Jump to ratings and reviews

Romanzi e novelle, vol. I: Il ventre di Napoli, Leggende napoletane, La conquista di Roma, Il paese di Cuccagna

VOLUME I
Napoli come non è stata mai descritta: la Napoli crudele e umana allo stesso tempo di "Il ventre di Napoli" e di "Il paese di Cuccagna", la Napoli irreale di "Leggende napoletane". Un quadretto verista dipinto dall'abile penna della scrittrice e giornalista napoletana.

«Il popolo napoletano, che è sobrio, non si corrompe per l'acquavite, non muore di delirium tremens; esso si corrompe e muore pel lotto. Il lotto è l'acquavite di Napoli» (da "Il ventre di Napoli").

Ne "La conquista di Roma" riverbera il periodo romano vissuto dalla Serao con il marito Scarfoglio; vi si narra la storia di un anonimo deputato meridionale che approda impreparato al Parlamento tra intrighi politici e vicende personali.

991 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1898

Loading...
Loading...

About the author

Matilde Serao

245 books32 followers
Matilde Serao (Italian pronunciation: [maˈtilde seˈraːo]; March 7, 1856 – 25 July 1927) was a Greek-born Italian journalist and novelist. She was the founder and editor of Il Mattino, and she also wrote several novels.

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
1 (25%)
3 stars
2 (50%)
2 stars
0 (0%)
1 star
1 (25%)
Displaying 1 - 1 of 1 review
Profile Image for Stefano Zanella.
60 reviews2 followers
October 10, 2018
In generale ho trovato lo stile di Matilde Serao piuttosto prolisso, e mi viene da dire che una buona parte del testo avrebbe potuto essere tagliata senza che ciò che sarebbe rimasto ne risentisse. Ne La Conquista di Roma, a metà racconto mi è sembrato di entrare in un altro libro, senza riuscire ad afferrare la connessione logica tra la fine di un capitolo e un altro. La terza stella è arrivata per via de Il Paese di Cuccagna, un amarissimo e grottesco ritratto di una Napoli che purtroppo non credo si distanzi troppo dall’attualità odierna. Anche se a tratti la prolissità riemerge, è sicuramente un racconto avvincente e che cattura grazie al “fascino dell’orrido”.
Consiglio la lettura (magari ridotta a uno o due racconti) a tutti coloro i quali abbiamo interesse per l’antropologia del meridione italiano di fine ‘800; da questo punto di vista, la descrizione delle abitudini culinarie partenopee è impagabile.
Displaying 1 - 1 of 1 review