oggi...e si chiede perché ci siano le guerre? Perché gli uomini si uccidano tra di loro e se c'è un Dio perché non può fermare tutto e donare la pace? Tante religioni come allora e come oggi, ognuno con il loro credo e le loro convinzioni. Si mescoleranno: Teutoni, Cumani e Magiari, ognuno con la sua idea, a suo modo cercando di prevalere sull'altro per un proprio e determinato fine.

Tutto si fonda in maniera estremamente attenta in queste quattrocento pagine di pura passione e vigore. La scrittura scorrevole, articolata sapientemente, la trama e i luoghi risultano un'opera complessa, studiata e compatta, proprio come un buon libro storico dovrebbe essere, mai noioso e pregno di quel tocco fantasy che riesce a catturare il lettore e imbrigliarlo in una tela di vicissitudini così sorprendenti che non lascia campo alla noia o al tormento. Ho trovato questo libro magnetico sotto più punti di vista...Buona Lettura!
Profile Image for Postcards from far away✨.
236 reviews2 followers
July 24, 2016
Dalla Russia alla Transilvania "con amore".

Per una volta la pubblicità ha avuto su di me un riscontro post lettura più che positivo.
Questo romanzo è prettamente storico. Niente fantasy.
Siamo nell'anno 1200, i nostri protagonisti principali sono i Cavalieri del Nord ovvero i Teutoni, un'armata micidiale che combatte in nome di Dio portando delle croci nere sulle loro armature bianche.
Il loro nemico sono i Cumani e i Magiari, due fazioni sanguinarie che vogliono impossessarsi di Dietrichstein che è sotto il comando teutone.
L'armata di Kaspar Von Feuchtwangen viene chiamata a difendere quel forte. E qui inizia il viaggio del nostro protagonista: Wolf, figlioccio di Kaspar, salvato da quest'ultimo dieci anni prima da un branco di lupi famelici.
La traversata sarà lunga e soprattutto impervia. Dalla Russia alla Transilvania in pieno inverno. Scontri, tradimenti, una strega con strani tatuaggi sulla schiena sono all'ordine del giorno.

Stilisticamente Strukul ha un linguaggio davvero magico. Le sue descrizioni sono minuziose, dettagliate e non annoiano mai. Ma la parte migliore sono i personaggi: personalmente mi hanno incantata. Tutti quanti. Dal più cattivo al più buono, dal più presente a quello appena accennato. Fra Wolf e Kira che, ovviamente, sono descritti minuziosamente senza eccedere, ho amato moltissimo i personaggi più oscuri come il Kam, il cosiddetto Negromante e Vjsna La madre dei morti, un personaggio molto ben caratterizzato e che caratterizza il bene e il male e li rimescola come carte in tavola.
Sebbene io non ami i libri di carattere prettamente ed esclusivamente storico, questo romanzo mi ha tenuta col fiato sospeso ad ogni pagina.
In questo romanzo si intreccia anche una parte un po' romance: ovvero la storia d'amore fra Wolf e Kira ma essa non prevale sull'intera vicenda quindi la storia rimane incentrata sulla sua linea d'onda senza straripare in un lago melenso di storie d'amore.
Personalmente mi sono innamorata di questo libro e della particolare scrittura di Strukul e altrettanto sicuramente leggerò altri libri di quest'autore che, secondo me, dovrebbe essere conosciuto da molte più persone specialmente gli amanti del genere.
Una lode anche alla casa editrice Multiplayer per l'edizione e le illustrazioni altrettanto splendide!
Lettura più che consigliata!!
Profile Image for Starlight Book's.
306 reviews18 followers
November 28, 2015
Non sono mai stata una grande fan dell’epic fantasy. Forse perché non ne ho mai letto nessuno degno di nota, o probabilmente non è proprio un genere che fa per me. Ma questo libro mi ha dimostrato che, forse, posso far entrare anche questo genere nelle mie cerchie. Non nelle predilette, ma comunque sì.
Questo romanzo riesce ad unire la vena fantasy con lo scenario storico, aggiungendoci anche un tocco di romance che non guasta mai. E il periodo storico di cui andiamo a parlare è abbastanza delicato: quello delle Crociate.
Personalmente non ho mai capito queste guerre in nome di Dio: io sono cristiana e ho molta fede e da quello che penso io, nel mio cuore, penso proprio che Nostro Signore non spinga gli uomini ad uccidersi a vicenda o ad uccidere chiunque non abbracci la fede o non creda in lui. È un po’ il concetto che stiamo vivendo anche adesso, con gli ultimi avvenimenti che sono successi.
Ma non divaghiamo, questo era solo per farvi capire il periodo in cui è ambientato il libro. Una storia di un viaggio verso una meta lontana e una battaglia che forse non si vincerà. Tanti gli ostacoli, esseri mistici che controllano la natura e due giovani che si troveranno in mezzo a questo conflitto e di cui l’amore proibito sarà messo a dura prova.
Oggi vi parlo de “I Cavalieri del Nord” di Matteo Strukul!
Un romanzo molto particolare, una lettura che, sono sincera, mi ha impegnata da una parte ma appassionata dall’altra. Impegnata nel senso che non ho letto molto del genere, quindi per me è stata un’esperienza nuova e quindi un pochino impegnativa. Ma gli splendidi scenari e una trama assai intrigante mi hanno facilitato il tutto!
Wolf è un Cavaliere Teutone, un soldato che combatte per la Chiesa e in nome di Dio. È stato salvato dai lupi quando era ancora un bambino. Kaspar, suo padrino e mentore, colui che lo ha salvato, lo trovò che aveva ucciso un lupo solo con un coltello e quasi morente. Lo ha allevato, cresciuto, istruito e addestrato. Wolf è un ragazzo giovane, dedito alla causa dei Teutoni e completamente leale al suo mentore.
Il personaggio di Wolf è molto particolare: è attraente, giovane, un ottimo guerriero e una persona di tutto rispetto. Ma nasconde dentro di sé sentimenti segreti, che nemmeno lui sa di possedere. In cuor suo vorrebbe qualcosa di più o di diverso dalla vita del soldato. E tutto questo capita quando i suoi occhi incrociano quelli di Kira. Il primo incontro avviene in una piazza, dove la ragazza sta venendo frustata legata ad un palo, accusata di stregoneria per alcuni strani segni blu che porta sulla schiena.
Kira è un personaggio che amato tantissimo! Non è la classica damigella in difficoltà! E non è nemmeno una strega, anche se su questo resta il dubbio. È una ragazza che, a nemmeno diciannove anni, ne ha passate tante. Membro di una famiglia di grandi guerrieri, la ragazza ha vissuto molte esperienze che l’hanno plasmata in ciò che è ora: una fredda e temibile guerriera, con un grande talento per il tiro con l’arco.
L’incontro tra i due sarà determinante per le loro vite, ma desterà anche non poche preoccupazioni, specialmente in Kaspar. Un grande guerriero e mentore, che tiene a Wolf come se fosse davvero suo figlio. Incoraggiandolo, proteggendolo ma anche punendolo quando è necessario.
Capo del reggimento che sta intraprendendo questo viaggio verso una meta che preannuncia una battaglia epocale.
Avremo tanti altri personaggi, come Harald: vi lascio il piacere di odiarlo quanto me, anche se è un personaggio piuttosto enigmatico.
Visnja: il personaggio più cupo e intrigante del libro a mio parere. Una donna a cui è stato tolto il bene più prezioso per qualunque donna proprio dai Teutoni e che è stata plasmata dalla rabbia e dalla sete di vendetta. Una guerriera letale, micidiale, carica di odio e ferocia che avrà come unico obbiettivo distruggere ogni cavaliere Teutone sul suo cammino. Vi faccio una confidenza: mi ha ricordato un po’ Xena, la principessa guerriera, ve la ricordate? Ma nel suo periodo brutto eh xD
Ma uno dei personaggi davvero inquietanti di questo libro è il Kam. Un negromante, un essere davvero bestiale e brutto che trae la sua forza dalla natura. Tanto da riuscire anche ad usarla come arma. È assolutamente il personaggio che più mette i brividi, giuro!
Le ambientazioni sono qualcosa di fantastico, giuro! Boschi oscuri e innevati, fortezze imponenti, villaggi molto miseri, grandi alture e passaggi sotterranei nelle montagne.
E un’altra cosa che caratterizza questo libro sono le bellissime illustrazioni che lo compongono! Questa è la prova che la Multiplayer fa davvero le cose fatte bene! Metto che quella che, personalmente, mi è piaciuta di più, ma ce ne sono davvero tante e tutte fatte meravigliosamente! Insomma, è un libro che gli amanti del genere ameranno alla follia, ne sono sicura! Per chi invece è curioso dalla trama, può leggerlo e magari scoprire un genere del tutto nuovo! Anche perché, dal finale, io penso proprio che ci sarà un altro libro! Non ha un cliffangher spacca cervello, questo posso garantirvelo, ma da come finisce penso proprio che avremo un seguito. O almeno ci spero, perché sono state le domande rimaste senza risposta!
Ringrazio tantissimo la Multiplayer e Manuela per avermelo mandato e per la fiducia!
Immergetevi anche voi nel viaggio dei Cavalieri del Nord!
Non resterete delusi!!

Recensione sul blog: http://starlightfeelings.blogspot.it/
Profile Image for Novella Semplici.
428 reviews9 followers
September 4, 2024
Una ricerca storica veramente ben fatta, come spesso non se ne trova. Una storia basata sulle Crociate del Nord che comprende una base reale più che buona con molti elementi fantasy. Uno stile un po' aulico con qualche ripetizione di concetti (specie a livello psicologico) ma non da ostacolare una lettura d'un fiato.
Unico difetto, per una come me... il pulp-splatter. Le azioni violente sono estremamente dettagliate e quasi sempre molto sanguinolente... con un certo compiacimento. Cosa che non mi piace e storica fino a un certo punto.
Le devastazioni nelle zone pagane dell'Europa dell'Est da parte dei Teutonici furono maggiori di quanto di solito avvenne nelle classiche Crociate... ma forse il carico romanzesco c'è.
Credo comunque che il romanzo sia volutamente di questo preciso genere e taglio e quindi forse è una insufficienza mia il non gradire molto le scene di guerra cruda.
Un buon romanzo per chi ama il genere.
Detto da storica medievale.
Profile Image for Rosaria Sgarlata.
411 reviews6 followers
November 27, 2018
Online dal 29/11--> https://nientedipersonale.org/recensi...

Se cercate un semplice fantasy sappiate che I cavalieri del Nord non è la lettura giusta per voi. E non lo è nemmeno se cercate un semplice romanzo storico. I cavalieri del Nord unisce i due generi letterari che preferisco in un mix perfetto di storia e fantasy che si divora in appena un paio di giorni.

La storia di Wolf ha dello spettacolare. Trovato all'età di sette anni da un Cavaliere Teutonico, viene addestrato e cresciuto nella fede e nell'arte della guerra. La croce che porta cucita sulle vesti non gli impedisce però di invaghirsi di Kira durante l'ennesima missione per cristianizzare i pagani. Nel suo percorso Wolf deve affrontare diverse situazioni in cui Kira dimostrerà più volte di essere un aiuto più che un peso.

Fino a quell'ultima battaglia, dove tutto sembra perduto e Wolf e Kira devono cercare di salvarsi la vita o morire con i propri Fratelli.

Come ho detto più volte Matteo Strukul è un autore dalle molte sfaccettature. Ogni suo romanzo, che sia un romanzo storico un noir o un fantasy, è un capolavoro. Niente è mai lasciato al caso, la ricerca storica che vien fatta per i suoi romanzi è immane. Che si parli di personaggi noti o che si parli di un personaggio di fantasia, sembrano uscire dalle pagine del romanzo. Sono vivi.

I personaggi di Kira e di Wolf sono sicuramente i personaggi su cui si snoda l'intera vicenda. Due personaggi molto diversi ma anche molto simili, entrambi hanno avuto una vita difficile e fatta di sacrifici e sembra che la strada per la serenità sia ancora lontana. Un altro personaggio che però mi ha fatto impazzire è Vjsna. Anche lei a suo modo è vittima di quella stessa vita impossibile che ha forgiato i nostri eroi. Lei, più di tutti gli altri, ha un motivo per portare avanti quella guerra.

Un romanzo che non mancherò di consigliare a tutti, prima fra tutti Desirée che con la sua challenge mi ha dato modo di leggerlo prima di quanto avessi preventivato! L'unico neo che mi sento di evidenziare è il mancato seguito. Un finale aperto che lascia nutrire speranze che ad oggi non troveranno alcuna conferma.
Profile Image for Martina Sartor.
1,235 reviews41 followers
October 19, 2017
Un romanzo storico che vira al fantasy, ma non così tanto da sminuire la parte storica accuratissima. Si sente che dietro tutto quanto l'autore ha 'studiato' moltissimo: ogni particolare della storia, dei personaggi, dell'ambientazione, è molto accurato.
La storia, di battaglie e scontri all'ultimo sangue, non sarebbe di quelle che mi prendono moltissimo. Ma la differenza la fanno i personaggi, interessanti e sempre in evoluzione soprattutto gli splendidi Wolf e Kira, e lo stile di Strukul. Immaginifico, accurato, mai banale. Che ha letto e preso a modello il maestro Willocks, si sente. E non è una critica, anzi. Lui lo sa bene, visto la mia smisurata ammirazione per Tim.
Spero che la saga continui, perché Matteo può arrivare ancor più lontano.
Profile Image for Luca Cresta.
1,044 reviews31 followers
December 15, 2015
Assoluto. Un romanzo affilato come un'ascia variaga. Ottima lettura, ricostruzione storica molto interessante. Un perfetto bilanciamento tra storia, azione e quel pizzico di fantastico, che ammanta l'intera vicenda. Un testo da non perdere: uno dei migliori libri del 2015. A livello del miglior Gemmel!
Profile Image for Alessia.
324 reviews5 followers
May 22, 2023
I Cavalieri del Nord è un romanzo interessante e decisamente originale, diverso dai libri che affollano i nostri scaffali di questi tempi. Un romanzo storico con elementi fantasy, a metà tra magia e misticismo.
I cavalieri del Nord è un romanzo di cui è difficile parlare per la molteplicità di aspetti che in esso convergono e che dovrebbero avere spazio e tempo singoli ad essi assolutamente dedicati in modo da esprimere al meglio il senso e l’atmosfera che ogni dettaglio, ogni frase, contesto, immagine è capace di trasmettere al lettore. Un lettore che sia davvero in grado di apprezzare tutto quello che l’autore ci ha messo di suo, del suo mondo, delle sue aspettative e dei suoi sogni.
Strukul dimostra una grande preparazione storica che si evidenzia nel racconto dettagliato, pregnante, solido, mai sbrigativo del contesto realmente accaduto di cui usufruisce per rendere l’invenzione un vero e proprio miracolo di creatività e passione.
Per sua stessa ammissione i cavalieri Teutonici sono stati sempre un’attrazione irrefrenabile per lui, come lo è stato il desiderio di scrivere di loro, donandogli finalmente una storia che esprimesse al meglio ciò che la sua anima e il suo cuore conservavano.
Ed è così che è nato Wolf, il figlio dei lupi, giovane cavaliere che incarna perfettamente la leggenda del soldato valoroso, generoso, pieno di passione ma anche di tormento perché in nome di quell’amore assolutamente proibito per ciascun membro dell’Ordine, egli andrà contro tutto il suo sapere, ogni singola conoscenza e legge, per salvare ciò che ama.
Un personaggio che non dimentichi facilmente come non dimentichi Kira, piena di coraggio e di determinazione, il suo fascino magnetico e selvaggio, la sua magia che consiste nell’aria incantevole che la circonda e che rapisce la mente di chiunque l’avvicini. Infatti sarà proprio la sua presenza ad essere allarmante per tutti i cavalieri perché il loro animo, insieme a quello di Wolf, sarà messo a dura prova dalla passione e dal desiderio che la sua figura e il suo fascino particolare, fatto di calma e di tempesta, scaturiscono.
Oltre ai protagonisti di questa incredibile storia, i personaggi minori, ma solo apparentemente, raccolgono ulteriori qualità che li rendono credibili e assolutamente identificabili in quel contesto e in quel momento.
Naturalmente essendo un fantasy oltre che un romanzo storico, la suddivisione tra buoni e cattivi è assolutamente netta e precisa ed è proprio tra quelli meno benevoli che si nascondono altrettanti personaggi inquietanti e pregnanti come Vjsna e Kam. La prima, seppur appaia come una furia, piena di malvagità e aggressività, e nonostante incarni il male per eccellenza, cela dentro il suo animo un dolore indicibile causato proprio in passato dall’agire dei cavalieri che le hanno inferto una ferita insanabile.
Il suo personaggio è profondo, consistente, forte, che lascia il segno. Inoltre attraverso di essa s’impone la volontà dell’autore di creare una storia che non abbia solo un risvolto al maschile, come spesso accade nei romanzi fantasy, ma che dimostra la scelta univoca di dare spazio e potere a quel lato femminile che dona alla storia un ampio respiro, facendole conquistare dignità e spessore.
Le avventure di Kira e Wolf sono destinate a proseguire in un altro romanzo? Il finale non è tanto aperto da non poter essere considerato un finale definitivo ma, come ho scritto, ci sono diversi spiragli per un seguito… non ci resta che attendere. Il romanzo è ben scritto, ben strutturato ed è chiaro il grande lavoro di documentazione storica che c’è dietro.
Molti sono gli aspetti su cui riflettere perché I cavalieri del Nord non è solo storia e non è solo fantasia. È anche potere, religione, fede, misticismo, valori e giustizia. I territori descritti fin nei minimi particolari sono selvaggi, immagini perfette di un'epoca, quella medioevale, nella quale tutto ciò che è descritto accadeva realmente, persino quella presenza così toccante e spesso asfissiante della magia e soprattutto della stregoneria che per lungo tempo ha portato il marchio della Santa Inquisizione.
Ma non c’è soltanto questo, aleggia tra le pagine, non solo scritte, ma anche magistralmente illustrate con disegni che fanno l’occhiolino costante all’immaginazione, una passione, un desiderio di raccontare che valica i confini del libro stesso, permettendo alla sensibilità di chi sta dall’altra parte di esserne rapito, come dire ammaliato, conquistato, così come si conquista l’amore o la fiducia.
le doti narrative di Strukul sono ben tangibili dalle prime battute e nonostante le oltre quattrocento pagine, il romanzo non stanca, ma anzi coinvolge sempre più con descrizioni che rendono perfettamente le immagini di ciò che altrimenti avremmo potuto solo immaginare, sia dell’ambiente sia delle emozioni.
La sua capacità di farti sentire addosso quegli orrori, quelle lotte ma anche le passioni nel bene e nel male che scorrono nelle vene e nel sangue di chi le vive attimo dopo attimo, riesce a scalfire qualsiasi dubbio o timore davanti ad un racconto per il quale perdi qualsiasi riserva.
Profile Image for Angelo Maglie.
19 reviews5 followers
December 15, 2021
Peccato. Secondo me sarebbe potuto essere molto di più. Non voglio assolutamente sminuire il lavoro di Strukul, si sente la presenza di una forte dedizione alla ricerca, al dettaglio. L'autore stesso, nelle note al romanzo, ci comunica quanto sia stato difficile e impegnativo raccogliere le informazioni necessarie per un quadro completo, nitido e reale. Il punto forte è proprio questo, l'ambientazione è perfetta, asettica, quasi irreale.
Lo stesso non posso dire dei personaggi, Wolf è molto lontano dal poter essere considerato un personaggio di rilievo, tantomeno un protagonista. A mio parere è abbastanza piatto, fiacco e in balia degli eventi.
L'intento sembrerebbe di costruire una storia corale, dai tanti punti di vista. Purtroppo, così facendo, ho percepito incompleto e superficiale ognuno di essi. E' un peccato perchè i personaggi sono di base molto interessanti, ma il modo in cui li tratta Strukul non mi ha fatto impazzire e non è riuscito ad attirare il mio interesse per la sorte degli stessi.
Un'altra cosa che non ho apprezzato è la presenza velata dell'elemento magico, così tanto velato da sembrare fine a sé stesso.
E' comunque un romanzo che ho letto volentieri e ho già in programma di recuperare la saga de I Medici
6 reviews1 follower
May 31, 2018
Cosa cerco in un romanzo?
Cerco l’intrattenimento, la distrazione, poter scollegare il cervello dalla quotidianità per qualche minuto al giorno e immergermi in un’altra dimensione…
Cerco l’emozione, sentirmi coinvolta dalla vicenda, immedesimarmi nei personaggi, vivere esperienze che mai vivrei nella realtà al punto alle volte faccio fatica a ritornare nella mia dimensione quando richiudo il libro…
Cerco anche di imparare cose nuove, perciò amo i romanzi storici perché le vicende anche fantasy, se sono ambientate in un contesto ben documentato, ci fanno viaggiare nel tempo e nello spazio, conoscere luoghi e epoche di cui spesso ignoravamo l’esistenza…
Cerco una bella scrittura, un linguaggio non troppo quotidiano, giornalistico ma che sia un po’ colto, con termini aulici, ricercati…
Cerco una storia talmente appassionante e mai noiosa che si lasci leggere tutta d’un fiato anche se poi soffro perché è finita troppo presto…
… ecco perché ho amato “I cavalieri del Nord” (e prima “La giostra dei fiori spezzati”).
Grazie, Matteo Strukul!
Profile Image for Luigi Salamanna.
97 reviews
April 15, 2024
Anno 1240, Transilvania Ungheria. Uno squadrone di Cavalieri Teutonici di stanza in Russia, va in soccorso di un castello sperduto fra le montagne ungheresi che è sotto assedio di Cumani e Magiari. Nel viaggio ed a destinazione si scontrerà con popoli locali, nomadi e barbari ed affronterà magia, superstizione e diabolici negromanti. Salveranno una bellissima donna, accusata di essere una maga. A capo dello squadrone Kaspar e Wolf da lui salvato da ragazzino in una notte di lupi e luna.
I paesaggi innevati e freddi fanno da sfondo a lotte epiche fra eserciti, a sfoggi d magia, ad atti di coraggio, d tradimento, di amore.
Un libro storico-fantasy scritto bene, avvincente, con belle efficaci di personaggi e luoghi.
Si richiama la cosiddetta Crociata del Nord, in cui la chiesa chiese ai Cavalier Teutonici di cristianizzare le popolazioni barbariche del Nord Europa, con ogni mezzo.
Libro intenso, piacevole ed interessante da leggere.
Profile Image for Valentina Capaldi.
Author 8 books18 followers
April 4, 2016
TRE STELLINE E MEZZA

“I cavalieri del nord” è un romanzo storico con una punta di fantasy ambientato nella Transilvania del 1200.
I cavalieri del titolo sono i Teutoni, cavalieri crociati abbastanza ignorati dalla letteratura, al contrario dei loro cugini Templari.
Anche l'ambientazione è piuttosto originale perché, a parte Dracula, non ci sono molti romanzi che si svolgono in Transilvania.
Per questo l'ho letto. Un po' perché mi affascinava il soggetto, un po' perché ero curiosa di capire come scrive questo autore.
Diciamo che non mi ha entusiasmata più di tanto per varie ragioni che dopo spiegherò, ma per ora la trama.
Un manipolo di Teutoni deve percorrere millemila miglia dalla Russia alla Transilvania per portare rinforzi al forte di Dietrichstein, assediato dall'alleanza tra Cumani e Magiari, giustamente contrari al fatto che un gruppo di uomini con il mantello si prenda le loro terre e imponga loro una divinità straniera.
Del manipolo di Teutoni fa parte anche Wolf, un giovane cavaliere di diciassette anni con un passato di orfano salvato dai lupi.
Al passaggio in un villaggio, i crociati trovano Kira, una giovane con la schiena solcata da strani segni blu accusata di stregoneria.
Wolf perde istantaneamente la testa per lei e la salva, causando non poco imbarazzo al suo Maestro (dato che i Teutoni dovrebbero rispettare la regola della castità).
Da quel momento una maledizione sembra abbattersi sui cavalieri, che impazziscono per uno strano morbo.
Sarà un incantesimo della strega? E riusciranno i Teutoni a raggiungere Dietrichstein in tempo?
Credo che ci sarà un seguito, perché lo svolgimento non è concluso.
Ci sono cose buone e cose che, come ho detto prima, non mi hanno convinta, perciò esaminiamo un aspetto alla volta.
La trama.
Potenzialmente poteva essere una bomba, ma non l'ho trovata ben approfondita. Le millemila miglia passano via quasi in un soffio e senza accorgersene quello che si preannunciava come un viaggio epico arriva a conclusione.
Ne è testimone la mappa alla fine del libro, che riporta accanto a una serie di nomi di villaggi la dicitura: Wolf e i suoi sono passati di qui. Mi aspettavo che nel libro i passaggi fossero descritti e che in ogni luogo accadesse qualcosa, invece no. In un capitolo siamo in Lituania, quello dopo già in Galizia e poi arriviamo a Dietrichstein, e i villaggi non sono nemmeno nominati.
Si tratta di una scelta ponderata dell'autore per non tirarla troppo per le lunghe? Probabilmente sì, ma date le premesse del libro mi attendevo qualcosa di più da questo viaggio.
Inoltre le cose importanti (come il morbo, come il fatto che all'inizio Wolf porta la cotta di maglia sulla pelle) sono appena accennate e poi quasi del tutto dimenticate. Uno che porta la cotta di maglia sulla pelle per quindici giorni non dovrebbe uscirne pesto e dolorante? Invece pare che a Wolf non faccia né caldo né freddo.
La parte ambientata al castello invece è molto bella e, in effetti, si tratta delle ultime cento pagine in cui il libro si risolleva.
I personaggi sono la parte migliore, ma non tutti.
Wolf, che dovrebbe essere il protagonista, è quello meno approfondito. Di lui sappiamo solo che da piccolo è stato salvato dai lupi da un maestro Teutone. Immaginiamo il resto, ma vorrei sapere come può apprezzare il libro una persona con poca immaginazione.
I personaggi femminili invece sono molto buoni.
Oddio, quando ho letto di segni blu sulla pelle immaginavo che Kira fosse pitta e già mi chiedevo ansiosa che cavolo ci facesse una pitta in Russia nel 1240, invece la sua storia e la sua provenienza sono diverse, anche se comunque interessanti.
Quella che tiene su il romanzo, comunque, è Vjsna, una sheildmaiden cumana, cioè una donna guerriera, un capo vero e proprio. Vjsna ha un motivo più che legittimo per odiare i Teutoni e il suo personaggio è quello meglio trattato.
Veniamo ora allo stile.
Stukul ha uno stile molto visuale, se così si può dire. Di sicuro sa usare le parole per trasmettere immagini e fa un grande uso di metafore. Il risultato è una narrazione sontuosa, evocativa.
Per farvi capire, ecco l'inizio del capitolo 2, che parte subito dopo la conclusione di una battaglia: “Quello sopra di lui era un cielo coperto di sangue. Ora. Wolf rimase a guardare il piombo arrossato che lo fissava dall'alto mentre le nuvole morivano come agnelli al macello.”
Questi stile è molto apprezzabile, perché per quanto sia ricercato è perfettamente scorrevole e piacevole da leggere.
Però qua e là nel romanzo ho trovato un paio di difettucci, che magari a chi è meno rompiballe di me che cerco l'ago nel pagliaio non saltano all'occhio, e anzi, magari me li invento io, però ho bisogno di dirlo.
Intanto, credo che a volte il registro non sia adeguato all'epoca storica, sopratutto nei dialoghi e nelle parti in soggettiva. Un esempio su tutti: “Hey” come vocativo. Non so se nel 1240 le persone si appellassero così, ma ho qualche dubbio.
Peraltro, per fare un inciso divertente, si sente che l'autore è un giurista, dato che a un certo punto parla di “vedute”. Solo i giuristi parlano di vedute.
Poi in tutto il testo ci sono diverse ripetizioni sia di parole (non so quante volte ho letto “arco cremisi”) sia di concetti; e proprio quest'ultimo aspetto inficia un po' il ritmo.
Ultimo aspetto su cui vorrei soffermarmi è la componente fantasy. Ce n'è pochissimo, tanto che direi che il romanzo è un low fantasy, ma quel poco che c'è è utilizzato come deus ex machina, cosa che non si dovrebbe fare...
In conclusione.
Vedete che ho scritto un papiro, quindi questo romanzo non mi è passato sotto gli occhi come l'acqua di un fiume, giusto per restare nelle similitudini.
È interessante perché è ben documentato, perché i combattimenti sono descritti benissimo, perché ha dei personaggi davvero buoni. Però, in generale, credo che il potenziale sia andato un po' sprecato.
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Profile Image for Manuel Finelli.
87 reviews
December 6, 2020
Rispetto per chi IN ITALIA riesce con la propria narrativa a sbarcar il lunario e addirittura anche a vendere alla tv e gli faccio i miei complimenti. Avevo letto i Medici perché per un mio interesse di quel periodo mi son stati molto utili ma più di un rospo di s-gradimento ho mandato giù per arrivar alla fine della saga. Struckul è molto bravo nell’ambientazione, ma la modalità con cui gestisce i dialoghi e sviluppa l’intreccio è davvero distante anni luce da quel di cui ho bisogno per “sentire” un personaggio vivo e una storia avvincente. Al contrario, ciò che avverto è un senso di artefatto, sia nelle voci, sia negli accadimenti. Tutto sa molto di confezionato, di come uno può pensar che dovrebbe essere che sia, ma che proprio per questo stona alla grande
Non credo leggerò altro di suo.
Profile Image for Juliet Minerva Swift.
829 reviews14 followers
dnf
October 16, 2025
Ho abbandonato questo libro al 4% semplicemente perché so che non è il libro per me. Lo avevo comprato circa 10 anni fa dopo averne sentito parlare su YouTube ma purtroppo questo non è il mio genere.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
February 20, 2016
Un bel fantasy a sfondo storico, che fa immergere completamente nella cupa atmosfera degli inverni boreali alla quale si sommano le suggestioni dell'età medievale. Avevo sentito parlare tantissimo di questo romanzo, ho persino seguito svariate interviste all'autore sul web, e tutti i commenti positivi in merito - sommati al fatto che sicuramente si trattava di un libro adatto ai miei gusti - mi hanno spinta a recuperarlo quanto prima.
A essere sincera speravo di trovare quella lettura capace di non farti chiudere occhio, capace di spegnere completamente tutti i pensieri che non siano inerenti la trama, perché davvero erano troppi gli elementi che designavano questo libro come possibile candidato ad entrare nei miei top, in primis l'ambientazione. Purtroppo così non è stato, nonostante il libro mi sia comunque piaciuto (e infatti ho impiegato due giorni a finirlo).
I punti a favore del romanzo sono molti, a cominciare dalla grande abilità dell'autore nel descrivere gli immensi spazi boschivi dell'Europa nord orientale, coi loro profumi, i loro colori e i loro inverni perenni; è' questa senza dubbio la caratteristica che più ho apprezzato, perché mi sembrava davvero di rivivere quella straordinaria esperienza che per me è stata l'abitare in Finlandia da sola per quasi sei mesi. Li' ho capito davvero cosa significano l'immensità e la potenza della natura, che questo libro è riuscito a centrare appieno.
Altro punto a favore e' la fedeltà al contesto storico: dalla lettura risulta evidente che l'autore si sia documentato molto riguardo popoli, usanze, regni e città dell'Europa orientale nella prima metà del XII secolo; da quel punto di vista l'opera è unitaria e coerente in ogni suo aspetto. Le scene di battaglia sono poi qualcosa di unico, raramente ho trovato descrizioni così precise - tecniche a tratti - in grado di comunicare non la grandiosità delle gesta quanto la bassezza, il dolore e la tragedia che stanno alla base di tutte le guerre.
Ho apprezzato l'intrusione dell'elemento fantasy in questo Medioevo nordico, che risulta comunque essere molto lieve e non predominante sull'aspetto storico: non aspettatevi un libro nello stile di Licia Troisi o di Christopher Paolini. Infine, la prosa dell'autore è davvero particolare e ricercata, pur riuscendo a mantenere la scorrevolezza tipica dei romanzi di questo genere. Ottima anche l'edizione, particolarmente curata fin nei minimi dettagli: impaginazione, copertina meravigliosa, mappa all'inizio e alla fine, illustrazioni qua e là tra i capitoli.
Ci sono stati però anche alcuni aspetti che non ho gradito e che a tratti mi hanno abbastanza disturbata. Tra tutte, la cosa che mi ha dato più fastidio è stata l'incapacità di entrare in sintonia coi personaggi. Non c'era immedesimazione; non so se sia stato per via della narrazione in terza persona, comunque nessuno di loro mi è entrato nel cuore al punto da emozionarmi per il suo destino. Mi sembrava di vedere scorrere delle immagini - bellissime perché in un contesto da sogno - ma impersonali. C'è stata una leggera ripresa nelle ultime 100 pagine, ma non tanto da farmi cambiare idea. Sembra quasi che l'attenzione dell'autore sia concentrata più sullo sfondo -paesaggi, battaglie, castelli -che sulle figure che vi agiscono. Sono convinta però che il seguito mi permetterà di conoscere meglio tutti quanti, in particolar modo i protagonisti Wolf e Kira, ai quali attribuisco l'unico merito di aver avuto una storia d'amore "realistica" che è rimasta sullo sfondo fino all'epilogo finale. Infine non ho potuto non notare che alcune situazioni in cui incappano i due eroi stonino con il contesto, in generale così accurato, per la loro irrealtà: non mi pare possibile che un orda di abilissimi cavalieri e tiratori d'arco possa sbagliare una sola imboscata a distanza ravvicinata proprio quando i bersagli sono Wolf e Kira; o ancora, che proprio loro due siano sempre in grado di cavarsela anche nelle situazioni più disperate, pur se stanchi, affamati, feriti.

Tirando le somme sono comunque soddisfatta di questa lettura per la capacità che ha avuto di immergermi nelle atmosfere boreali; è' un libro certamente perfetto per l'inverno. E appena uscirà il seguito vedrò di procurarmelo, perché come ogni volume di saga che si rispetti, anche questo si conclude lasciando molti interrogativi ancora irrisolti.
Profile Image for Marta.
362 reviews9 followers
January 9, 2017
Il nostro protagonista è Wolf un orfano che da bambino viene trovato nel bosco da uno dei cavalieri Teutoni che diventerà per lui come un padre e una guida. Adesso ormai grande fa parte anche lui dei cavalieri della croce che si mettono al completo servizio della chiesa sottostando a rigide regole. E' una persona altruista, con un grande cuore e vogliosa di dimostrare il suo valore, nonostante le regole incominciano a stagli strette.
Sotto la guida di Kaspar, il suo mentore, partirà insieme agli altri Teutoni per una missione che da Izborsk che li porterà fino in Transilvania.
La storia ci viene però raccontata in terza persona quindi ci saranno durante la narrazione cambi di punti di vista e tra gli altri personaggi principali troveremo Kira una ragazza di una bellezza unica, con una forza selvaggia dentro di se.
Verrà inizialmente salvata da Wolf poco prima di essere messa al rogo perchè creduta una strega. Non sappiamo molto di lei ed è la sua diversità a terrorizzare le persone ed a spingerli a trattarla come qualcosa di pericoloso. Passerà gran parte dell'inizio del viaggio dei nostri cavalieri del nord rinchiusa in una gabbia, come un animale, per evitare che possa nuocere a qualcuno. Solamente Wolf, sin dall'inizio, vede qualcosa in lei che va oltre l'aspetto e le leggende.
A guidare l'esercito nemico dei Cumani troveremo "La madre dei morti" un personaggio che ho amato moltissimo. Scopriremo che dietro la sua corazza e il nome che le è stato dato per la sua abilità di uccidere chiunque a sangue freddo si nasconde una persona fragile che non è riuscita a fuggire al dolore che le è stato causato ed è solo la vendetta che la spinge a sopravvivere.
Altro personaggio ed antagonista molto molto particolare è il Kam chiamato anche "L'uomo dei sogni e delle lacrime", un negromante, che risulterà essere l'elemento fantasy più importante che troveremo tra le pagine di questa storia. Già solo l'aspetto e le sue innumerevoli capacità attireranno la vostra attenzione e vi spingeranno a volerne sapere sempre di più.

Grande punto di forza del romanzo oltre la storia e i luoghi che fanno da sfondo è la capacità dell'autori di riuscire a dare ad ogni personaggio il giusto spazio nella storia senza tralasciare nessun particolare e rendendoli in qualche modo tutti protagonisti.
Il romanzo racchiude dentro di se una storia ricca di battaglie, inseguimenti e fughe interminabili, sangue, morte, emozioni forti e amore.
Leggendo le note dell'autore a fine libro abbiamo la conferma del grande lavoro che ha fatto per poter raccontare questa storia basandosi nel modo più preciso possibile su fatti realmente accaduti; è riuscito a rendere al meglio le descrizioni di quei luoghi freddi, gotici e suggestivi grazie anche al fatto di averli visti con i propri occhi.

Partendo dal presupposto che il genere storico, anche se con una spruzzatina qua e là di fantasy, non è il mio genere il romanzo mi è molto piaciuto. Ho fatto però molta fatica inizialmente ad entrare in sintonia con la storia, lo stile ricercato dell'autore e i personaggi; le prime cento pagine mi sono risultate a tratti troppo pesanti e lente.
Sicuramente il finale è la parte che ho preferito e per poco Strukul non mi ha fatto versare fiumi di lacrime, anche se io lo sospettavo ma non vi dico altro!

Non può di certo mancare una menzione per le meravigliose illustrazioni che si alternano alla narrazione durante lo scorrere delle pagine.
Una storia che merita per la sua originalità e cura con la quale vengono raccontate le vicende e le credenze del dodicesimo secolo e che nonostante una titubanza iniziale è riuscita a tenermi incollata alle pagine fino alla fine.
Profile Image for Claudia.
378 reviews7 followers
August 28, 2016
Una grande delusione.
Di positivo c’è l’ambientazione che cala la storia nel bel mezzo del cuore dell’Europa (Transilvania) nel 1200 e la presenza dell’ordine crociato dei Teutoni (dammi il medioevo e mi fai felice).
La trama, in linea generale, mi è piaciuta. Così come la presenza di personaggi storici.
Altro elemento positivo è Kaspar von Feuchtwangen, unico personaggio che mi ha in qualche modo catturata.

Da qui in poi iniziano i lati negativi.
Per prima cosa si tratta di un romando storico con una velatissima nota di magia- stregoneria. Il fatto che questa nota sia velatissima, personalmente, non mi piace: o la magia c’è oppure no. Un accenno buttato lì come per caso, un paranormale che sembra caduto in un contesto medioevale come per caso e che, secondo me, sembra stridere un po’ con tutto il resto. Quel poco di magia presente sembra fine a se stessa, si giustifica da sola.
Poi abbiamo la trama, che pur essendo interessante in senso generale, è poco dettagliata e approfondita. Ad esempio, per la prima parte del libro continuano a menarcela con sto fatto che il viaggio dei cavalieri il cuore dell’Europa sarebbe stato periglioso…e poi fila via in un soffio (ora ti ritrovi in Lituania, due righe dopo sei in Galizia e poi…sbam…eccoti a Dietrichstein), oppure il fatto che il morbo che attanaglia la schiera dei Teutoni non venga minimamente spiegato.
Poi abbiamo i personaggi un po’ piattini. Wolf, il protagonista è il meno approfondito di tutti, ragazzotto in balia degli eventi, a cui le cose accadono, che sembra non pensare alle conseguenze delle proprie azioni e sul quale le cose sembrano scivolare via e che, stavo per dimenticarmene, non si sa come ma gira e rigira esce sempre indenne dai duelli. Kira…mah…super eroina che sa fare praticamente di tutto. I cattivi che sembrano dei sociopatici e che, ripeto, sembrano essere dei superuomini o delle superdonne.
Combattimenti infiniti uno dopo l’altro, con scontri epici e gente che cade dalle mura inespugnabili di una fortezza senza morire sfracellata.
Personalmente trovo il tutto perfetto per una saga video ludica, un bel RPG. E con questo intendo che ne verrebbe fuori un bellissimo videogioco (e io adoro gli RPG).
Ah…sto “arco cremisi”, per indicare un fiotto di sangue, ora della fine del libro sarà stato usato almeno 200 volte.
Profile Image for Alessandra.
Author 1 book4 followers
June 26, 2016
È il primo libro che leggo di Strukul ed edito da questa casa editrice. Una stellina ciascuno.

La fattura del libro indubbiamente ottima: belle carte, bella copertina, ottima rilegatura (solo questo vale i soldi che costa il libro), ma. L'editing non mi è piaciuto: "D" eufoniche quando non servono, "be'" scritto "beh", punti esclamativi a profusione (che siamo su Facebook? Ho capito il target giovane, però così non va), troppe andate a capo senza che servissero ad arricchire la resa del testo.

È evidente che tra lo stile di Strukul e me non è scattata la scintilla. Ci sono passaggi (molti passaggi) in cui ripete due o tre volte la stessa cosa con espressioni diverse e con una mole di aggettivi che dopo un po' perde di efficacia. Mi sta bene che di un personaggio mi dici nome, patronimico e stirpe. Una volta. Due. Poi basta, altrimenti sembra di leggere uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Quante volte devi usare la stessa espressione per dirmi di che colore ha i capelli un personaggio? Troppe, evidentemente. E quante volte devi ripetermi la sua tristissima storia? Ancora, troppe. Sono una lettrice, non soffro di Alzheimer, abbi fede: certi particolari me li ricordo. Nel complesso, è tutto spazio tolto alla storia.
Inoltre, in moltissime occasioni, anziché dirci le cose, Strukul poteva mostrarci i personaggi mentre fanno quelle cose. Forse l'impianto della storia sarebbe stato un filo più complesso, ma forse anche più interessante. Il soggetto è ottimo (i cavalieri teutonici), la storia è ok, ma poteva essere stupenda. Sul serio. Poteva davvero essere una storia corale, come lo stesso Strukul l'ha definita nella sua nota. Invece è rimasta in germe, secondo me ci sono un sacco di potenzialità inespresse e represse.
Si lascia intendere che si sarà un seguito, ma dubito che lo leggerò.
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