Un viaggio all'interno dell'universo simbolico del fascismo, fra i miti, i riti, e i monumenti di un movimento politico che ebbe l'ambizione di imprimere nelle coscienze di milioni di italiani e italiane la fede nei dogmi di una nuova religione laica, istituzionalizzata, praticata e predicata fra le masse.
Emilio Gentile (born 1946 in Bojano) is an Italian historian specializing in the ideology and culture of fascism. Gentile is considered one of Italy's foremost cultural historians of fascist ideology. He studied under Renzo De Felice and wrote a book about him.
Gentile is a professor at the Sapienza University of Rome. He considers fascism a form of political religion. He also applied the theory of political religion to the United States after the September 11 attacks.
Un viaggio nella storia d'Italia. Si parte dal Risorgimento: massoneria, settarismo carbonaro. Già le prime radici di "religioni civili". Con l'Italia unita la ricerca di una religione di Stato diviene ancora più importante per tenere vicini popoli da tempo divisi e con tradizioni e culture ormai differenti. Da qui nasce poi il mito della guerra come rigenerazione morale. E questo è solo il principio di quel filo rosso che conduce alla sacralità della politica, all'ascesa del fascismo come religione di stato, fino all'apice dello sviluppo del culto del littorio. Gentile descrive oggettivamente i punti di forza del fascismo e quelli deboli. Il tutto attraverso riti che tenevano unita la massa, fedele al Duce e all'Italia, in attesa della rivoluzione italiana per opera del fascismo. Un'opera importante per riflettere anche sulla politica di oggi, sulla forza persuasiva di alcuni meccanismi di propaganda. E per capire il reale valore del voto del singolo, nel suo affidarsi a un volto o a un partito. I partiti in Italia oggi sono forse troppo legati al volto (e alla vita personale visto che i gossip vendono più delle notizie di politica o di cronaca locale!) dei leader di partito, rischiando spesso poi di annegare con loro nel momento in cui crolla la fiducia in essi così come fu per Mussolini e il crollo del sogno fascista. Non si può legare uno Stato a una singola figura, semmai a dei valori, a delle priorità, ad un programma ben stabilito di opere concrete da farsi. Un partito questo dovrebbe offrire, no?
Interessant boek. Legt de verbanden tussen de katholieke kerk en het fascisme genadeloos bloot. Fascisten waren zich er van bewust dat ze een strijd tegen het geloof nooit zouden winnen en kozen er dus voor het geloof deel te maken van het Italiaans Fascisme, inclusief fascistische altaren en kathedralen, liturgie en theologie, processies en gebeden. Gaat echter niet in op het Mussolini-Laval akkoord (terwijl dat toch een manifestatie van de innige band is). Sterk theoretisch werk met goede voorbeelden maar mist soms diepgang wat betreft de heterogeniteit van Italianen en Italiaanse fascisten - het wordt op deze manier wel heel erg 'een beweging.' Meest boeiende thesis: de Mussolinicultus was er eerder dan het fascisme en het was vooral dankzij Mussolini dat mensen zichzelf fascist gingen noemen ('There can be a Mussolini without fascism, but not a fascism without Mussolini'). Boeiend om te vergelijken met Johann Chapoutot en Frank Dikotter.
Un libro maravilloso y a la vez inquietante; fundamental para entender al fascismo italiano como una "religión política" que alcanzó a amplias capas de la sociedad, mucho más allá de los fieles camisas negras.
Interesante la autocomprensión del fascismo como una religión civil al estilo romano que recogía la herencia del Risorgimiento y trataba de llevar sus mitos y el proceso de nacionalización de las masas hasta sus últimas consecuencias. También los numerosos ejemplos del "culto popular" al Duce como un Dios, fundidos en los cultos católicos y en la liturgia popular italiana.
Quite a nice book. Sadly it comes in the usual execrable quality of the French edited books. It starts from page 10. G. Geertz is actually Clifford James Geertz. But who cares as nobody in France can say his name right, right?
Libro interessantissimo sul lato religioso del fascismo, su come esso abbia gradualmente tentato di assurgere a religione nazionale e come di base fosse esso stesso organizzato secondo una religione, in cui non ci si faceva problemi e non si considerava blasfemo definire Mussolini come un dio, e strutturata con i suoi templi, commemorazioni, rituali, ruoli, pellegrinaggi, simbologie e preghiere. Non potendo scoffiggere la Chiesa e il ruolo del cristianesimo in Italia il fascismo non fece altro che tentare di incorporarne le forme per annullarlo in vista di una religione nuova della Nazione, così come fece anche il nazismo in Germania. Per il ruolo del cristianesimo in rapporto col fascismo all'interno dell'Italia e della Germania totalitaria consiglio sempre di Gentile anche Contro Cesare. Cristianesimo e totalitarismo nell'epoca dei fascismi.