Il volume si occupa in modo specifico dei riferimenti tecnologici presenti nei testi biblici ed ha quindi uno scopo dichiarato: contribuire a diffondere l'informazione su ciò che in realtà non si deve sapere sulle origini dell'umanità; sulle radici della conoscenza e su ciò che con ogni probabilità è veramente successo sul nostro pianeta migliaia di anni fa. Non a caso il titolo rappresenta la sintesi di quanto documentato negli ultimi due capitoli, nei quali si comprenderà come anche quello che viene considerato e presentato come l'atto divino per eccellenza, la cosiddetta "creazione dal nulla", altro non è che uno dei tanti interventi tecnici e assolutamente materiali compiuti da quegli individui, chiamati Elohim. Dal carro degli Elohim ai sistemi di comunicazione, dall'Arca dell'alleanza - possibile arma - alla questione dell'oro, dai cherubini che la Bibbia descrive come macchine volanti, al duplice racconto tecnico della produzione dell'uomo, fino a ciò che gli Elohim hanno fatto in origine e che invece ci è sempre stato presentato come la creazione dei cieli e della terra. Il tutto, come sempre, a partire dalla traduzione letterale della Bibbia derivante dal codice ebraico di Leningrado.
Mauro Biglino is an Italian essayist and translator.
Student of the history of religions, specialized in the translation from ancient Hebrew, he has translated the Masoretic text for the publisher Edizioni San Paolo.
For Biglino, through direct analysis of the Hebrew texts of the Bible, knowledge and understanding of religious thought is today more accessible. Biglino translates literally what he reads in the Old Testament, deliberately ignoring those aspects of the faith, reserved for the personal sensitivity. Biglino therefore proposes an examination of the Old Testament through the literal translation of the Hebrew text, the Biblia Hebraica Stuttgartensia. In particular, he emphasizes the technological knowledge of those who, according to the author, would have created man in his own image and likeness. Furthermore, he shows that, in the biblical texts, there are references to alien craft - or at least to devices built using technologies not known at the time and not compatible with the level of technological knowledge of the period - and the presence of beings from other planets. In addition to the UFO theories, he exposes translations that differ in form and in content from those adopted by the major religions. In his book "The Bible is not a holy book," the author focuses on how the divinity, spiritually speaking, would not be present in the Old Testament, and also questions possible changes to the text during the centuries.
""merde i’en ai marre de cette steganographie.""" Cosio Sbotta Ingolf nella cifratura seria delle rotule Tritemiche che stanno alla base del mistero del Pendolo di Foucault. Cosi sbotto io dopo la lettura dei questo invvero tedioso libro che rimastica le solite riletture dei tempi di Daniken o Kolosimo... Se volete approfondire lo studio di Biglino https://www.cesnur.org/2015/Bigliardi... Per Cuanto non amante del Cesnur ne suggerisco la lettura Per quello che ho capito il Biglino alla San Paolo traduceva le lettere che non è tradurre l'ebraico... come se contasse i mattoni e le forme lasciando ad altri il compito di metterli insieme...
Libro illuminante, come i precedenti lavori è stato un po nauseabondo nella ripetizione di alcuni concetti, forse io lo trovo così perché, essendo ateo, credo senza problemi (e alla prima lettura) a ciò che la bibbia dice realmente. È da fare una premessa. Se vi sembra strano il contenuto dei suoi libri in generale, non è lui pazzo o chissà cosa...lui non fa altro che mostrare cosa scrive la bibbia...prendetevela con i masoreti che sono stati (in alcuni punti) poco chiari e non hanno fornito ulteriori prove. Che dire, un libro meraviglioso, illuminante, ma per la ripetitività dei concetti do 4 stelle.