Nemico di se stesso è uno storico ambientato nel 1952 in America, in un paesino rurale del Tennessee.
Thomas Webber, il nostro protagonista, è un uomo irreprensibile, amato e benvoluto da tutti. Egli cerca di non far mancare niente alla sua famiglia, adora suo figlio più di se stesso e protegge la sua cittadina come agente, mettendo sempre i bisogni degli altri avanti ai suoi. Eppure, fin dall’adolescenza ha cercato in tutti i modi di sopprimere istinti disdicevoli verso altri uomini, pensieri peccaminosi e desideri che lo porteranno all’inferno, diventando così nemico di se stesso.
Incuneando la sua vita in una serie di doveri – verso la famiglia, la comunità, Dio – si consuma in un’affannata ricerca di espiazione. Ci è riuscito sposandosi; anche se non ha mai amato davvero sua moglie, cerca di darle una vita dignitosa e si tormenta nel tentativo di rendersi meritevole, fino a che, all’improvviso, la sua strada non incrocia quella di Ben Parker.
Mentre un tifone è alle porte della città, Tom trova un automobilista che gli ispira istantaneamente un senso di pericolosità, ma non solo: i modi strafottenti e civettuoli di Ben spingono anche dei tasti che Tom sperava non si sarebbe mai più accesi. Costretto a dargli riparo mentre il tornado distrugge la città, Tom non sa che in quel momento la sua vita cambierà per sempre, innescando una serie di reazioni a catena che lo porteranno verso la rovina o verso la felicità.
La storia che la Peterson ci offre è uno spaccato verosimile di quel periodo storico, dove l’omosessualità non era solo condannata e osteggiata, ma si poteva finire rinchiusi in prigione, in manicomio o persino uccisi anche solo per un sospetto.
Thomas è un brav’uomo che ha cercato di fare ‘la cosa giusta’, a discapito della propria felicità, e non mancheranno scelte difficili e dolorose per lui.
Ben, lo straniero pericoloso, non è certo un’anima candida, ma non è neppure una persona malvagia e ha patito molto, quindi meriterebbe un po’ di felicità.
Accanto ai protagonisti, abbiamo una serie di personaggi secondari che rappresentano un quadro realistico dei paesini del sud, con tutta la mentalità pettegola, ma anche con il senso di solidarietà da buon vicinato. Sapranno stupirci in positivo e in negativo con le loro scelte e le loro riflessioni. In particolare, ho apprezzato il personaggio di Marna, la moglie di Tom, per la sua caratterizzazione.
Invece ho odiato lo sceriffo Cronkite, prepotente e dispotico, ma vi lascio il ‘piacere’ di conoscerlo da voi.
La trama ha un buon ritmo, i punti salienti sono tutti verosimili, così come certe scelte agrodolci.
La storia ci regala diverse scene sensuali e parecchio hot: alcune sono rudi e sbrigative, altre più dolci e tenere, ma tutte piacevolmente descrittive.
Se cercate una buona storia, ve la consiglio.