"Trieste chiama Vienna, Vienna chiama Trieste. Non è la proposta di un viaggio romantico fra le due perle della Monarchia, dall'Adriatico amarissimo al Danubio blu, ma il titolo di una trasmissione di radio Trieste, controllata dai tedeschi e ribattezzata radio del Litorale, negli ultimi due anni di guerra". Siamo nell'aprile del 1944 e Trieste è occupata dai nazisti. Da qui prende le mosse la ricostruzione di Raoul Pupo delle vicende che sono note come "questione adriatica" e che culminano nel 1945, quando la città viene occupata dall'armata jugoslava e continuano a essere perpetuate le stragi note come le "foibe giuliane". Il volume affronta le questioni centrali che si intrecciarono in quel breve arco di tempo: le relazioni internazionali rispetto alla "crisi di Trieste" fra gli accordi di Jalta e l'ascesa di Tito, quando anglo-americani e jugoslavi arrivano quasi simultaneamente in città e, nel corso del conflitto, i toni degli interlocutori sono sembrati anticipare quelli della guerra fredda; i contatti fra il movimento di liberazione italiano e quello jugoslavo e i negoziati privati di Togliatti con Tito, che non giovarono molto allo stesso partito comunista italiano; i rapporti complessi fra i comunisti italiani e quelli jugoslavi. Infine, una riflessione sulle foibe italiane come "variante locale di un processo generale che ha coinvolto tutti i territori cui prese il potere il movimento partigiano comunista iugoslavo".
Raoul Pupo (Trieste, 1952) è uno storico italiano, a lungo docente di Storia contemporanea all'Università di Trieste. Si occupa di storia della politica estera italiana, della frontiera adriatica, delle occupazioni italiane dei Balcani e degli spostamenti forzati di popolazioni in Europa nel Novecento.
Raoul Pupo è "uno storico italiano, professore di Storia contemporanea all'Università di Trieste, tra i massimi conoscitori dell'Esodo giuliano-dalmata e dei massacri delle foibe" ( Wikipedia) che , a mio avviso, cerca sempre - in tutti i suoi saggi finora letti - di esporre, da vero storico qual'è, la storia nei suoi fatti, evitando di dare giudizi personali.
Ottimo libro divulgativo su un periodo e un area in cui, purtroppo, ancora adesso, ha parlare è l'ideologia e non il fatto storico. Della Mistlingua Istria dell'anteguerra il governo Italiano riusci a salvare la sola Trieste e entroterra, solo grazie alla crescente tensione tra Alleati occidentali, Russi e Jugoslavi, e, involontariamente, al desiderio di Stalini, unico vero Dominus di tutta la area comunista di diminuire il valore di Tito nel campo comunista. Tito, nel 1945 oltre all'Istria voleva anche Carinzie e Grecia fino a Salonicco... Per il resto, la solita Italia che non si accorge di aver ignominiosamente perso la guerra, mentre Tito sedeva al tavolo dei vincitori, e che sperava di far combattere sempre qualcun altro per difendere la italianità di Trieste...