Dove è Suburra, comincia la notte di Roma. Il giovane Sebastiano ci prova, a reggere le fila di un regno del crimine. Ma se il re è lontano, gli incidenti capitano. E il Samurai è molto lontano. Chiara ci prova, a ben governare. Ma se il cuore è troppo scoperto, magari ti innamori di chi nemmeno vorresti guardare in faccia. E gli incidenti capitano. Adriano Polimeni ci prova, con un monsignore di buona volontà, a guardare in faccia il pericolo. Troppo da vicino, forse. Si accende la guerra che tutti vedono, continua quella che non vede nessuno, la più feroce. La lotta stavolta è per salvare l'anima.
This is a follow-up to Suburra , inspired by a real-life corruption scandal, and made famous on the screen, initially with the film in 2015, then its adaptation as an excellent TV series on Netflix. The strength of all of those was its characters, set against the background of the political battle between the Vatican, and the Mafia. This isn’t as strong though, there is too much politics and too little character development and action. It may be a mistake to sideline Samurai, the so-called ‘King Of Rome’, who only makes fleeting appearances from his prison cell, awaiting an appeal case. Sebastiano Laurenti is the only character that survives from Suburra , and much of the story develops around him; 5 years on Sebastiano has assumed control as heir apparent. This therefore, isn’t so much a sequel as a stand-alone with passing reference only to events of 5 years ago. Fans of the original, myself included, want more from those wonderful creations of characters, Aureliano and Gabrielle, and Spadino with his gypsy heritage. The sense of toxic masculinity is enhanced here, as in the first book, something Netflix did well to dilute, with several very powerful female characters (Sara, Angelica, Adelaide..). What this book does well is to present a picture of politics in modern day Rome, with its Bugatti motorcycles and Prada suits, a city populated by neofascists and refugees, where old communists rub shoulders with members of the populist Five Star Movement, and two popes, Francis and Benedict XVI, attempt to compromise a millennium of dogma with the material world. For many fans though, this will be of less interest. A rare example of the TV series spin-off being stronger than the movie being stronger than the book being stronger than its sequel.
meno di 4 stelle bello come il precedente Suburra.. alcuni personaggi noti altri nuovi, tutti ottimi.. mi piace come vengono tratteggiati con poche parole.. solo che c'è un po' troppa politica e troppe chiacchere specie nella parte centrale e la vicenda l'ho trovata perciò meno interessante..
Sono tra coloro che hanno amato Romanzo Criminale, il libro e anche il film, un libro di rara potenza nel panorama letterario del noir italiano. Ho anche seguito con interesse i libri che sono venuti dopo, in particolare ho trovato Suburra piuttosto buono. Ora, con La Notte di Roma, sembra che il filone narrativo stia perdendo la sua forza e la sua ispirazione; questa storia è la trasposizione letteraria delle recenti vicende di Mafia Capitale senza che la fiction aggiunga molto, sembra quasi un compendio (che a volte scade anche nella caricatura) delle cronache di quei fatti con nomi di fantasia, con l'aggiunta di qualche personaggio secondario sullo sfondo. Ne esce una storia piatta, debole, che si trascina abbastanza stancamente fino a un pistolotto finale buonista, e l'autore non riesce ad aggiungere molto pathos a quelle che sono le pur squallide vicende della capitale, non rinunciando però a far trasparire in modo neanche tanto velato alcune delle sue preferenze relative alla attuale situazione politica generale in Italia (dove la "rottamazione" dei quarantenni di stile renziano emerge in alcuni personaggi che però non riescono a proporre più che una scimmiottatura della realtà). Mi è capitato di leggere questo libro subito dopo Agents of Innocence di David Ignatius, e il contrasto con quello che è una storia basata su uno sfondo storico, con tutto il lavoro di documentazione e ricostruzione che questo richiede, ne è emerso impietoso.
Premetto il fatto che non ho letto Suburra e quindi non so dire se ci sia un'evoluzione o un'involuzione della vena creativa di De Cataldo e Bonini.
La prima parte del libro è costituita da un noioso preambolo e quindi la boccio. "La notte di Roma" è una fiction (mica tanto) basata sullo scandalo di "mafia capitale".
La seconda è più dinamica, aperta ai colpi di scena – l'ultimo troppo sbrigativo ma efficace.
Secondo il mio parere è un libro che non rappresenta alcuna novità all'interno del panorama letterario italiano. Il target di lettore è quello medio basso, credo che le parole più difficili siano legati all'ambiente giuridico.
Storia stanca e ripetitiva, un po’ come i suoi personaggi; soprattutto, una storia senza redenzione possibile (non è che debba per forza esserci il finale da e vissero tutti e felici e contenti) e senza una speranza. Al di là del tutto, buon ritmo e buona scrittura (il Samurai però ha un po’ rotto)
Coinvolgente, avvincente. Scrittura fluida, trama lineare, pari al libro che lo precede anche se leggermente inferiore rispetto all'altro. Consigliato.
Inquietante affresco delle forze malavitose che regolano le dinamiche politiche e sociali di Roma. I fatti, reali seppur romanzati, si svolgono tra il 12 marzo e il 24 giugno 2015, in piena gestione capitolina da parte di Ignazio Marino, rappresentato nel libro con il nome di Martin Giardino. Intorno a lui una lunga lista di politicanti, mafiosi, criminali e picchiatori che mettono a ferro e fuoco Roma nel momento in cui il papa annuncia il Giubileo: la grande mangiatoia in cui tutti sperano di metter bocca per mangiarne quanto più possibile. Questa è Roma oggi, questo è il contesto in cui viviamo, le persone con cui, pur non volendo, entriamo in contatto, chi alla lontana chi in maniera più vicina. E sembra proprio che non ci sia un lieto fine.
PS. sarebbe interessante dare un volto reale ai protagonisti del libro. Oltre al sindaco, chiaramente Ignazio Marino, gli altri personaggi chi rappresentano? Adriano Polimeni sembra Massimo D'Alema o Francesco Rutelli, gli altri?
Incipit Il cartello recitava: «Stazione appaltante Società Roma Metropolitane. Impresa appaltatrice Mariani Costruzioni s.p.a. del Consorzio Metro C. Lavori per la realizzazione della linea C. Lotto T3. Tratta San Giovanni-Fori Imperiali»...........