Si chiama biomimetica, ed è il metodo per studiare e imitare la natura garantendo all’uomo innovazioni efficaci e sostenibili. Così, le felci da appartamento che assorbono sostanze nocive diventano un modello per la depurazione dell’aria, mentre gli adattamenti sviluppati da alcune piante per resistere nei deserti forniscono idee per raccogliere acqua piovana e conservare vaccini senza frigorifero. In altri campi, osservare il regno vegetale può aiutare a progettare reti per lo scambio d’informazioni, a pianificare nuovi approcci al marketing, a sviluppare architetture leggere ecosostenibili, a ottenere la fotosintesi artificiale. In nove racconti-saggi che hanno per protagonista una società di consulenza molto particolare, Renato Bruni ci mostra come gli insegnamenti del regno vegetale possono venire incontro ad alcune nostre esigenze.
Renato Bruni intervista direttamente (o telepaticamente, se preferite) piante di tutti i tipi per spiegarci in questo libro come le soluzioni da loro trovate nel corso dell'evoluzione portino a idee che possono essere sfruttate e anche brevettate per nuovi prodotti. Tra l'altro, nelle note del testo vengono snocciolati nomi e date di questi brevetti, tanto per essere chiari. Bruni scrive sì in modo scanzonato, ma è sempre molto attento a ricordare a tutti che le cose nel mondo vegetale non funzionano come vorremmo, con un tutto-o-niente, e che la natura si limita a offrirci degli spunti che poi devono essere colti e affinati per ottenere un risultato utile per noi. Quello che però mi ha davvero stupito è la quantità di cose che le piante riescono a fare partendo da pochi elementi di base, e restando naturalmente ferme o quasi. È tutto un mondo sconosciuto, ed è bello scoprire qualcosa di nuovo.
L'argomento del saggio è decisamente interessante, la trattazione meno. Troppo discorsivo e dispersivo, manca in fondi di quel rigore che ogni buon saggio dovrebbe avere. Molti dei difetti stanno proprio nello stile narrativo scelto dall'autore. Non che sia tutto da buttare, ma sul mondo vegetale e i suoi possibili usi si poteva e doveva fare meglio.
"Nessuna soluzione adottata dalle piante è mai definitiva (...) se volete davvero imitare il modo in cui la natura risolve i propri problemi, scordatevi subito il concetto di soluzione definitiva (...) mettete in conto che qualunque ostacolo, malattia, nemico, carenza tornerà sempre a galla come uno scomodo fantasma del passato e dovrete rimettervi al lavoro. E giacché ci sono, metterò in chiaro che imparare l'innovazione dalle piante non è la cura di tutti i mali, né il libro sacro di tutte le risposte, ma una delle risposte possibili e non sempre necessariamente la migliore. Altro monito: scordatevi la natura saggia e benevola che racchiude frutti tecnologici pronti ad essere colti come mele mature, tecnologicamente disegnati per il bene di noi uomini e di tutta la nostra santa società. La biomimetica, ho imparato dalle piante, solo in rare fortuite occasioni è una replica diretta dei processi, delle forme e delle strutture naturali nelle applicazioni umane. Quasi sempre, dopo aver compreso a dovere il modello biologico, l'uomo deve intervenire adattando il suggerimento alle proprie esigenze specifiche o renderlo fattibile in un contesto produttivo, come nel caso dei farmaci, dei tessuti traspiranti e della fotosintesi artificiale. In questo senso si parla di ispirazioni e suggerimenti, mai di soluzioni. Le piante dispongono solo di forme e strategie adatte a un preciso momento della loro storia, ottimizzate per funzionare in precise condizioni ambientali e geografiche e non pensano neppure per un secondo di aver risolto un qualsiasi problema una volta per tutte. Anzi, i loro adattamenti sono costretti a riconfigurare continuamente rispetto a contesti, sfide e rivali che a loro volta mutano, contrattaccano, manipolano, come nel caso delle sostanze volatili usate per attrarre i predatori o dei rimpiattini a base di foglie colorate di rosso o di bianco."
Le piante ci danno spunti e tante, tantissime idee che possiamo utilizzare durante la vita quotidiana. Bruni, espertissimo botanico e biologo farmaceutico, ci racconta cosa possiamo imparare dagli antichissimi viventi di questo pianeta. Il racconto si basa sull'esistenza ipotetica di un'agenzia di ricerca di piante e fiori "Erba Volant", nata per rispondere tramite documentazione e efficienti ricerche ai problemi di vita quotidiana. I problemi di Escherichia Coli, ad esempio, possono essere risolti imitando il Pinus Strobus, che blocca l'entrata dei batteri. Interessante anche la mega ninfea acquatica, Victoria Amazonica, pianta che ha ispirato architetti e costruttori per la sua base solida e ben salda per chi la vuole testare. L'unica pecca del libro è che non è propriamente per tutti, alcuni passaggi sono di difficile comprensione perché fanno riferimenti a settori ostici, almeno per me. Per il resto: impariamo, impariamo e applichiamo!
Immaginate un recruiter alla ricerca del candidato più adatto a trovare delle strategie innovative per risolvere i problemi tecnologici del futuro. Immaginate che i candidati siano le piante con il loro curriculum vitæ e un'agenzia, "Erba Volant", pronta ad esaminarli. Ecco, questo è l'espediente che l'autore ha utilizzare per mostrare le piante nella loro magnificenza, esseri straordinari e ricchi di risorse che dovremmo assolutamente imitare e prendere da esempio. Lettura veramente interessante, non adattissima a chi ha basi botaniche pari a 0, ma nel complesso non è troppo difficile. Consigliato
L'idea del libro è buona, ero infatti interessato a tale argomento, ma lo stile di scrittura scelto ha reso la lettura difficoltosa.
avrei preferito uno stile più asciutto e didattico, piuttosto dei continui teatrini con le interviste alle piante e loro commenti, ammetto di aver saltato vari paragrafi quando iniziavano queste scenette.
Interessante miscuglio tra saggio e romanzo, che dona spunti di riflessione non indifferenti non solo sulla biomimetica, ma su come l'essere umano spesso ci si pone. Veramente peccato che non siano state inserite le immagini delle piante di cui tratta. Senza di esse l'attenzione si perde facilmente nel leggere nomi in latino
Interessante per il contenuto, ma non mi è piaciuta molta la struttura narrativa: da un lato l'espediente "letterario" di fare colloqui di lavoro alle piante è poco interessante, dall'altro a volte ci sono troppi dettagli, che fanno perdere il filo.
Divertente nello stile e interessantissimo nei contenuti, un gioiellino imperdibile. Renato Bruni ho avuto il piacere di sentirlo dal vivo ed è stato gradevole quanto leggerlo. Consigliato!