Non potevo lasciare in sospeso l'avventura che avevo cominciato con i miei amici Rick, Jason e Jiulia che mi avevano lasciato poco dopo aver trovato il diario di Ulysses che parlava di Venezia col modellino della gondola.
Io abito vicino Venezia quindi potete immaginare quanta voglia avessi di sapere come sarebbero andate le cose.
In questo quarto volume viene introdotto un personaggio un po' ambiguo: Peter Dedalus che mi ha ricordato molto Peter Simus di Harry Potter sia come fattezze sia come atteggiamento nei confronti dei suoi "amici". E' un orologiaio che ha deciso di andare a vivere nell'antica Venezia del settecento per fuggire dalla perfida Oblivia Newton che lo sta cercando perché da lui vuole qualcosa e che farà leva sui sentimenti che un tempo sostenevano la loro "relazione".
E' stato interessante, delizioso e divertente camminare per le calli di Venezia di un'altra epoca. Mi sembrava di sentire l'odore dei canali, il vociare delle calli e i gabbiani che volavano trasportati dal vento. Per un momento mi è sembrato di sentire l'odore del mare...
Era come passeggiare fra le calli veneziane quando c'è il carnevale dove echeggiano antichi ricordi.
Rick, Jason e Julia recupereranno altri pezzettini di puzzle per cercare di venire a capo delle misteriose chiavi e porte del tempo, questo però li porterà di nuovo a Kilmore Cove dove una nuova avventura li attende.
Non vedo l'ora di leggere il seguito, ma al momento questo è il mio capitolo preferito perché è riuscito ad evocare le caratteristiche di Venezia, non solo quelle banali e superficiali, ma anche quelle che solo un viaggiatore del tempo può realmente cogliere.
E' scritto davvero bene, scorrevole e avvincente, inoltre ci sono disegni, mappe e foto che rendono il tutto più gustoso.