Alvise è un bambino davvero speciale, a cominciare dal nome, molto importante per un bimbo, che la mamma e gli altri della famiglia abbreviano in Alvi. Però Alvise non è speciale soltanto per il suo nome, lo è anche perché ha “due di tutto”: due case, due letti, due borse per il calcio, due macchinine radiocomandate, due accappatoi, due scrivanie per i compiti. Inoltre Alvise festeggia due volte il Natale e due volte il compleanno. La ragione di tutti questi “due”? è presto detta: i genitori di Alvi vivono separati e ciascuno di loro ha predisposto tutto per far sentire il figlio a suo agio, sia quando si trova a casa di mamma sia quando è a casa di papà. Due di tutto affronta il tema della separazione dei genitori in modo molto equilibrato ed intelligente. Non parla di colpe né imbastisce drammi, piuttosto mostra come adulti saggi e responsabili possano trasformare una situazione di iniziale disagio per un bambino in un’opportunità di vivere esperienze diverse e di sondare la profondità e l’autenticità degli affetti propri ed altrui: Alvise ed i suoi genitori, anche separati, infatti costituiscono sempre una famiglia. Per loro il “due di tutto” non divide, ma raddoppia.
Trovo davvero adorabile la collana Colibrì di Giunti, con tante letture per i più piccoli, spesso divertenti, altre capaci di far riflettere con poco (sono tutti titoli disponibili in Kindle Unlimited, dateci un'occhiata). Guido Sgardoli non è nuovo alla letteratura per giovani lettori, ha scritto tantissimi libri, di ogni genere, anche se, ammetto, è la prima volta che mi approccio all’autore. Due per uno è una lettura molto interessante che ci permette di seguire le vicende del giovane Alvi, che improvvisamente si ritrova con due cose di tutto perché i genitori si separano. Alvi ha dieci anni, la sua storia ripercorre gli ultimi ricordi vissuti insieme a entrambi i genitori nella stessa casa, per poi confrontarsi con il periodo della separazione, l’allontanamento dalle sue care abitudini, i cambiamenti e tutto ciò che una separazione può comportare. Alvi non sembra comprenderne subito il significato, solo alla fine, dopo una serie di nuove esperienze, capirà cosa voglia dire, eppure affronterà tutto con speranza e fiducia, continuando a immaginarsi un futuro in cui le cose potrebbero rimettersi a posto.
Anche se non è male avere due di tutto. Alvi adesso ha <>. Ha anche un gatto, ma nessun cane. Ha due genitori che lui ama e che lo amano, però tra di loro non vanno più tanto d’accordo. Vedono le cose in maniera differente. La mamma le vede rosse e il papà blu. Ecco perché decidono di lasciarsi, di vivere in case diverse e Alvi si ritroverà diviso tra i due, a cercare un nuovo equilibrio e, nel frattempo, a crescere, a imparare cose nuove, immerso in una realtà sconosciuta e spaventosa, col terrore che nulla sarà più come prima e che la sua amata routine si scombussolerà regalandogli troppi mal di pancia mattutini. Alla fine, però, giorno dopo giorno, Alvi scoprirà di riuscire a passare comunque dei bei momenti con mamma e papà, anche se non vivono più insieme; capirà che sono sempre una famiglia, anche se hanno dei problemi e non vanno più d’accordo: la sua mamma sarà sempre la sua mamma e il suo papà sarà sempre il suo papà. "Diventare grandi significa anche accettare le cose per come sono. Soprattutto se fanno male". È questo che impara Alvi, e sarà difficile, molto difficile, ma ce la metterà tutta per far vivere quel momento con serenità ai genitori, perché lui odia sentirli discutere, perciò farà del suo meglio per andare incontro a entrambi e anche loro ce la metteranno tutta per evitare traumi al piccolo Alvi. La storia di Due per uno è quella che vivono tanti, troppi bambini al giorno d’oggi. Coppie di genitori che si separano, divorziano, si allontanano e i figli, irrimediabilmente, sono quelli che ne risentono di più. Possono essere situazioni davvero dolorose, ma se affrontate con il giusto tatto e dando ai bambini tutte le risposte di cui hanno bisogno, potrebbe essere vissuta diversamente. Alvi è un bambino molto intelligente e curioso ed è grazie alla sua curiosità che prova a comprendere il perché i genitori abbiano deciso di separarsi. E questa comprensione lo porterà a crescere un po’ di più e, per ogni nuova sfida affrontata, ancora un altro po’.
Alla fine anche noi lettori ci sentiamo coinvolti, ma sappiamo bene che non sempre le cose possono cambiare, non sempre si può tornare a essere ciò che si era prima. E così il piccolo protagonista, tra desideri espressi alle ciglia cadute e piccole battaglie combattute in cima ad alberi di cachi, crescerà scoprendo che va bene anche così. Va bene anche avere due cose di tutto, purché non gli manchi mai l’amore della sua famiglia. Nè la speranza che in futuro le cose potrebbero cambiare (non si sa mai :P). È una storia tenera quella che racconta Guido Sgardoli, talvolta stringe il cuore. Chiaramente ci fa mettere nei panni di un bambino e vedere il mondo con i suoi occhi, sentire le sue esatte emozioni di fronte a una delle situazioni più delicate che si possa vivere in tenera età. È importante anche leggere storie così, non ho dubbi che faccia bene e aiuti a crescere. Due per uno parla di famiglia in modi diversi, lo fa con un linguaggio semplice, diretto, perfetto per essere recepito dai più piccoli e per lasciare un segno nei più grandi. Una lettura indispensabile per chiunque stia affrontando una delle sfide più difficili della vita.