Dopo tanti romanzi storici ad ambientazione "merletti e crinoline" avevo voglia di leggermi un ben western, uno di quelli con cavalcate, sparatorie, bivacchi sotto il fuoco e cowboy.
Sono stata accontentata con questo western romance, autoconclusivo e appassionante.
Seppure sia un romanzo del 1992, uscito poi in Italia 25 anni fa, sono lieta che abbia trovato uno spazio tra gli "Introvabili", perchè è una storia che non ha perduto il suo fascino e che conserva una certa piacevole freschezza.
Due mondi lontani si scontrano in un vicolo sporco e malfamato: Carolyn, una ragazza cresciuta con un buon tenore di vita ma in fuga da un matrimonio combinato con uomo vecchio e "basso" (ok, neppure lei è proprio una stangona, ma ritrovarsi con un tizio ancora più basso e pure un po' lumacone, proprio no), inciampa su un cadavere nel fango.
Anzi, no, il corpo è ancora caldo e appartiene a un mezzosangue indiano, un fascinoso ragazzone, per quanto ferito, impolverato e con una notevole dipendenza dall'alcol.
Morgan, oltretutto, una volta curato, è l'unico che possa portarla al sicuro, senza passare per treni e diligenze, e quindi l'accordo è fatto.
Tra pericoli e aggressioni, serate a confessarsi davanti al fuoco e una bellissima parentesi in un accampamento indiano, il legame tra i due si farà sempre più intenso, nonostante Morgan non voglia avere nulla a che fare con una ragazza bianca di un'altra classe sociale, per non ripetere lo stesso destino da cui proviene.
Un romanzo intenso, dicevo.
C'è azione, ci sono emozioni, ci sono interessanti scorci di vita tra le tende, tradizioni dei Lakota, l'aggressione barbara dai soldati per cacciare i nativi e trascinarli nelle riserve, la dura esistenza nel selvaggio west, i pregiudizi e le sofferenze familiari.
Lo stile è scorrevole e anche le descrizioni dei paesaggi ben rese.
Diciamo che rispetto ad altri western, qui ho trovato meno durezza, più famiglia e buoni sentimenti.