Curve, capelli rossi e temperamento. Sono gli ingredienti irresistibili di Katharina Schweitzer, la nuova pasticcera e chef de garde-manger appena entrata a far parte dello staff del ristorante stellato Il Bue d'Oro, che il famoso cuoco Hugo Spielmann ha aperto nel centro di Colonia. Ma l'allegra brigata di cucina, cova malumori e rivalità. Poco dopo l'arrivo di Katharina, un importante cliente muore in sala mentre sta cenando: un infarto causato da un veleno è solo il primo di una serie di omicidi. Tra cadaveri congelati e assassini a colpi di salami francesi, la cuoca Katharina indaga con l'aiuto della sua coinquilina, l'intraprendente ostetrica Adela, difendendosi anche dalle avances dell'affascinante chef del Bue d'Oro.
L'idea di un giallo in cucina non è originalissima, però è solitamente simpatica perché i cuochi hanno spesso modo di interagire con tantissime persone. Un ristorante stellato però è l'esatto opposto, e infatti le indagini sono poco interessanti. Si risolve tutto nelle ultime 10 pagine, con un movente sicuramente realistico per un cuoco ma lo stesso poco sensato per la cucina in questione (soprattutto nel caso del secondo morto). Peccato perché mi sarebbe interessato vedere come proseguiva la serie
Mi è piaciuto molto il primo romanzo di questa serie di indagini di Katharina Schweitzer, la cuoca tedesca dalla stazza importante, ambientate in cucine stellate; infatti credo proprio che continuerò a leggerla, anche se avevo capito molto presto chi fosse il colpevole e, in parte, il suo movente. Credo che la Glaser riesca davvero a ricreare l'atmosfera che si respira in una cucina di un ristorante, visto che mi è sembrato molto simile a quella che ho percepito leggendo Kitchen Confidential di Anthony Bourdain
Come a molti altri anche a me piace molto il binomio romanzo/cucina, quindi ho trovato questo libro della Glaser garbato e scorrevole, pero' come giallo e' abbastanza tiepido e senza particolari colpi di scena. Da leggere per rilassarsi, senza aspettarsi troppo.
Dei tre gialli che ho infilato ultimamente, questo è il mio preferito e, nonostante ci siano diversi morti, è un libro che mi ha messo buon umore. Katharina, la cuoca protagonista, è rossa, alta ed ingombrante eppure per lei non è un problema. Ama il suo lavoro, viaggia, si diverte, beve e fa sesso senza rimpianti. È per me una bellissima novità vedere una persona grassa che sta bene nel proprio corpo. Katharina lavora a Colonia al Bue d’oro, un esclusivo ristorante della città, alle dipendenze di Hugo Spielmann, chef stellato del quale presto ne diventa l’amante. Dopo la morte per avvelenamento di un cliente, al Bue d’oro i dipendenti iniziano ad essere ammazzati uno dopo l’altro. Katharina, assieme alla coinquilina Adela, risolverà il giallo.
Solo una cosa mi è ancora ignota: perché rendere il detective bisunto e con l’alito pestilenziale?
3 stelle e mezza Questo libro è stato una mezza delusione... La descrizione di Colonia mi sembra accurata, anche se non ci sono mai stata; la storia gialla sarebbe stata interessante, se fosse stato più semplice trovare qualche indizio per capire chi fosse il colpevole. Il problema più grosso è che il cast è composto da personaggi uno più lunatico dell'altro, l'unica fortuna è che la protagonista almeno era la meno lunatica, ma nessuno di loro ha attirato le mie simpatie. La mezza stella in più è di incoraggiamento a me stessa, visto che ho già comprato i tre libri successivi della serie. Ora finiranno in fondo alla pila, ma forse prima o poi li leggerò, magari perché mi servono per qualche challenge...
Questo giallo ha molti problemi: sin dall'inizio si capisce chi è il colpevole senza avere il minimo dubbio durante la lettura, il linguaggio è spesso discriminante (insulti omofobi e body shaming su tutti e in maniera totalmente gratuita) e la rappresentazione femminile lascia molto a desiderare... La lettura risulta comunque non pesante e penso ci siano le caratteristiche per migliorare nei capitoli successivi. Ecki best boy.
Libro piacevole, 5 stelle perché é scritto bene, mi sono affezionata alla protagonista e mi è piaciuta anche la trama gialla. Alla fine avevo colto gli indizi e questo mi é piaciuto. Non il classico giallo ma secondo me molto piacevole
Nel ristorante pluristellato “il bue D’oro” muore un commensale durante la cena. I risultati delle analisi confermano che si è trattato di avvelenamento. Ma nella brigata di cucina dove lavora Katharina Schweitzer nessuno ha messo del veleno nei piatti. Tutti sono consapevoli che un omicidio è una pessima pubblicità, ma il capo, il brillante chef che ha dato nuovo lustro ad un tubero umile come la patata, Hugo Spielmann, riesce a rigirare il disastro a loro favore. Ma chi era Jupp Schertweger e chi lo voleva morto? Perché ucciderlo proprio in quel ristorante? Tutta la brigata di cucina fa congetture. E la polizia arresta il capocuoco Niehauser, che pare, avesse una storia con lui. Ma non è l’assassino, non ha movente e soprattutto ha un alibi per la sera dell’omicidio.
Mentre le indagini ufficiali proseguono, Adela- l’affittuaria di Katharina- mette in piedi un’indagine parallela nel suo sottobosco di conoscenze: da ostetrica in pensione ha contatti con mezza Colonia. Secondo lei il socio del morto potrebbe essere l’assassino, per questioni di soldi e di odio covato per decenni. Avrà ragione?
Per parecchie pagine non succede niente, a parte la protagonista che racconta del suo amorazzo con il capo, ma all’improvviso viene trovato un secondo cadavere direttamente collegato al Bue d’Oro. Si tratta di Niehauser, con cui Spielman aveva avuto uno screzio pochi giorni prima del ritrovamento. Tra un piatto e l’altro, tra una lite e una riconciliazione la polizia trova l’assassino delle due vittime. Ma qualcosa non quadra: c’è uno stalker che telefona a Spielmann e a Katharina dicendo che l’assassino è uno della brigata. Adela è convinta che Fischer – l’addetto alle indagini- abbia preso un granchio e Katharina è della sua stessa idea. E nel frattempo un altro uomo muore. E non sarà nemmeno l’ultimo. La polizia riuscirà a fermare l’assassino prima che tutta la brigata perda la vita? Leggetelo per scoprirlo.
Mamma mia che pallleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!! Uno dei gialli più noiosi letti negli ultimi tempi.
Parto da lei, la protagonista: Katharina Shweitzer che parla e parla e parla e si “irrita” di continuo, ma due righe sotto sta “meravigliosamente”. Boh... Non dorme quasi mai e si sfonda di Kolsh, che okay è la birra tipica di Colonia e ha tutta una sua tradizione e dignità, ma non esiste solo quella eh… Praticamente, quasi ogni notte dopo il lavoro, Katharina gira per Colonia, mostrando al lettore tutta la città. A quel lettore che, dopo il primo caso di omicidio, si domanda: e allora?! Bello eh, ma arriviamo al dunque! Lei che fa la “detective”, ma anche no, dato che è Adela che fa tutto il lavoro pratico. L’addetta ai dolci del Bue d’oro si limita a parlare e congetturare e ad andare a letto col capo, con qualche momento di rimorso pensando al fidanzato che è a Bombay per lavoro. Mah…
Fisher: misogino, omofobo, il poliziotto che si nutre di caffè e nicotina e per cui ogni movente è riconducibile al sesso. Ridevo, lo giuro, quando ha teorizzato che fosse Katharina l’assassina!
Sandra: la psicopatica collega di Katharina, forse è il personaggio meglio riuscito e che ha creato un po’ di azione e attriti.
Hugo Spielmann: no. Mi rifiuto. Solo dispregiativi.
In generale lento e prolisso. Ma tanto, troppo. Si sarebbe potuto tagliare di cento pagine o addirittura riscriverlo del punto di vista di Adela, che nel frigo tiene solo alcol e cetriolini (Cosa non manca mai, persino nella più scrausa cucina tedesca? I cetriolini sottaceto, e come non ricordare il libro “appuntamento dove il cielo è più blu” e Mitzi che si faceva arrivare tale prelibatezza direttamente dalla Germania?. Dopo aver letto questo sto rivalutando Mitzi e Isabel, giuro. Quanto a protagoniste senza un verso katharina-schweitzerina , come la chiama Hugo, la batte!) Manca la suspence, è un “butta su” come dicono dalle mie parti: c’è troppo e mal incastrato. o se questo è lo stile dell’autrice non mi piace. Non fa per me. Tra l’altro a metà lettura ho formulato un ipotesi e ci ho preso al 90 per cento!
L’idea è anche carina, ma lo sviluppo non lo è altrettanto. Non leggerò i seguiti perché se voglio detective ruspanti e simpatici, o più intriganti o con un bel carattere c’è tanto da leggere: da Gamache della Penny ad Alma della Corciolani, passando per Frascella, Basso, Manzini, Vargas, Camilleri, Gimenez Bartlett, ecc, ecc.
Nemmeno le ricette e il glossario aggiungono qualcosa alla storia. Mi dispiace, ma il voto è una stellina.
Vado alla “Locanda dell’ultima solitudine” per riprendermi.
Divertente ed originale la coppia investigativa formata da una cuoca ed un’ostetrica in pensione; uno stile fluido e una perfetta caratterizzazione dei personaggi. Veramente interessante è la descrizione della città in cui si ambienta, Colonia, mi ha invogliato ad una possibile visita. Il giallo di per sé non è un granché, sono riuscita ad indovinare assassino e base del movente, qualche indizio è stato lasciato qua e là, non avevo però individuato il motivo che ha portato l’assassino ad uccidere, che mi è sembrato un po’ assurdo. Mi sono procurata comunque il secondo libro della serie, sono curiosa di sapere come proseguirà.
Questo romanzo fa parte della collana Gialli Tedeschi della casa editrice Emons. Devo dire che propone molti titoli che stupiscono per freschezza e attualità. Questo titolo in particolare mi ha attirato per il titolo divertente di per sè. E' il primo di una lunga serie di gialli che vede come protagonista la brillante cuoca-detective Katharina Schweitzer. Il “piatto forte” è un abbinamento a dir poco vincente: chef stellati, ristoranti di gran classe e piatti da far venire l’acquolina in bocca, con contorno di omicidio e battute divertenti. La giovane Katharina è una vera e propria promessa dell’alta cucina, creativa, ambiziosa ma anche disposta a lavorare sodo. La sua passione oltrepassa gli angusti confini della trattoria di famiglia e la porta a viaggiare per l’Europa, lavorando a stretto contatto con i migliori cuochi nei ristoranti più rinomati. Appena sbarcata a Colonia viene assunta dal famoso chef stellato Hugo Spielmann come chef de garde-manger, ovvero il cuoco che si occupa delle portate fredde. Tuttavia, il debutto della procace “Schweitzerina” nella cucina del rinomato Bue d’Oro coincide con l’inizio di una drammatica serie di delitti dei quali vengono accusati, o almeno sospettati, molti dei componenti della brigata. Continua su https://giorgialeggetanto.blogspot.co...
Delitti e manicaretti nel primo caso della cuoca (specializzata in pasticceria) Katharina Schweitzer che ha appena accettato di lavorare al prestigioso "Bue d'Oro" di Colonia, guidato dallo chef stellato Spielmann, uomo tanto affascinanate quanto imprevedibile d'umore. Però la gioia iniziale di lavorare in un locale così rinomato si sgonfia velocemente: la brigata di cucina è un covo di invidie, gelosie, dispetti e nervosisimo. E la morte di un commensale non aiuta di certo a sciogliere le tensioni, anzi. Il commissario Fischer, dimesso e all'apparenza senza nerbo, sospetta che l'assassino si celi fra i cuochi e non sarà facile fargli cambiare idea. Aiutata dalla scatenata coinquilina Adela, un'ostetrica in pensione che ha la casa letteralmente tappezzata di neonati e donne che allattano, e dal "quasi ex" fidanzato Ecki (anch'egli cuoco), Katharina riuscirà a risolvere l'intricato caso. Libro godibilissimo che unisce un giallo a una serie interminabile di piatti, profumi e sapori che fanno davvero venire l'acquolina in bocca. Per una lettura spensierata e rilassante (e appetitosa, visto anche le ricette in appendice). La bravura dell'autrice invoglia a proseguire nella lettura del ciclo di romanzi.
Consigliato da un'amica assidura lettrice della collana Gialli Tedeschi della emons, questo primo libro della pasticciera Katharina è veramente un libro delizioso. La Glaser ci immerge nelle atmosfera di una vera brigada di alta cucina, e di come essa venga sconvolta dall'incredibile omicidio di un commensale del ristorante. La cosa che mi è piaciuto di questo romanzo è il fatto che Katharina non si atteggia a detective amatoriale, modello Miss Marple, anzi è talmente focalizzata su altre cose, che non sto qui a spoilerare, e di indagare non ci pensa minimamente. Questo spetta alla sua coinquilina Adela, ostetrica in pensione con la passione delle auto da corsa, e che si mette di buona lena a tirar fuori ipotesi strampalate ed anche a fare qualche indagine privata. Un personaggio forse un po' troppo fuori le righe, ma che non rovina eccessivamente la riuscita del romanzo. Ora toccherà assolutamente recuperare i romanzi successivi.
Gran bel giallo tedesco ambientato a Colonia. La protagonista, la cuoca Katharina, assunta in una cucina stellata, raffinata e di alto livello, si imbatte in due omicidi avvenuti li dentro. E quindi, tra ricette gourmet, tagli di carne, dolci e pietanze da chef, si svolgono indagini rivolte a risolvere i casi. Ambientazione molto ben descritta, personaggi ben delineati e originalità fanno di questo primo libro della serie una storia ricca di suspense, dove solo alla fine si scioglieranno i nodi di queste vicende. Ascoltato in audiolibro e consigliato.
DNF. Era molto che volevo leggere un giallo di questa serie, attratta dalle bellissime copertine. Era anche tanto che posticipavo, perché le recensioni non erano un granché. L'ho iniziato, e purtroppo - ma non inaspettatamente visti i giudizi medi - non l'ho finito. Il libro non ha niente di accattivante, niente. Non i personaggi, non la trama, non i dialoghi. E' tutto molto noioso, un compitino ben svolto ma senza vita. Non avevo mai voglia di voltare pagina. Ed a metà ho mollato.
Come un po' per tutti gli inizi di un ciclo, il libro parte un po' a rilento, la trama non è incalzante come ci si aspetta in un giallo, comunque la lettura procede senza intoppi. Non ho trovato un gran feeling con la protagonista, in alcuni contesti un po' stereotipata mentre in altri avrei voluto leggere più introspezione, mentre ho provato tanta simpatia per l'ex ostetrica Adele sua grande alleata per le indagini. Mi è sembrato un libro molto adatto per diventare un copione per una serie tv.
Idea non troppo originale per l’ambientazione di un giallo, racconta però l’interessante mondo che ruota dietro ad un ristorante stellato in un modo, credo, piuttosto realistico. La soluzione arriva solo nelle ultime pagine, non si tratta di un grande colpo di scena, ma è comunque basata su un movente credibile. Alcuni personaggi simpatici in un libro tutto sommato gradevole
Un libro piacevole. La protagonista è simpatica e i racconti di investigazione e di storie di vita quotidiana si intrecciano amabilmente in questo romanzo. L’unica nota negativa è che il colpevole lo si deduce fin dalle prime pagine quindi il finale non è particolarmente sorprendente. Un libro leggero per l’estate.
Ero rimasta impressionata dalla vivace copertina Il racconto è scorrevole ma in alcuni punti scontato Gradevole l’ambiente ione in cucina tra chef stellati e delicati manicaretti Ho preso anche un altro giallo della serie vedremo semi convince di più
Non so se è per il fatto che a me i polizieschi tedeschi non riescono a coinvolgere, ma mi è sembrato tutto molto raffazzonato, abbozzato, privo di interesse, con una brigata di personaggi che ne bastava la metà, ma fatti meglio.
Storia con conclusione abbastanza prevedibile, giallo leggero per chi non vuole leggere nulla di impegnativo. Ho adorato l'ambientazione a Colonia. Non è un capolavoro, ma comunque leggibile.