Questa è la testimonianza di Giulia Gabrieli, quattordici anni, malata di tumore, morta la sera del 19 agosto 2011, che ha saputo trasformare i suoi due anni di malattia in un inno alla vita, in un crescendo spirituale. Giulia era una ragazza normale, bella, solare, amava viaggiare, vestirsi bene e adorava lo shopping. Un'esplosione di raffinata vitalità, che la malattia, misteriosamente, non ha stroncato, ma amplificato. Nelle pagine del diario narra la sua lotta per affrontare la malattia e la sua speranza di guarire ma anche l'abbandono alla volontà di Dio. I medici sono i suoi amici, i suoi "supereroi"; i genitori, gli amici, le amiche e gli insegnanti i suoi angeli custodi, coloro che la sostengono e la incoraggiano.
Recensione del libro sul mio blog: http://ilmagicomondodicinnamon.blogsp... Sono venuta a conoscenza di questa storia grazie all'incontro che ho fatto il giorno 24 febbraio 2013 presso la Casa Madre delle Suore Sacramentine a Bergamo, in occasione di una ricorrenza annuale, ossia la festa della Santa Geltrude Comensoli. A questa festa erano presenti i genitori di Giulia Gabrieli che grazie alla loro testimonianza mi hanno portata a conoscere e a voler approfondire la storia della loro figlia. Questo libro parla appunto di Giulia, una ragazza che a soli 12 anni si trova a dover combattere contro un tumore un sarcoma, che dopo due anni la porta alla morte. Questo libro è la testimonianza di una vita spezzata troppo presto, ma non per questo soggiogata dal male. Anzi, il libro racconta la trasformazione in un continuo inno alla vita, in un crescendo spirituale che lascia a bocca aperta. La gioia e la vitalità di questa ragazza, bella, solare, amante dei viaggi e dello shopping, non vengono soffocate, ma amplificate dalla malattia. Al dolore si accompagnano prima la speranzamore, poi la fiducia e l’abbandono a Dio. E il percorso di Giulia verso l’inevitabile non appare mai come un cammino solitario: accanto a lei i medici, suoi amici e «supereroi», e i genitori, gli amici, gli insegnanti, che la incoraggiano e la sostengono come veri e propri angeli custodi. "Sogno di scrivere un libro per raccontare una storia. La mia storia. Perchè anche io, prima avevo paura. Avevo paura della malattia, avevo il terrore dell'ospedale. Finchè non ci metti piede non sai niente di come si vive dentro." Attraverso queste righe si sa che poi Giulia non ha più avuto paura e che è riuscita a governarla e a guardare alla paura degli altri, sperando di poterla alleviare. Giulia ce l'ha fatta. E' vero, non è guarita: è morta la sera del 19 agosto 2011, a casa sua, nel quartiere di San Tomaso De' Calvi, a Bergamo, proprio mentre alla Gmg (Giornata mondiale della gioventù) di Madrid si concludeva la Via Crucis dei giovani. Eppure ce l'ha fatta. Ha trasformato i suoi due anni di malattia in un inno alla vita, in un crescendo spirituale che l'ha portata a dialogare con la sua morte: "Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perchè ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure, incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L'importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volonta di Dio". Aveva il talento della scrittura. Amava inventarsi storie fantastiche, avventurose. Per questo paragonava la sua malattia a un'avventura. E rifletteva: "Il fatto è che la gente ha paura della malattia, della sofferenza. Ci sono molti malati che restano soli, tutti i loro amici spariscono, spaventati. Non bisogna avere paura! Se gli altri ci stanno vicino, ci vengono accanto, ci mettono una mano sulla spalla e ci dicono << dai che ce la fai>>, è quello che ci dà la forza di andare avanti. Se questo non succede ti chiedi << Perchè vanno così lontano? Se hanno paura, allora devo temere anche io....>>. Perchè dovrei lottare per la guarigione se nessuno mi sta accanto?" "Io non avuto nessuno che si è allontanato da me, anzi estranei, persone che non conoscevo, si sono avvicinati a me. Ma non tutti sono così fortunati. Io, invece, vorrei che fosse così per tutti". In questo libro ci sono i suoi appunti di diario, le lettere, le esercitazioni fatte a scuola, una divagazione sulla canzone tanto amata di Claudio Baglioni, Strada Facendo: è da essa che è tratto il titolo del volume quando dice " strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo". Ci sono i propositi per il domani, se ci sarà: “Noi non ci rendiamo conto di quanto quello che abbiamo valga veramente. Quando le cose vengono a mancare, ti accorgi di quanto veramente sono importanti e quanto sono profonde e servono per andare avanti. Io quando sarò guarita, se guarirò, devo fare qualcosa per i giovani che non hanno ancora conosciuto questo grande amore del Signore”. Confida che di notte vegliando per il dolore le vengono le parole giuste: “L’amore è il più grande sentimento, è il più grande e il più bel sentimento che esista su questa terra perché racchiude sia gesti e anche altri sentimenti. E’ tutto in uno. Tutto sta nell’amore. Io faccio un pensiero d’amore, faccio un gesto d’amore, provo amore nel parlare, provo serenità, provo allegria. E’ come provare amore, è tutto amore, tutto rafforza l’amore, tutto porta all’amore. E – guarda caso – anche Dio è proprio, si chiama Dio Amore”. Questa storia mi ha toccata nel profondo, è una storia vera che abbina il coraggio, la forza, la speranza e la fede, la voglia di credere che ci sia qualcosa di superiore che ci aiuti ossia il Signore, il Padre. Un libro che fa riflettere sulla vita stessa e sui suoi aspetti, che fa avvicinare alla fede che troppo spesso perdiamo.... Consigliato Assolutamente, da Leggere....
Un libro per cui non mi sento di attribuire stelline.. è troppo particolare per darne un giudizio riducendolo a un punteggio. Diciamo solo che se non fosse stato per l'insistenza della madre non l'avrei mai letto.