Uno strano risveglio in un mondo antico. Un re senza cuore e assetato di sangue. Un ribelle condannato all'eterna sconfitta. Ove gli dei sono padroni assoluti e gli scontri non concedono pieta, la lotta per la liberta e strenua e Zaira, figlia del ventesimo secolo e strumento del Fato, viene travolta dalla funesta profezia di un oracolo e conosce l'insospettabile valore del diritto di esistere. Amicizie sincere e odi profondi mutano giorni impossibili; estenuanti inseguimenti e ostinate fughe scuotono gli animi; grandi sentimenti e tristi tradimenti squarciano, come spade affilate, il velo oscuro di feroci verita. Sino all'ultimo respiro. Il tramonto della Focide micenea saluta l'arrivo di un'amazzone venuta dal futuro e occhi atri ne osservano lo sparuto giungere..."
Dopo due pagine stavo già cercando Kagome tra le pagine. Inizio sospettosamente simile a Inuyasha: un'italiana con tanto di divisa scolastica si ritrova nel passato, la Grecia antica. Qui la sua strada la porterà alla corte di questo terribile re. Il re è invisibile per circa 30 pagine anche di più. Intanto a 'descriverlo' ci pensano coloro che attorniano Zaira, una serva e il consigliere del re. Ma per il resto non c'è alcuna azione che fa pensare a questa fama da re sanguinario. Anzi... il re accoglie la giovane vagabonda, la veste, la fa servire e riverire... non capisco in cosa sia così terribile!!! alle fine scopriremo che ha tentato di far fuori il fratello gemello per poter prendere le redini del regno! altri particolari fanno intendere alla cattiveria del re, ma mai i fatti. In questo libro la crescita dei personaggi viene ritenuta inutile. Infatti: i due, Dunamis e Zaira si innamorano improvvisamente, questo mi lascia mooooolto perplessa. Una giovane in un'altra era alla corte di questo perfido re si innamora semplicemente perchè lui è giovane e aitante? l'amore temo sia qualcosa di più profondo e mi sarebbe piaciuto molto vedere che i due si conoscevano, che il sentimento cresceva piano piano e questo mi avrebbe permesso di affezionarmi alla loro storia e al loro amore. Stessa cosa poco dopo. Il re cattivissimo e perfido decide di portare la sua ultima conquista (Zaira) nelle carceri in cui lui fa rinchiudere e torturare chiunque gli si opponga. Nelle carceri il re mette a morte uno schiavo, Aimatos, ma interviene la prode Zaira che chiede perdono per questo schiavo. Premetto che questo schiavo è un acerrimo nemico del re e che più volte ha tentato di uccidere il sovrano. Ma Zaira interviene e il terribile re risparmia lo schiavo. ?? Come è possibile??! Credo che di re sanguinari qui non ce ne sia nemmeno l'ombra. Senza contare che le uniche macchie sulla fedina di questo re sono un paio di cose che si risolvono in equivoci, come la morte di Sirta la sorella di Aimatos che si scopre essere una blasfema che metteva in pratica orgie collettive. Ma l'amore tra i due e la cattiveria presunta di questo re non sono di certo le uniche cose che mi hanno fatto storcere il naso. Successivamente il re la porta all'arena in cui vi sarà uno scontro tra schiavi, qui si fomenterà una rivolta. Perchè? Da chi nasce la rivolta? Viene accennato al caos causato dal combattimento, ma non viene fatta menzione di come si combatte. Non mi basta sapere "Dunamis va a combattere e torna vincitore". Voglio vedere il combattimento. Zaira fugge con la serva Eucide e lo schiavo Aimatos spalleggiato da un paio di disertori: Flogos e Alopex. I quattro fuggono e lungo la strada si fermano a rifocillarsi in una casa.. qui la una donna li accoglie e saputo che i 4 sono fuggiti da Dunamis si fa prendere dal terrore e decide di affibbiare al gruppetto sua figlia Schià. Tutto ciò per salvarla dall'ira di Dunamis... cosa a parer mio molto stiracchiata, ma va beh ora al gruppetto si aggiunge questa ragazzetta. Il gruppo prosegue in non si sa che modo, raramente vengono descritti i luoghi che attraversano, tutto è scevro di particolari e sappiamo solo che viaggiano. Arrivano alla Città Bianca, la città delle amazzoni. Qui gli uomini vengono rapiti per permettere alle Amazzoni di riprodursi O.o che destino terribile che attende questi uomini!!!! Ma potrebbe essere davvero terribile... peccato che non ne sapremo nulla, sappiamo solo che ne escono con qualche ferita! dubbia, molto dubbia questa cosa. Durante i vari soprusi che si pensa abbiano vissuto questi sfortunati uomini, le nostre donne decidono di diventare amazzoni. Ora... questo è il pezzo che più mi ha infastidito. Lasciamo le ragazze a fare un allenamento: una ragazzina degli anni ottanta fiondata nel 1200 ac, una serva e una contadina; e le ritroviamo Amazzoni. Che è successo? Che diamine è successo?? Ci viene detto solo che queste ragazze effettuano un allenamento, ma di che tipo? Cosa le porta a diventare così forti? Cosa porterà Zaira, una ragazza abituata alla comodità degli anni '80, a diventare un Arciere Bianco (seconda carica massima tra le Amazzoni, la prima è la regina)? Non lo sapremo MAI! Però fin dall'inizio capiamo che il destino di Zaira è di diventare qualcuno di importante e infatti diventa Arciere Bianco e promette di condurre alla corte della Regina delle Amazzoni il re Dunamis. Ovviamente è un inganno per poter liberare gli amici abusati dalle amazzoni e loro stesse. Il re dov'è stato tutto questo tempo? Alle porte della Città Bianca (le Amazzoni cercano di rapirlo da anni, ma adesso lui è lì e nessuna di loro lo prende O.o) ad aspettare che la sua amata si liberi. Lui sta un anno all'addiaccio... altra cosa dubbia, molto dubbia! Nel proseguo è pieno di cose dubbie. La facilità con cui il gruppo arriva sull'Olimpo è assurdo. L'altrettanta facilità con cui raggiungono Isos è ancora più dubbia... Ho trovo i personaggi piatti, i legami tra di loro non vengono adeguatamente esposti e mi sono trovata a leggere cose del tipo "l'amicizia che li legava era profonda" quando si conoscevano da 50 pagine e non viene mai fatto notare il fatto che il loro rapporto crescesse. Zaira dice di aver subito ferite, ma noi conosciamo solo quella infertagli da Dunamis. Altra cosa molto fastidiosa sono gli scambi di battute fra i due pseudo-innamorati. Il cattivissimo re continua a lanciare frecciatine a minacciare la 'straniera', ma raramente fa qualcosa di incisivo. L'introduzione del babbo di Ulisse è alquanto insulsa. Il tizio non fa praticamente nulla e quando si imbatte nel terribile re lo rimprovera come se fosse suo nipote e non un sovrano sanguinario, ma anche in questo caso Dunamis lascia correre.. la sua fama sta andando proprio in pezzi!!! Il gruppo continua nel viaggio con Zaira che continuamente si sente confusa, non capisce cosa prova per il re e ci credo.. si è innamorata in due pagine la poverina!!! Inoltre le accoppiate che si creano nel gruppo sono imbarazzanti. Sono tre uomini e tre donne inseguiti da un re perfido e omicida, che fuggono verso un futuro ignoto che cercano le porte dell'Olimpo per poter ricondurre una ragazza venuta dal futuroooo e pensano solo a farsi gli occhietti dolci. Eucide inveisce contro il re in maniera poco intelligente e fin dalla prima pagina si capisce che non è così che stanno le cose fra i due.
Sostanzialmente, dopo tutto questo papiro, posso dire che niente mi ha emozionato come avrebbe dovuto. Il loro amore è semplicemente confuso, turbolento e non cresce come dovrebbe. Le scene di sesso sono descritte come voli nel cielo e risultano quindi poco comprensibili. gli dei compaiono e scompaiono come lucciole e continuamente fanno un favore a uno e tolgono all'altro. Avrei preferito che l'errore di Cronos fosse ribadito più volte. La ragazza non parla mai del suo tempo, non si lamenta mai delle scomodità dell'antica Grecia!!! com'è possibile? una ragazzina di 16 anni fiondata nel 1200 ac che non si crolla davanti a nulla? No mi puzza troppo sta cosa.. Tutto troppo superficiale. L'unica cosa è l'originalità di introdurre gli dei che per altro sono marginali e come già detto compaiono a tratti.
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E' dall'inizio di marzo che l'avevo iniziato... sono stata tentata di abbandonarla più volte, ma mi sono incaponita e, alla fine, sono riuscita a concluderlo. L'autrice è uno dei nomi più attivi nel panorama letterario emergente italiano e, non ricordo dove l'ho letto quindi potrei anche essermelo inventato, credo che questo libro l'abbia scritto quando era ancora molto giovane e, se è vero, si sente benissimo. La cosa certa è che lo stile è ridondante, con l'utilizzo di parole desuete, spesso usate minimizzandone la complessità (come il verbo guatare che ha un significato abbastanza ricco "guardare a lungo, fissamente qualcuno mostrando stati d'animo quali interesse, stupore, invidia, disprezzo, paura spesso in modo bieco o minaccioso", ma qui tutti guatano... e basta...). Poi socchiudono gli sguardi e restano allampanati (?) guardando tristemente gente che abbandona il gruppo di protagonisti. Tutte cose che, se si conosce bene la lingua italiana, fanno storcere il naso e non danno la sensazione di profondità del linguaggio che forse si cercava di rendere. Non c'è una descrizione dei luoghi che attraversiamo, se non in modo sommario. I personaggi sono tutti stereotipati e degni del migliore mary-sue, senza nessun approfondimento né della loro personalità né dei rapporti che li legano, oltre alle poche cose che vengono ripetute più volte. Un cattivo cattivissimo e bellissimo, portatore di distruzione e morte. Viene ripetuto spesso che è crudele, ha ucciso e torturato... ma non ci viene mai raccontato cosa di veramente crudele abbia fatto. Sempre accenni e illazioni degni della peggiore campagna denigratoria. Ovviamente (ma è colpa di Eros) ama ricambiato la giovane protagonista che, come nei migliori manga/anime orientali, si ritrova catapultata nel passato in regolamentare divisa scolastica... che tiene addosso per tutto il tempo, sfruttandone la praticità e la capacità di mimetismo che sicuramente fornisce nella Grecia antica e che ci viene descritta come praticamente distrutta nel momento in cui torna nel futuro, ma mai prima. Gli altri personaggi sono altrettanto bidimensionali, tutti animati da sete di vendetta (per i più svariati motivi), ma che finiscono per viaggiare in compagnia del catticattivissimo solo per permettere alla nostra eroina di trovare il modo di tornare a casa. Ricco di colpi di scena e di pathos che, spesso, risultano imbarazzanti. Battaglie e scontri liquidati in due battute, tre ragazzine che diventano Amazzoni nel giro di... non si sa quanto tempo, permettendo alla protagonista di scalare i vertici della società Amazzone, senza che poi il dettaglio serva realmente a qualcosa. Pagine di "ti amo, ti uccido, ti odio, ti lascio, ti..." tra i due protagonisti che li rendono sempre meno credibili, scene di sesso (credo... le ho rilette più volte ma ho avuto problemi a capire cosa realmente si stesse cercando di descrivere) e segreti tirati per le lunghe per tutta la durata del libro, che vengono poi rivelati da una sorta di deus ex machina incarnato da una pricipessa così simile alla protagonista che sembra messa apposta per consolare il comprimario che (forse) la ama senza speranza. Ovviamente tutta colpa del Fato, o di un errore (quello di Cronos del titolo) che sembra essere l'occulto manovratore delle vite dei protagonisti e che viene citato più volte, ma che non viene mai spiegato. Non mancano le varie divinità greche che, nella caratterizzazione, sembrano tanto simili a quelle di "Scontro di Titani" prima versione. Ma, purtroppo e per quanto mi riguarda, non si salva neppure l'ambientazione grecizzante... anni passati a guardare Xena e Hercules rendono il tutto abbastanza normale. Soprattutto non c'è, a dispetto del titolo, nessun senso del tempo. Non si sa quanto tempo passa, fino al ritorno al futuro della protagonista quando scopriamo che è sparita nel nulla per tre anni. Peccato che, nel racconto, non ci sia nessun riferimento al tempo passato... potrebbero essere due settimane, un mese, tre o dieci anni... questo, probabilmente è l'errore mai descritto (se c'era, non l'ho notato o capito) di Cronos.
"Figlia del futuro, vittima del passato, a te ancora una volta rivolgo il mio messaggio." Così a metà circa della storia si rivolge il dio Ermes a Zaira, chiedendole poche righe dopo: "Vuoi dunque tornare nell'italica tua terra?" Ho riportato queste righe perché sintetizzano bene quello che accade nel romanzo di Barbara Risoli: Zaira la protagonista si ritrova, infatti, per un errore del dio del tempo, Cronos (come dice il titolo) dalla Roma degli anni '80 alla Grecia del 1200 a.C. (l'epoca della guerra di Troia) e precisamente nel regno di Dunamis, re di Astos, che ha un temperamento orgoglioso e testardo non certo facile da affrontare.... Barbara Risoli ha dunque mescolato in questo questo romanzo temi e spunti del fantasy, del travel time (viaggio a ritroso nel tempo) e della mitologia classica, creando un "frullato" originale e piacevole da leggere.
Questo romanzo non appartiene ai generi che prediligo, tuttavia mi è stato proposto in uno scambio ed essendo l'opera prima di una scrittrice italiana non ho potuto che cedere alla curiosità :-) Come detto è un'opera prima e ne mostra i limiti, soprattutto a mio modo di vedere nella caratterizzazione dei personaggi; eppure mi colpisce l'energia che l'autrice sa infondere alla storia, che scorre rapida e ricca di colpi di scena (l'ho letto in meno di 24 ore, nonostante non siano pochissime pagine). Mi sembra un buon punto di partenza e mi auguro di sentire ancora parlare di questa penna :-)