#llcchallenge2022
#categoria10 Libro ambientato nel futuro (rispetto all’epoca in cui è stato scritto)
Titolo: Uno
Autore: David Karp
In un futuro imprecisato, l’umanità conduce la sua esistenza in un’Arcadia dove guerre, violenza, miseria non esistono più. Il prezzo di questa vita pacifica è la totale cancellazione di ogni individualità. Lo “Stato benevolo” controlla ogni aspetto della società e ne dirige i passi. “Io” non esiste, i membri della Chiesa di Stato parlano di sé in terza persona, il loro motto è: “Tutto è uno e uno è tutto”. Ogni pensiero autonomo è considerato un’eresia e gli eretici devono essere corretti, gli irrecuperabili soppressi. La società umana deve funzionare come un millepiedi, ossia come una sola e unica entità, dove ci si prende cura l’uno dell’altro, ma dove si deve rinunciare a camminare da soli. Il protagonista, Burden, è un professore universitario che svolge, segretamente dai colleghi e dalla sua famiglia, il ruolo di corrispondente (ovvero di spia) per il Dipartimento delle Indagini Interne, il suo compito è riferire meticolosamente ogni “eresia” udita nel suo ambiente. Ogni sera, egli compila con scrupolo il proprio resoconto da inviare al ministero. In apparenza, quindi, è parte attiva del sistema di controllo, posato, sottomesso, perfettamente integrato. Eppure, proprio in lui, a seguito di un banale controllo amministrativo, i funzionari dello stesso governo per il quale lavora vedranno il più pericoloso degli eretici: quello inconsapevole. Inizierà così l’opera di correzione, che se fallirà porterà alla soppressione del professor B., ma anche al fatale destino dello Stato benevolo, decretandone il futuro declino.
Scritto nel 1953, “Uno” è un romanzo distopico, posteriore di qualche anno a “1984”. Rispetto all’opera di Orwell o ad altre distopie, qui il mondo non è affatto cupo e la violenza e la tortura non passano per oscure stanze dove si straziano corpo e mente con il terrore e il dolore fisico. Abbiamo, invece, piccoli e insignificanti uffici pubblici e i brutali inquisitori non sono che semplici impiegati. La tortura è un incessante dialogo che logora la mente, la manipola, la porta alla follia, ne cancella la memoria e annienta la personalità. O questo è quanto si prefigge. In questo romanzo non vorrete che il protagonista viva. Desidererete la sua morte e con essa quella del sistema che ne controlla la vita. Chi vincerà? Si può riuscire ad annientare completamente l’individuo, controllarne la coscienza, trasformare l’uomo da “uno” a “zero”? L’autore ci darà la sua risposta nelle ultime amare e meravigliosamente ironiche pagine di questo racconto.
“Dinanzi alla repressione, l’eresia genera ribellione. In una società libera, è debole e insignificante. Ma in una società rigidamente costituita, l’eresia è una forza esplosiva”
“Questo nostro Stato estenderà i propri poteri nell’interesse del popolo. Insisterà sul fatto che il bene dell’individuo coincide in modo totale e assoluto con il bene della nazione. Il nostro obiettivo finale è cancellare il concetto di individualità. Lo stadio ultimo da raggiungere è quello in cui nessuno avrà un’identità separata, personale. Lo stadio finale della nostra società esige la conformità sia interiore che esteriore da parte di ciascuno dei suoi membri”
“Burden è un problema di rieducazione. Deve riapprendere il significato delle parole… Dopotutto, un uomo senza parole è una pagina bianca. …Cambiando l’interpretazione, la comprensione e l’uso che fa delle parole, cambierete i suoi schemi di pensiero e le motivazioni che lo animano.”
“Più lo Stato continua a esercitare il proprio potere e più si allarga l’area che controlla. Lei sa che storicamente non esiste esempio di uno stato che permane al potere senza accrescere a poco a poco i propri poteri di governo. Questa coperta del potere continua ad allargarsi finché non insorgono delle crisi: guerra, carestia, dissenso religioso, progressi tecnologici, scandali nel governo. E allora attecchisce la ribellione. Solo un governo disposto a cedere, a rinunciare a parti del proprio potere, riesce a sopravvivere.”
“Il concetto di individualismo sta crescendo. …E quanto più lo Stato schiaccerà i cittadini per uniformarli allo stampo, tanti più eretici appariranno. Aumenteranno in fretta e comprenderanno i riflessivi, i talentuosi, gli onesti, i coraggiosi, i virtuosi. In poche parole, gli elementi migliori della società si schiereranno contro lo Stato. Questo succederà da qui a settantacinque anni, signore ,e questo Stato, per inflessibile che possa essere, andrà in pezzi.”
“Io intendo polverizzare l’identità di quest’uomo. Lo ridurrò a una cifra, da uno… - sollevò l’indice ossuto - …a nulla. – Il dito si arcuò su se stesso, a formare uno spigoloso, scarno simbolo dello zero.”
“ - Uno uomo intelligente è un uomo felice, sì o no? -
- No. Mio padre era intelligente ma non era felice. -
- Suo padre non era intelligente. Lo scopo della vita e la felicità. Senza felicità la vita non ha senso. –
- Lo scopo della vita è la ragione. Senza ragione la vita non ha senso. – “