Jump to ratings and reviews
Rate this book

RVH #4

Morte e vita

Rate this book
Caro lettore, se stai leggendo queste righe è perché sono riuscito a sfuggire al Kilarmeth e alla mia creatrice, Shibeen. Ci crederesti? Colei che mi ha creato mi ha tradito. È stata ingannata, lo so, ma non so se potrò mai perdonarla.
Dopo questo nuovo colpo, devo capire se mi interessa ancora vivere e soprattutto se ce la posso fare, o se la Vera Morte è l’unica soluzione alla solitudine e alla disperazione.
La vendetta, quella potrebbe darmi la forza di continuare. Heinrich, quel bastardo, dev’essere mio. E anche W dovrà pagare per le sue colpe.
Sono così stanco… Dicono che non provare alcun sentimento sia meglio, perché non si soffre. Non crederci. È solo come essere già morti, ma continuare a camminare.
Volete accompagnarmi in quest’ultimo viaggio? Ho ancora molte cose da raccontarvi. Di quando sono diventato un cacciatore di nazisti, ad esempio. O di Mary Cuor di Leone. Il cerchio sta per chiudersi.

495 pages, Kindle Edition

Published October 4, 2015

14 people want to read

About the author

Lucia Guglielminetti

20 books26 followers
Lucia Guglielminetti è nata ad Asti nel 1969, in una notte buia e tempestosa. Laureata in Lingue, insegna inglese ed Elementi di Vampirologia nelle scuole medie. Vive con il marito, i tre figli, sei gatti e un vampiro in un piccolo paese della provincia astigiana.
Ama la musica rock, il cinema, le serie TV e leggere, soprattutto le storie che non fanno dormire la notte.
Ha sempre scritto racconti, alcuni dei quali pubblicati in raccolte, ma i libri di RVH sono i suoi primi romanzi.
Dopo un'esperienza infelice con una Casa Editrice italiana, ha scelto, per il momento, la libertà e il self-publishing, ma chi può dire che cosa porterà il futuro?
E' socia Ewwa (European writing women association).


Lucia Guglielminetti was born in Asti in 1969, in a dark and stormy night.
Graduated in Foreign Languages, she teaches English and Vampirology in Secondary school.
She lives with the husband, their three kids, six cats and a vampire in a small village near Asti.
She loves rock music, cinema, TV series and reading, mostly Stephen King and other scary stuff.
She's always written tales, but RVH books are her first novels.
After a disappointing experience with an Italian editor, she chose freedom and self-publishing, but who knows where future will lead her...
She's a member of EWWA (European writing women association)

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
5 (50%)
4 stars
5 (50%)
3 stars
0 (0%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls.
3,070 reviews77 followers
November 18, 2015
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls
In questo quarto capitolo della saga Raistan si scontra con una grossa delusione: il nazista bastardo, come lo chiama lui, è sparito nel nulla e per quanto intensamente lui lo stia cercando, di lui non c'è traccia.


La rabbia che Raistan prova in questo momento è indicibile, nemmeno la sua creatrice Shibeen, che l'ha salvato da quel limbo oscuro che sono stati gli ultimi mesi, riesce a farlo ragionare .

Raistan non è mai stato un bravo ragazzo ma in questo momento della sua vita la sua umanità è davvero appesa ad un filo. Né la bella vampira irlandese né Greylord, antico nemico divenuto ora il suo più caro compagno, riescono a riportarlo indietro da questa condizione.

Raistan vuole giustizia, la sua giustizia, e non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a quando l'uomo che l'ha sottoposto a quel trattamento rendendolo un guscio vuoto, non sarà finalmente scomparso.

No. Non posso arrendermi così. Per morire ho l'eternità, ma la vendetta non può aspettare tanto.


C'è anche un altro buco nero che lo ha inghiottito, il Consiglio gli ha infatti vietato severamente di avvicinarsi di nuovo alla famiglia umana alla quale da mesi è legato, e questa è una delle cose che più lo fa impazzire della sentenza, perché la piccola figlia degli Andrews, Ellie, è tutto meno che un pericolo per lui e per la loro razza.

Quella ragazzina di sei anni è l'unica persona al mondo che possa far desiderare a Raistan un futuro. La sua innocenza e il suo amore incondizionato lo sconvolgono al punto tale da non riuscire a starle lontano. E la visione che ha avuto sulla piccola umana, quella che la vede come una possibile compagna di sangue in un futuro, è la speranza più grande.
Come suggerisce la bellissima cover di Claudia Caranfa, solo la piccola Ellie ha il potere di muovere le corde dei suoi sentimenti e tutti noi aspettiamo impazienti il momento in cui Ellie diverrà adolescente per vedere che ne sarà di questo rapporto.
Raistan è intenzionato a vendicarsi dei suoi aguzzini, però, e non intende cambiare idea.
Anche in questo capitolo troviamo, alternati fra loro, i racconti dei trecento anni di vita trascorsa del biondo olandese (le sue missioni come Generale dell'esercito vampiro e quelle come Atropo) e gli episodi del suo presente.

Fra questi ultimi, in particolare, un incontro che ho inizialmente definito "interessante" con un professore a capo di un istituto creato per studiare le creature soprannaturali.

Raistan diffida in un primo momento, nonostante il compenso non materiale che deriverebbe da questa collaborazione, e il motivo è logico. Per scoprirlo, il nostro vampiro ripercorre insieme ai suoi lettori le atrocità di quanto subito decenni prima, e per quanto certe volte verrebbe voglia di prenderlo a sberle, è impossibile rimanere indifferenti a tutto l'orrore che nel corso dei suoi quasi 3 secoli ha dovuto sopportare.



L'avrei mandato volentieri a farsi f******, ma persino Raistan sa che ci sono occasioni in cui è assolutamente sconsigliato fare il Raistan.


Già, è amore e odio quello che Lucia Guglielminetti costringe il lettore a provare per lui, ma non diteglielo! Potrebbe darvi una rispostaccia a riguardo, non sia mai che qualcuno dica che il biondo colosso di 2 metri abbia un cuore!


Purtroppo non posso rivelare gran parte del finale altrimenti brucerei la sorpresa e la suspance, quello che però posso dire è che ci sarà un momento in cui pregherete che Raistan faccia il Raistan (chi ha letto i precedenti capitoli della saga capirà quello che voglio dire) e che questo momento riguarda le due donne più importanti della sua esistenza.

Ad ogni romanzo l'abilità della scrittura di Lucia Guglielminetti sale, in questo capitolo, poi, le caratteristiche che ho imparato ad amare dei suoi personaggi raggiungono livelli davvero alti, a partire dalla mia adorata Shibeen fino ad arrivare a Greylord, il lycan più forte del mondo.


"Il bagno è quello, ti ho preso anche uno spazzolino o vuoi usare quello del cesso, per le tue belle zannette luccicanti?" Mi dirigo verso il bagno mostrandogli il dito medio; lo sento ridere e non posso fare a meno di sorridere a mia volta.



E poi c'è il tremolio al cuore che è capace di farmi provare quando il gigante biondo si trova con la piccola Ellie. Lo so che di vampiri in giro ce ne sono tanti, ma quando se ne trova uno autentico sarebbe davvero un peccato non provare a dare una sbirciatina, per cui consiglio vivamente questo romanzo perché lo trovo completo e anche a quelli che non amano il genere voglio dire una cosa: fate finta che al posto di una creatura soprannaturale ci sia qualcuno di più "normale", uno che come Raistan vive con la voglia di essere ricordato e (lui dirà che non è così) amato per quello che è. Un Achille paranormale e moderno che è in cerca del suo posto nel mondo.


Ho bisogno che qualcuno si ricordi di me altrimenti è come se non fossi mai vissuto
Profile Image for Chiara Casalini.
Author 18 books44 followers
May 9, 2018
Il quarto libro della saga è semplicemente meraviglioso: l’ho gustato dalla prima all’ultima parola, tutto d’un fiato. Lo stile dell’autrice è sempre pulito, diretto, senza fronzoli e riesce perfettamente a far percepire la presenza di Raistan, tanto da non aver mai dubbi che sia lui il narratore vero della storia e, ormai, lo si segue nelle sue avventure e disavventure come fosse un vecchio e caro amico, con cui si condividono gioie e dolori.
Davvero molto bello e ben riuscito l’intreccio della trama, avvincente in ogni parte e toccante. L’Olandese ci fa vivere il periodo nazista sotto una nuova luce, dove le vicende umane finiscono con l’unirsi a quelle dei vampiri, creando presupposti che solo col tempo verranno compresi dal protagonista stesso. Ciononostante, Raistan non riesce a non fare il Raistan.
“Sì, signore. Ho duecento anni più di te e appartengo a quella che è la vera razza superiore. Non ti permetto di mancarmi di rispetto.”

Passato e presente sembrano rincorrersi senza sosta e Raistan vi resta in qualche modo imbrigliato nella sua ricerca di vendetta verso Heinrich, che a sua volta si dimostra ben più motivato del previsto, nonché abile nel colpire i punti giusti.
Ancora una volta, il nostro caro vampiro ci mostra il suo rapporto conflittuale con gli esseri umani, tanto nel passato, quanto nel presente, dove tutto viene reso ancor più estremo dal suo ritorno alla vita.
“Abbracciami. Fingi di volermi bene, solo per qualche istante.”

Ho amato le parti dove emerge con forza il profondo legame instauratosi tra Raistan e Graylord, dove le due razze riescono a incontrarsi e a costruire qualcosa grazie al rispetto nato tra i due, prima come nemici mortali, poi come amici. Seppur il protagonista non sia certo la persona più semplice con cui trattare e talvolta dimostri di non cogliere a pieno i sentimenti e le reazioni dell’altro, la presenza e l’appoggio incondizionato che riceve è ineguagliabile.
“Sei peggio di un poltergeist. Una volta che hai iniziato a infestare un posto, è quasi impossibile scacciarti… va bene, va bene, andiamo.”

Non mancano le azioni discutibile del vampiro, quelle che si vorrebbe condannare, ma che alla fine fanno parte di lui e, quando si diventa amici di qualcuno davvero, glielo si dice, ma si resta comunque al suo fianco. Ecco, direi che questo è l’effetto che Raistan ha avuto su di me, libro dopo libro, perché seppur immortale, nei secoli ha imparato molte cose con lezioni fin troppo dure, che in pochi avrebbero sostenuto ed è così fino alla fine. Un assassino per natura e per lavoro – perché Atropo ci mostrerà ancora qualche sua missione – che si nutre di sangue e di vita, portando la morte, ma che alla fine riesce ancora ad amare, a volte in modo tremendamente egoista, altre dando tutto se stesso fino al sacrificio.
Nota particolare che emerge in questo quarto capitolo: gli umani, sotto sotto, potrebbero sapere molte più cose dei vampiri e delle creature sovrannaturali di quanto si pensi.
Perché? Beh, leggete e lo scoprirete, non posso dirvi tutto wink
Una cosa l’ho imparata, da quest’incubo: cercare di soffocare i sentimenti è come tentare di trattenere il fiato in una stanza satura di gas. Non ci rende più forti. Ci uccide e basta.

L’Olandese probabilmente non ci crederebbe, di certo non gli ha mai attraversato nemmeno l’anticamera del cervello e magari non gli interesserebbe granché, tuttavia, credo che la sua storia riesca a insegnare qualcosa, poiché le sue riflessioni riescono a toccare anche altri, o riescono a far rispecchiare qualcuno in esse.
Personalmente, dopo tutte queste pagine lette e la piacevole compagnia avuta, non posso che ringraziare lui e Lucia Guglielminetti per avermelo fatto conoscere.
Ve lo consiglio?
Se non siete di stomaco debole, ad occhi chiusi!
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books97 followers
July 12, 2017
A questo punto, dopo quattro volumi, l'impressione di lettura deve essere cumulativa. Non perché la saga sia finita ma perché il doppio binario della narrazione in questo volume sbugiarda la fisica e le due parallele confluiscono consegnando Raistan Van Hoeck al presente nella sua totalità e con tutto il bagaglio, pesantissimo, di tre secoli di vita. Difficile, spesso drammatica, a volte divertente, di sicuro violenta, ma con attimi di poesia e una buona dose di riflessione sul valore dell'esistenza, sulla difficoltà di essere diversi, sulla discriminazione, sulla crudeltà, sull'egoismo. Credo che per chi affronti il primo volume (Ascesa alle tenebre) possa accadere ciò che vedo spesso accadere con i neofiti di Harry Potter. Il primo volumo di RVH è guascone, spumeggiante, forse esagerato. Il protagonista, che parla sempre in prima persona salvo rare eccezioni nei primi quattro volumi, non fa nulla per accattivarsi il lettore. Anzi. Ma il segreto forse è questo. Cattura. L'autrice sa scrivere ma l'azione è talmente sincopata da lasciare poco spazio al piacere della parola. La profondità arriverà con il secondo volume (Sette giorni con i lupi) mentre l'empatia totale con il protagonista giunge con il terzo che tiene fede al proprio titolo: Nel buio. E non è facile trascinare i lettori in un simile abisso di dolore, di ribellione rassegnata, di dolore. La situazione non migliora con questo quarto (Morte e vita). Ma, attenzione, niente e nessuno potrà distaccarvi dalla lettura perché l'autrice si colloca di diritto nella tradizione dei romanzieri dei tempi d'oro. Avventura, pericolo, azione, armi letali, macchine veloci, lame antichissime, abiti di velluto e jeans, passioni erotiche, dolcezza infinita, pietà e crudeltà, morte, certo. Ma vita, anche, moltissima vita, attraverso epoche diverse, cavalcando decenni, guerre, perdite dolorose e doni insperati. Una saga dell'immortalità e, verrebbe da dire, dei suoi effetti collaterali. Raistan Van Hoeck è solo, è immortale, è giovane per sempre, nell'aspetto, e ha un'anima sfilacciata dalle zanne del tempo e dell'umanità. Carnefice e vittima, capace di lealtà inspiegabili e pronto a consegnarsi alla nebbia misteriosa dell'aldilà. Per amore. Solo e sempre per amore. Un personaggio gelido e dal cuore morto, capace di amare come e più di un essere umano. Di vampiri la narrativa ce ne ha regalati moltissimi. Ma RVH è unico.

P.s. La saga continua.
Profile Image for Gloria.
Author 4 books18 followers
August 20, 2025
Generale, mio Generale... sono arrivata al quarto volume della saga e devo ammettere che, nonostante la storia a tratti possa risultare un po' ripetitiva, rende comunque difficile staccarsi dalle pagine, da lui, da Shibeen, ma soprattutto, da Greylord.
Insomma, se già si conosce Raistan, avremo familiarità con la sua abilità di cacciatore di guai e dunque sapremo che, prima o poi, si ficcherà in qualche pasticcio colossale, dove finirà torturato e dove lui farà il Raistan. Eppure... eppure c'è sempre quel qualcosa, in lui, che crea dipendenza.
Sarà la sua capacità di dispensare morte, e allo stesso tempo di cercarla; sarà la sua capacità di donare amore, dispensare battute taglienti e ricolme di sarcasmo, o per il suo carattere irruento, improvvisatore. Insomma, mi sento come Greylord, Shibeen, Van Straten. Consapevole di quanto sia... insopportabile (per non dire altro), eppure non potrei farne a meno.
Come sempre, la parentesi sul suo passato anti-nazi è più che apprezzata e c'è una scena in cui ho lacrimato dal ridere, ma ve la lascio scoprire.
Naturalmente, ho già iniziato il libro successivo e non vedo l'ora di continuare.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.