"Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante. E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally. Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte...
Una storia che parte bene, ma che via via si trasforma in baracconata da collegamento in diretta di Pomeriggio Cinque. Il caso umano fa sempre audience, e Frascella ne abusa. Ce n'è uno, due, tre, mille. Peccato, perché il libro è scritto bene e scivola via che una meraviglia (a parte i dialoghi e i personaggi che ogni tanto fanno il punto della situazione, spiegando tutto e tutto riassumendo). E poi peccato perché Frascella è bravo a raccontare gli adolescenti e le loro famiglie scassate. Sono dispiaciuto, perché avrei preferito che mi fosse piaciuto di più, e invece no (chissà che danni ho fatto, con la consecutio...). Però che noia con i buoni che sono davvero buoni, i cattivi che più cattivi di così si muore, le sfighe a grappolo, la redenzione, che palle!
SPOILERONE Basta con i personaggi figli di nessuno che poi scoprono chi è il padre. Basta davvero, sono noiosi. Fa molto Rudy Zerbi che scopre di essere figlio di Mengacci, se mi si perdona la dotta citazione.
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All’inizio non avevo degnato questo libro di uno sguardo, ma poi per caso finii per leggere la trama e... niente, io non so resistere a questo genere di storie. Quindi, anche se ancora non sono del tutto uscita dal blocco del lettore, ero certa che questo libro potesse aiutarmi in tal senso.
Ammetto che lo stile mi ha fatto un po’ storcere il naso all’inizio e andando avanti, invece che abituarmi, l’ho trovato sempre più insulso e irritante: da un lato per l’uso di molte parolacce e modi di dire e in generale per la costruzione delle frasi, che ricordano molto più il parlato che lo scritto. Capisco che forse l’ha fatto in un tentativo di accrescere la verosimiglianza, ma l’unico risultato che ha ottenuto con me è convincermi che Tommy fosse un mezzo analfabeta. Usa una costruzione delle frasi improbabile, non tanto perché sbagliate grammaticalmente, ma proprio strana e l’effetto che ne viene fuori è quello di uno non abituato a parlare molto la nostra lingua e in generale l’ho trovato forzato. A questo, poi, si affianca invece l’uso di termini forbiti ancora più improbabili visto che il protagonista non dà certo l’idea di essere un letterato. Le descrizioni sono praticamente nulle, lo stile è veramente troppo veloce e frammentato e passa di palo in frasca senza dare il tempo di metabolizzare. A me ha dato l’idea di essere uno stile pigro: invece di provare a esprimere i sentimenti provati dai personaggi in determinate situazioni, si limita a dire che si abbracciano e nella frase successiva è già andato oltre. Poi invece nei dialoghi è fin troppo melodrammatico e sembra che tutti non vedano l’ora di sbrodolare i propri sentimenti al primo che capita. A me però paiono solo raccontati visto che non sono supportati da azioni, pensieri o altro. Sembra solo che abbia voluto usare uno stile figo e giovanile per distinguersi, ma la resa mi è parsa solo forzata e pessima per l’evocatività.
La ragione per cui mi piacciono tanto queste storie è che riescono a trasmettermi il dolore e la vulnerabilità di personaggi costretti a vivere come diversi. Peccato che qua non emerga niente di niente. Se intitoli una storia "Brucio" e il protagonista ha la faccia ustionata e sfracellata, allora io mi aspetto sentimento, mi aspetto di soffrire e di sentire il dolore del personaggio. E invece niente. Giusto all’inizio viene sottolineata la sua emarginazione per questa condizione e i sentimenti che ne derivano, poi per il resto ci si dimentica della sua faccia e tutto viene incentrato sulle indagini di Topolino e Pippo.
Tommy è diverso da altri personaggi simili di cui ho letto perché lui tende a nascondere il dolore dietro la rabbia e questo all’inizio mi ispirava, ma poi l’autore non è stato affatto all’altezza di sviluppare questo aspetto e alla fine sembra solo che a Tommy non freghi più niente della sua faccia e pensi solo che il mondo faccia schifo. Il suo non è un percorso di accettazione di sé, anche perché Tommy si accetta fin dall’inizio, ma non è neanche un percorso di accettazione da parte degli altri perché interagisce solo con una manciata di personaggi, la maggior parte dei quali lo accetta benissimo fin dall’inizio: è solo il percorso che lo porta a incontrare il suo amore. Non c’è crescita, non c’è un messaggio, è solo una storiella banale da ragazzini delle medie che poteva essere identica anche senza la sua faccia sfigurata.
Una cosa che mi ha dato fastidio in particolare è l’esagerazione con cui ha voluto trattare la faccenda di questa benedetta faccia. Perché se da un lato non ha reso abbastanza profondo il dolore di Tommy (diciamo che siamo al livello pozzanghera), dall’altro ha reso esagerate le reazioni degli altri in sua presenza. Sembra che tutti quelli che lo vedono abbiano due sole reazioni: o lo fissano imbambolati come deficienti oppure lo insultano. Quale che sia la reazione, comunque, tutti sono disgustati da lui. Sembra di vivere in uno stato nazista per come reagiscono le persone: possibile che non ci sia uno che provi un po’ di pena per lui? Che poi a me questa sembrerebbe la reazione più normale. Invece tutta la sua umanità fa schifo, non ce n’è mezzo che se ne salvi. Anzi, la sua faccia addirittura non solo lo bolla come emarginato (e questo ci può pure stare), ma addirittura sembra che il pensiero di tutti appena lo vedono sia: questo è un criminale e sicuramente ha fatto qualcosa per meritarsi questa faccia. WTF? Tu vedi un diciassettenne sfigurato e la prima cosa che pensi è che sia un criminale? Questa cosa non ha proprio senso. Senza contare che tutti, invece di rivolgergli una parola di conforto, lo insultano. E io non capisco perché! Se tu vedi una persona sfigurata ti pare che il tuo primo istinto sia insultarlo? Magari potrai anche sentirti a disagio, ma mica ti metti a insultarlo ad alta voce! Che poi gli stronzi esistono ovunque, ma qui sembra che tutti si comportino così e le eccezioni saranno tre o quattro. Credo che abbia voluto drammatizzare troppo questo aspetto, rendendolo inverosimile. Forse sperava di compensare la totale mancanza di sentimenti che emerge da Tommy e far provare in questo modo un po’ di pena per lui, ma il risultato è una specie di parodia insulsa. Forse mi starò scaldando anche troppo, ma queste sono storie che mi stanno a cuore e mi dà incredibilmente sui nervi quando non vengono trattate col rispetto che meritano.
Come dicevo, poi, nonostante il titolo e l’aspetto del protagonista, non è l’accettazione di Tommy da parte degli altri il tema della storia, ma un’insulsa indagine su alcuni furti e un omicidio. Potevi anche lasciarci l’indagine, se proprio ci tenevi, ma doveva essere messa in secondo piano rispetto a Tommy e alla sua condizione, sennò evita di usare un personaggio così e prenditi un delinquentello come protagonista. Fosse almeno interessante questa famosa indagine! Frascella spara fuori verso la fine una serie di colpi di scena che dovrebbero lasciare a bocca aperta, ma a me hanno fatto solo sbadigliare visto che erano inquietantemente banali e intuibilissimi da circa il 15% della storia. I responsabili, chi moriva e chi viveva, era tutto chiaro dall’inizio. Io pensavo che avrebbe riservato qualche colpo di scena che avrebbe smentito quella che sembrava la soluzione più banale, e invece, come dicevo, sembrano le indagini di Topolino e Pippo. Quello che dovrebbe essere il climax fa sbadigliare invece di coinvolgere, per non parlare del deus ex machina che li tira fuori dai casini. Se almeno fossero morti entrambi forse sarebbe riuscito a strapparmi un briciolo di emozione.
Parliamo poi del suo interesse amoroso, Sally. Perché al nostro autore non basta mettere nella storia un orfano emarginato con la faccia sfigurata, no! Doveva metterci pure la storia di abusi, fisici e psicologici, sulla stessa ragazzina da parte non di una ma ben di tre persone in tempi diversi! È evidente che voleva a tutti i costi suscitare pena, ma ci ha messo in mezzo decisamente troppi drammi, senza riuscire a svilupparne nessuno nel modo giusto. Sembra una telenovela di serie B, con i colpi di scena banali e i mille drammi senza emozione.
Come ho detto, queste storie mi coinvolgono in maniera particolare e forse per questo sono stata fin troppo cattiva, ma sono del parere che se decidi di buttarti in una storia che richiede un simile spessore psicologico non puoi cavartela con questa robetta. Allora scrivi storie diverse e non tirarci in mezzo temi che poi non riesci a trattare nel modo giusto. I suoi personaggi dovrebbero essere traumatizzati a livelli indicibili per tutta la roba che ha fatto subire loro in un’età che forma molto il carattere di una persona, invece sono solo due adolescenti ribelli che si comportano da idioti come la loro età richiede. Zero profondità psicologica.
Ero felice al pensiero che un autore italiano avesse deciso di cimentarsi in una storia simile ed ero curiosa di sapere cosa sarebbe riuscito a darmi in più rispetto a storie come "Wonder" o "Questione di dettagli". Sicuramente il suo approccio è diverso e forse, se si fosse impegnato di più e avesse studiato seriamente un po’ di psicologia, ne sarebbe venuto fuori anche qualcosa di nuovo e valido, ma, così com’è, è stato solo un’enorme delusione.
Un libro che racchiude tra le sue pagine i peggio esempi dell'umanità, ma che insegna anche a non abbattersi, a continuare a lottare, perchè non si sa mai quando tutto può cambiare, Un testo dalle descrizioni estremamente evocative, tanto che già a inizio brano avevo i brividi per il modo esplicito, diretto, quasi crudo, in cui era scritto. Una storia che ci mostra un protagonista che per una volta non è né carismatico né affascinante, ma reale, concreto, con appresso tutto il suo bagaglio di sofferenze, rimpianti e difficoltà. Recensione: http://chelibroleggere.blogspot.it/20...
Buongiorno lettori, come state passando le prime settimane d'estate? Spero bene! E spero anche che sarete abbastanza preparati al sole, dato che la lettura di cui andrò a parlarvi oggi..come dire? BRUCIA! Sto parlando di un romanzo davvero recente, pubblicato e mandatomi dalla casa editrice Mondadori, che ringrazio per avermi dato questa possibilità. Sono sicura che lo avrete già sentito nominare perché se non è ancora diventato un MUST, presto lo sarà! Ve lo assicuro! Si tratta di una storia commovente, ma allo stesso tempo così forte ed incredibile che non lascia il tempo di pensare a niente.Sì, d'accordo, ve lo dico questo titolo! Oggi parliamo di “Brucio” di Christian Frascella! “Brucio” è la storia di un ragazzo che ha dovuto affrontare un dolore impensabile, infatti è quasi morto a causa di un incendio nella sua vecchia casa ed ha dovuto dire addio alla sua famiglia. Lui è l'unico sopravvissuto. Ma oltre alla sfortuna di ritrovarsi improvvisamente solo, senza la sorellina Anna e senza i genitori, Tommy ha anche subito ustioni in buona parte del suo corpo ed ora è totalmente sfigurato. Nel romanzo si fa una lunga e dettagliata descrizione del suo aspetto, ma non ho nessuna intenzione di ripetervela, anche perché ne sono rimasta abbastanza impressionata. Non so come Tommy faccia a trovare la forza per rialzarsi da quel casino, fatto sta che diventa un ragazzo come tanti altri e nasconde il proprio dolore nella sfrontatezza della sua giovane età. Nessuno conosce la sua storia e quando la gente lo vede passare per strada, digrigna i denti o mostra espressioni disgustate. Tommaso non può fare altro che nascondere il proprio malessere e continuare a ripetersi di essere un mostro. In realtà, nel mondo, i mostri sono ben altri e ben presto se ne renderà conto. Quando il giovane viene trasferito da una famiglia affidataria all'altra o da una casa famiglia da un paese ad un altro, non riesce mai a farsi delle amicizie, invece di chiudersi a riccio, butta fuori tutto il proprio dolore e la sua frustrazione attraverso comportamenti di puro menefreghismo. E' schietto, Tommaso, e non ne risparmia una a nessuno! Il fatto che ora sia arrivato da una nuova famiglia non significa che le cose cambieranno, lui sa bene che non si deve aspettare niente dal proprio futuro perché il presente è già abbastanza terrificante. La famiglia Cotta è composta da brave persone e fortunatamente il figlio Andrea si dimostra subito cordiale ed alla fine diventerà uno dei migliori amici del protagonista. Però, come dicevo prima, i mostri sono nascosti negli angoli più bui e Tommaso ha la sfortuna addosso.
“Aspetto lo schianto, la morte immediata. Ma lui non spara. Getta il capo all'indietro e scoppia a ridere. C'è il demonio nel suono che sprigiona liberatorio dalla sua gola, più terribile di qualunque esplosione.”
Una sera, quando per caso sta pedalando in fretta e furia per schiarirsi le idee, piomba davanti alla vetrina di un piccolo negozietto dove due uomini stanno compiendo una rapina. Non sa nemmeno lui che cosa scatta nella sua testa, ma invece di continuare a pedalare, si ferma. Sarà da quel momento che una catena di imprevisti gli piomberanno addosso e bruceranno ciò che resta della sua speranza, ma niente è perduto. Sopratutto se nella sfortuna si ha l'incredibile “colpo di culo” e ci si ritrova innamorati da un secondo all'altro. Lei è Sally. Sally è perduta. Sally è un disastro. Sally nasconde un grande dolore dietro le proprie spalle, come Tommy.
Penso: “Tra dannati, potremmo conoscerci.” Poi penso: “Nessuno conosce nessuno” c'è una parte invisibile che separa ogni essere vivente dall'altro. Nemmeno le tempeste le infrangono. I due si ritrovano occhi negli occhi ed in un istante capiscono che nulla potrà mai più separarli. Nemmeno l'intransigente e vilento zio e carabiniere: Sterpa. Nemmeno le accuse che sorprenderanno il protagonista. Si troverà costretto a dover affrontare una faccenda molto più grande di lui. Questo libro dimostra che anche in un paesino di poche anime possono celarsi le sofferenze più devastanti. Però, c'è anche sempre un ragazzo come Tommaso, che nonostante tutti i dispiaceri che ha dovuto affrontare, riesce a tirare fuori la parte migliore di sé stesso e delle persone che lo circondano. Piano piano riuscirà a prendere coscienza delle proprio paure, quelle più profonde, ma anche della sua grande forza. La mancanza terribile dei suoi genitori verrà riempita dall'unica persona che sarà in grado di capire il suo dolore e curarlo. Si dice che due persone rotte come cocci di vetro, si possano incollare assieme con molta più facilità, e secondo il mio parere è assolutamente vero. “Brucio” è un di quei romanzi che tengono incollati alle parole, senza essere troppo pesanti o cadere nel banale. E' molto difficile raccontare di disgrazie simili e non incappare nella solita e conosciuta pietà, ma devo dire che l'autore in questione si è comportato in modo egregio. Mi piacerebbe davvero che anche voi leggeste questo bellissimo romanzo perché lo trovo, prima di tutto, un grandissimo insegnamento. Le pagine che lo compongono urlano “STOP AUTOCOMMISERARSI!” dovete alzare il sedere dalle sedie se davvero volete ottenere qualcosa nella vita. Sudare, avere una paura assurda e buttarvi in qualunque sia la vostra avventura, ma mai smettere di vivere! Aspetto i vostri commenti e faccio un appello agli amanti del thriller, perché oltre ad essere un ottimo romanzo di narrativa, “Brucio” è anche un thriller appassionante! Un bacione, vostra Ash.
Brucio ha per protagonista Tommy. Tommy ha il volto e il corpo sfigurati dall'incendio che in una notte gli ha portato via la sua famiglia e la sua normalità. Adesso vive tra una famiglia affidataria e l'altra senza mai trovare una vera casa. Arrivato in un paesino in provincia, Tommy viene accolto dai Cotta, brave persone che si impegnano più che possono per farlo sentire a suo agio. Ma i problemi raggiungono Tommy ovunque, e infatti durante una passeggiata notturna, il ragazzo si imbatte in una rapina e si ritrova suo malgrado coinvolto nelle indagini... Questo romanzo racconta una storia molto realistica e sicuramente non semplice dati i temi trattati. Tommy ha diciassette anni, ha il volto sfigurato, sente di non avere un posto nel mondo e cova molta rabbia. Arrivato dalla sua nuova famiglia affidataria, i Cotta, Tommy prova in tutti i modi a inserirsi, ma sembra che i guai non vogliano abbandonarlo. Dopo aver assistito a un tentativo di furto ed essere stato indagato, Tommy prova a integrarsi almeno a scuola, ma anche in questo caso essere accettato sembra una possibilità remota, se non fosse per Sally, una ragazza che sembra provare un dolore simile al suo. Ho letto questo romanzo in pochissimo tempo catturata dalla storia così forte e reale! Lo stile dell'autore è molto scorrevole, pulito ma allo stesso tempo incisivo. La narrazione ha un bel ritmo che mantiene costante l'attenzione del lettore e gli permette di entrare immediatamente in sintonia con la storia. I personaggi sono ben caratterizzati e sopratutto reali, si tratta di persone comuni che vivono storie difficili. Tommy è un ragazzo arrabbiato col mondo intero, non riesce a scendere a patti con quello che gli è successo. Dietro la corazza da duro però si nasconde un animo bisognoso di comprensione, saranno proprio i Cotta e la stessa Sally a permettergli di sentirsi per la prima volta a casa. La storia è molto interessante, all'interno del romanzo troverete anche un'indagine che viene raccontata in maniera approfondita. La parte più bella però è sicuramente il modo in cui vengono trattati dei temi difficili, duri da digerire ma che rendono il romanzo molto più prezioso e un'ottima lettura anche per i più giovani!
Gli autori italiani hanno proprio una marcia in più. Loro non creano quasi mai storie scontate, ci fanno immedesimare nei personaggi in una maniera unica e sono capaci di trasmetterci la passione. “Brucio” è la storia di Tommy, ragazzo di diciassette anni, sfigurato nel corpo e nel volto da un terribile incendio. Tommy conta i giorni che rimangono prima del suo diciottesimo compleanno. Desidera smettere di passare da una famiglia affidataria ad un’altra perché, ogni volta, succede qualcosa che lo costringe ad andare via. Questa volta, ora che è arrivato in un paesino vicino Asti, è tutto diverso. Tommy non si mette più nei guai, ma i guai lo rincorrono, come attirati da una calamita. Quando la gente lo guarda in faccia vede le cicatrici e pensa che tutto è per forza colpa sua. Quando incontra Sally, ragazza introversa che non lega mai con nessuno, neanche ci pensa a fare amicizia con lei, neanche ci prova a conquistarla. Come può Tommy anche solo pensare di riuscire ad avere una storia d’amore con una ragazza? Chi vorrebbe lui? Tutti parlano con Tommy di Sally, gli dicono di starne alla larga. Lei è, a quanto pare, una ragazza più problematica di lui. Non è questo che spaventa Tommy, quanto il fatto che lei sia la nipote del capo della polizia, Sterpa, che lo sta inseguendo da quando è arrivato per accollargli un mare di reati che non ha commesso. E proprio quando pensiamo che questo romanzo debba assumere una piega drammatica e romantica, ecco che arriva anche il momento del giallo. Ecco i misteri di rapine commesse da non si sa chi, di poliziotti corrotti e di famiglie di cui non ci si può fidare. Non sono riuscita a staccarmi da questo romanzo, era come se fossi attirata dalla storia di Tommy e dal suo triste destino. Immagino solo come debba essere stato per lui, perdere tutta la famiglia per colpa del fuoco. Succede questo, mentre leggi questo libro: provi i sentimenti che provano i protagonisti. Questo è un romanzo che merita assolutamente di essere letto, si colloca tra i miei preferiti degli ultimi mesi. Complimenti all’autore.
"Brucio" è un romanzo intenso, dove la cattiveria umana e il marcio presente nella società non sono temi edulcorati, anzi, Frascella ne parla in maniera tale che il lettore riesce ad entrare perfettamente nella storia e a sentire l'angoscia, il disgusto e l'orrore provati dai protagonisti. Tommy è un personaggio meraviglioso, un ragazzo fragile reso duro dalla vita, da ciò che ha subito prima con l'incidente, poi durante i suoi soggiorni presso diverse famiglie affidatarie. Il suo unico sogno è sparire, e attende con ansia il compimento della maggiore età per andar via e isolarsi dal mondo. Quando arriva a casa dei Cotta ha un unico obiettivo: passare un anno tranquillo, lontano dai guai. Ma Tommy è una calamita per le disgrazie e purtroppo viene preso di mira dall'ispettore Sterpa, un uomo violento e meschino. Poi però conosce Sally e scatta subito una strana sintonia tra di loro, due anime simili che desiderano nascondersi dal resto del mondo e buttarsi alle spalle un passato tremendo. Quella scritta da Christian Frascella è una storia ben strutturata perché elementi del thriller e del romanzo di formazione si fondono insieme e danno vita ad un mix esplosivo. A mio parere il punto di forza di "Brucio", oltre alla trama, è la caratterizzazione dei personaggi che hanno tutti qualcosa di particolare. Tommy e Sally sono così vulnerabili, ma insieme sono invincibili, Stefania e Franco Cotta sono delle rocce, dei genitori affidatari degni di stare al fianco di Tommy. Poi c'è Andrea, che grazie alla musica si avvicinerà al protagonista e sarà per lui un vero fratello, e infine, Enrico, un personaggio impossibile da inquadrare che capiremo solo nel finale del libro. Ma è l'ispettore Sterpa con le sue tremende azioni che mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene. Le pagine a lui dedicate mi hanno fatto sentire sporca, così come quelle che riguardano la storia di Sally. Non posso far altro che consigliarvi questo romanzo così profondo, coinvolgente e appassionante che parla della crescita e della rinascita di un ragazzo segnato da una vita ingiusta.
[...] Non è stata una lettura facile da digerire, non tanto perché fosse pesante, anzi, le parole fluiscono senza ostacoli, risucchiando in un turbine da cui si riesce a riemergere per respirare solo a libro terminato, quanto per la rabbia che sale in gola a tratti mano a mano che si sprofonda nella storia, ricacciando indietro, frustrati, la voglia di urlare per le pieghe che prende. Il pregiudizio, crudele e, in particolare quello covato da persone che credono di essere irrevocabilmente nel giusto, senza un briciolo di vergogna, gronda a ondate sulla vita di Tommaso, sorta di antieroe che fa della strafottenza e dell’isolamento il proprio scudo, celando il proprio animo lacerato dal rimorso e annerito dalle fiamme che gli hanno rovinato l’esistenza. Nel corso del romanzo, narrato sempre in prima persona dal suo punto di vista, riemergono anche i ricordi del ragazzo, spilli acuminati penetrati troppo a fondo per essere dimenticati, di fronte ai quali ci si chiede come possa aver sopportato tanto. [...]
Il nuovo libro di Cristian Frascella porta finalmente in Italia un nuovo genere narrativo! Richiamando le atmosfere di Sthephen King e la crudezza di Pahlaniuk firma un successo letterario capace di travolgere e sconvolgere il lettore! La storia di Tommy, sfigurato nel corpo e nel volto, da un incendio che da bambino gli ha rubato la famiglia e il futuro. Un 17enne che aspetta solo la libertà dei 18 anni per liberarsi da famiglie affidatarie sbagliate, che vive con il giudizio della gente sempre addosso (come fosse colpa sua se il fuoco gli ha mangiato la faccia) e che combatte per tenersi fuori dai guai. Ma i guai lo rincorrono, come se i segni su di lui fossero un marchio, lui è il cattivo ragazzo. Ma esiste una via, esiste l'amore e, forse, anche per uno sfregiato ci può essere riscatto! Una storia forte, a tratti dissacrante, che mette in luce il male e la cattiveria del mondo.... Ma che non smette di resistere, di lottare. Un romanzo stupendo che merita di essere letto!
Cristian Frascella - Brucio Tommaso ha 17 anni, è un emarginato a causa del suo aspetto che egli stesso definisce mostruoso, dovuto ad un incendio che gli ha devastato il volto e il corpo. Lui almeno è sopravvissuto, la sua famiglia è rimasta vittima dell'incendio. Tommaso passa in affido da una famiglia all'altra, di casa in casa come se fosse un esperimento e non ha mai la possibilità di trovare una condizione di stabilità, fino a quando arriva in un paese in provincia di Asti. Qui lo ospita la famiglia Cotta, papà Franco ironia della sorte, fa il pompiere, mamma Stefania è avvocato e il figlio Andrea è uno studente. Tommaso vuole un anno tranquillo, un anno senza guai in attesa di compiere 18 anni e poter finalmente decidere della sua vita. Inizierà a frequentare l'istituto Marconi, dove conoscerà Sally, una compagna di classe "simile" a lui che gli farà provare sentimenti sconosciuti. La dannazione di Sally è interiore, mentre quella di Tommy è esteriore. Tommy è un simpatico e arguto insolente, un provocatore che con le sue battute reagisce ai soprusi, per questo, relazionarsi non è certo la sua specialità, anche perchè chiunque lo guarda, lo giudica per il suo aspetto. Tommy e Sally non ci metteranno molto a sentire cosa li avvicina, è il loro profondo dolore che li unisce. Tommaso, pur essendosi fatto delle raccomandazioni, passerà da un guaio all'altro, ma la sua unica colpa sembra essere il suo aspetto. L'accanimento nei suoi confronti delle persone che lo giudicano fa riflettere il lettore. Questo libro ha suscitato in me la voglia di conoscere questo ragazzo, di capire cosa volesse fare, dove andava a finire la sua storia. Frascella è cresciuto molto, ho letto tutti i suoi libri e questo è il migliore. Con una caratteristica riesce a centrare perfettamente la descrizione di una persona. Bellissima è quella riferita a Stefania "È la sua cifra distintiva: essere a metà tra tutti, non dare ragione o torto a nessuno". L'unica forzatura secondo me è il personaggio dell'ispettore Sterpa. Nel procedere del racconto si capisce il suo ruolo, ma l'ho trovato comunque eccessivo. Per il resto è tutto molto interessante. Finito il 01/06/2016