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La guerra verticale: Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna 1915-1918

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Quando, il 24 maggio 1915, si aprì il fronte italo-austriaco, nessuno di coloro che avevano teorizzato la guerra di montagna avrebbe mai immaginato che cosa sarebbe stata. Tanto meno coloro che si accingevano a combatterla. Non fu guerra lampo, né di movimento, fu guerra di posizione: ma su un terreno sconosciuto, inospitale, e che da lì a poco avrebbe mietuto le sue vittime con il freddo e le valanghe. Gli eserciti dovettero misurarsi anche con quella Natura: sublime alla vista, celebrata, nemica. Lì dove si pensava potessero agire solo piccole pattuglie, si stanziarono ingenti masse d'uomini che, per vivere, dovettero trascinare in quota masse di animali, e una quantità iperbolica di materiali, macchine e armi; sfollare parte delle popolazioni e militarizzarne altra; allestire un esercito parallelo di lavoratori civili e prigionieri. La guerra di montagna fu molte guerre: di masse sugli altopiani, alpinistica sulle Dolomiti e sui ghiacciai, sotterranea in tutti i settori, tecnologica e di saperi. Infine, si fece sistema che si autoregolava, sovrapponendosi e sostituendosi a quello alpino. Il libro di Leoni racconta come tutto ciò poté accadere, di come la sfida militare fosse stata preannunciata da quella turistico-alpinistica fin dalla seconda metà dell'Ottocento; di come vissero e raccontarono quell'esperienza i combattenti, ma anche i prigionieri, i civili; di come cambiarono le relazioni fra uomo e ambiente. Lo fa mettendo in campo al pari degli eserciti, molte discipline, molti saperi, molte voci e molti corpi.

576 pages, Hardcover

Published November 3, 2015

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Diego Leoni

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Profile Image for Enzo.
45 reviews
January 5, 2016
Certi libri vengono scritti per non dimenticare quello che non abbiamo vissuto, per renderci capaci di evitare gli errori, a volte anche per capire che l'intelligenza dell'uomo coglie spunti di crescita e sviluppo, tecnologici ed economico, anche dalle tragedie
"La guerra di montagna si presentò ben presto con quei due volti, quello della modernità e quello della primordialità" è la chiusura del libro.
Questo analizza la guerra in montagna, a partire dagli approcci alpinistici prima del conflitto, sportivi per Italia e per gli altri, scientifici e metodici per la parte germanica con la raccolta dati e la realizzazione della prima cartografia montana, per svilupparsi in seguito con quanto avvenuto in seguito valendosi della memorialistica di scrittori famosi (Gadda, Lussu, ...) e di altri che scrissero diari o semplici lettere ai familiari.
La primordialità di cui si parla è la fatica, l'adattamento dell'uomo ad un ambiente ostile costruendo caverne, trune, il guerreggiare a colpi di pietra, frane, con i metodi dei bracconieri, l'isolamento irreale, il rilevamento del nemico con metodi semplici, i rumori nella notte, il movimento dell'acqua in una bacinella.
La modernità era sempre frutto di questo adattamento alla montagna, generato dalla necessità di spostamento di masse umane, animali e materiale a quote non raggiungibili all'epoca, lo sviluppo di strade ove non esistevano, teleferiche, la trasformazione delle caverne in sistemi di tunnel e trincee tramite sistemi "moderni", portati dal lavoro in miniera dei soldati-operai.
La "guerra bianca" fu una guerra tra uomini, a volte conoscenti o parenti, divisi da una linea tracciata sulla carta, ma anche di uomini contro la natura, questa montagna così affascinante ma insidiosa sia dal punto di vista di elevazione che climatico, in cui non valevano le tattiche descritte dai manuali (che prevedevano attacchi in massa come sul fronte francese ma purtroppo impiegate anche per l'assalto di creste montane) ma che richiedevano nuove tattiche con impiego limitato di uomini con buona preparazione, tattiche antesignane della guerriglia.
La devastazione post-bellica fu enorme, paesaggi montani distrutti dalle bombe, dalla guerra di mina dalle trincee che rovinarono i pascoli, dalla deforestazione necessaria per i materiali da costruzione, il riscaldamento, le esigenze tattiche di visibilità, la distruzione di specie di flora e fauna native, sostituite da altre importate dai semi nel fieno, la distruzione di una generazione di persone, militari e civili.
Si potrebbe considerare quanto descritto dal libro come rappresentazione estrema della vita quotidiana, il contrasto e l'interazione tra gli istinti primordiali e la tecnologia intesa come "insieme delle attività (mentali e) materiali sviluppate dalle varie culture per valorizzare l’ambiente (e il comportamento) ai fini dell’insediamento e del sostentamento" (def. Treccani ad eccezione di quanto riportato in parentesi).
179 reviews3 followers
January 27, 2025
Interessantissimo libro sulla prima guerra mondiale combattuta sulle montagne. Non si parla di singole battaglie ma di cosa ha comportato la decisione degli alti comandi austroungarico e italiano di combattere in posti ai limito dell'umano a quote elevate e in condizioni climatiche proibitive. Narrazione molto completa e scorrevole che rende benissimo l'idea di quanto possono aver sofferto le truppe coinvolte. Lo consiglio non solo agli appassionati di storia
Profile Image for Cristiano Frigo.
90 reviews2 followers
February 13, 2017
Volume molto interessante che ho trovato di lettura lenta. Enorme il corpus di note e rimandi.
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