L’Autore che ama perdersi nei suoi libri...
"Questa volta vi parlerò di un pittore. Si chiama Gunnar Mauritz Widforss. Un acquerellista un po' convenzionale specializzato in bei paesaggi. Montagne scoscese e grandi alberi. È nato a Stoccolma nel 1879 e morto a 55 anni il 30 novembre del 1934. [...] E io sono il suo migliore amico".
Fredrik Sjöberg è specializzato nel diventare “migliore amico”, postumo, di molti personaggi, sconosciuti ai più. Generalmente outsider, li toglie dall’oblio nel quale rischierebbero di cadere e dona loro luce e notorietà. La ha fatto nei primi due libri della trilogia, L'arte di collezionare mosche e Il re dell'uvetta, e lo fa magnificamente in questo suo terzo volume (in realtà pubblicato come secondo in Svezia nel 2006 ed apparso solo ora in Italia, in coda agli altri due).
“Le esperienze artistiche possono essere travolgenti quasi quanto gli amori», afferma Fredrik Sjöberg e la sua, effettivamente, è una sorta di folgorazione quando, in una casa d’aste di Stoccolma, vede per la prima volta un dipinto che raffigura un pino e, subito incuriosito, si mette sulle tracce dell’autore Gunnar Widforss. Si tratta di un acquarellista svedese che, per strane ragioni, ha scarsa notorietà in patria mentre è sicuramente più famoso in America per le sue vedute del Grand Canyon (ad una delle cui cime è stato dato il suo nome), e dove è noto come “il pittore dei Parchi Nazionali”: essenzialmente naturalista, ha una vastissima produzione di paesaggi che Sjöberg stesso ha voluto vedere di persona visitando, insieme alla moglie Joanna, Nevada, Arizona e Colorado. Un lunghissimo viaggio in auto sulle tracce del pittore e con l’eccezionale “guida” di una quantità incredibile di lettere che egli spediva a casa, alla sua “mammina cara”. La ricostruzione della vita di Gunnar, nella consapevolezza che alla mamma non si dice sempre tutto, ha trasformato Sjöberg in una specie di “detective” che, con rispetto e delicatezza – da vero “miglior amico -, è infine riuscito a capire molto anche della psicologia del personaggio e dei possibili motivi che ad un certo punto della sua vita lo hanno indotto ad una sorta di “fuga” negli States.
"Ogni vita umana è un labirinto. Se si trova l'ingresso, ci si può aggirare dentro all'infinito."
Sjöberg si è perso con indubbio piacere nel labirinto-Widforss, ed è bellissimo per noi lettori perdersi nel suo labirinto-libro, zeppo di curiosità storiche e divertenti aneddoti, senza trascurare interessanti riflessioni sul rapporto tra uomo e natura e sul rapporto dell’uomo con se stesso.