Perché i libri sono così, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Ti attraggono con una parola, ti chiamano da una copertina, ti inseguono, ti si propongono e ti si ripropongono fino a quando non decidi che è arrivato il loro momento, ed il tuo insieme. E può succedere che poi, una volta aperti, sfogliati, annusati, maneggiati con cura o anche no, non ti diano niente, anche questo ci sta, ma da lettore navigato quale sono, so che non è mai detta l’ultima parola, perché quello potrebbe essere stato il momento non giusto in cui leggerlo o semplicemente l’umore sbagliato con cui affrontarlo. I libri hanno una loro dinamica interiore a cui il lettore deve solo adeguarsi senza porsi tante domande.
Ed è così che dopo due anni mi ritrovo tra le mani un libro iniziato nel 2016 e poi abbandonato dopo essere arrivata a metà. Ed è così che mi sono riavvicinata a questo libro che già due anni fa mi aveva stregato con la sua Poesia ed ammaliato con la sua Magia.
Il racconto principale ci viene presentato da Olga Papel, una bambina di 11 anni, con una grande e bellissima dote, quella del raccontare.
«Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie, oppure non le raccontava affatto. Quando Olga Papel cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva l’orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nei cortili si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia.»
Olga Papel, come un aedo dell’epoca omerica, attraverso l’arte del raccontare, riesce a vincere le sue più grandi paure ed anche ad usare questo dono per confortare i suoi amici. Il romanzo inizia proprio perché Olga sente la necessità di tirar fuori il suo amico Bruco da una spiacevole situazione in cui si è messo, cioè il non sapersi ribellare ai suoi coetanei che continuano a prenderlo in giro. Olga sfrutta questa sua tristezza per raccontare a lui e alla sua amica Mimma la storia di Olga, non di Olga Papel, ma di Olga di carta, con cui approdiamo al racconto nel racconto, di un’Olga in un’altra Olga!
Olga di Carta è una bambina che non accetta la sua diversità e proprio per essere diversa, cioè per essere normale, si metterà in viaggio verso la maga Ausolia, l’unica che possa restituirle la sua “normalità”.
Il suo viaggio non sarà semplice, perché essere di carta ed affrontare un lungo viaggio da sola, tra i vari pericoli che può incontrare un pezzetto di carta, acqua fuoco e vento, non è semplice. È proprio perché lei non vuole più essere tanto diversa dalle persone normali che decide di intraprendere un viaggio che non è detto la porterà a raggiungere l’obiettivo che si era preposto. Ma Olga è una bambina caparbia e perseverante e coraggiosa e quindi non si arrenderà, neanche di fronte alle prove più ardue che il cammino le metterà davanti!
«Poiché era in viaggio da pochi giorni,
ed era animata da grande entusiasmo e speranza,
la bambina di carta non pensò neanche per un minuto ad arrendersi.
"È troppo presto per tornare a casa" si disse. “ Se i sogni fossero facili da realizzare, non sarebbero sogni!"»
Olga di Carta nel suo tortuoso cammino incontrerà tantissimi personaggi, descritti con delicatezza e precisione e poesia da questa bravissima autrice di cui non avevo letto niente, ma della quale vorrei recuperare la serie Fairy Oak, ma quello che mi è rimasto proprio nel cuore è Melo che, piovendole dal cielo, nel vero senso del termine, la spingerà ad interrogarsi, e di conseguenza spinge anche noi a farlo, sul perché si sente diversa e perché non riesca ad accettarsi così com’è. Melo va oltre. Oltre l’apparenza. Oltre la Carta. Oltre la diversità. Olga sembra addirittura più scocciata che stupita che Melo non noti la sua diversità rispetto a lui, non le sembra possibile che lui non la guardi con curiosità e che non la giudichi senza conoscerla.
«Siamo tutti diversi in questo mondo.
Da vicino, perché da lontano, invece, siamo tutti uguali.»
Mi sono appassionata alla letteratura per ragazzi ai tempi dell’Università, il primo libro che lessi fu Harry Potter e da quel momento questa Letteratura ha un posto speciale nel mio cuore. Perché oltre al significato letterale che possiamo dare ad una lettura superficiale ce ne è sempre un altro, più nascosto, più profondo, più adulto da saper cogliere e da cui trarre insegnamento. Beh! Questo libro risponde perfettamente ad entrambe le funzioni che si propone: attraverso le parole di Olga Papel ci si accosta ad una favola da poter e dover leggere a dei bambini e le parole della Olga di Carta ci insegnano ad intraprendere quello che resta sempre il viaggio più difficile, quello dentro di noi, alla ricerca di noi stessi e all’accettazione della nostra unicità.
Un romanzo pieno di fantasia, di tanti personaggi colorati e commoventi e profondi e veri, di ambienti diversi e variegati, di tante frasi che come pillole filosofiche andrebbero rilette spesso per trarne beneficio.
Una scrittura fluida, delicata, precisa, studiata, non lasciata al caso, parole scelte con cura ed intelligenza. Un romanzo che va preso a piccoli passi, perché solo assecondando i suoi ritmi ondulanti e calmi, può essere apprezzato per quello che è. Un bellissimo ed emozionante libro.