Nel secondo e ultimo volume dei suoi racconti horror (arricchito, come il primo, da frammenti, poesie e testi inediti), sono presenti tutti i motivi della narrativa howardiana: il folklore preistorico e gli eroi del passato come Kull e Bran Mak Morn, creature che abitano sotto le tombe e maledizioni indiane, spettri che combattono una guerra infinita dai tempi di Atlantide e stregoni moderni... Per non parlare delle mostruosità senza volto o dagli zoccoli smisurati riportate fra noi dalle formule di grimori favolosi come il Necronomicon e i Culti innominabili. Insieme a tutto questo, Robert E. Howard ci fa respirare il profumo del Texas, della Louisiana, del Sud ricco di tradizioni. Un mondo in cui era radicato corpo e anima e che ha esplorato tutta la vita come scrittore, fino a quando l'ultimo incubo non ha avuto ragione di lui.
Robert Ervin Howard was an American pulp writer of fantasy, horror, historical adventure, boxing, western, and detective fiction. Howard wrote "over three-hundred stories and seven-hundred poems of raw power and unbridled emotion" and is especially noted for his memorable depictions of "a sombre universe of swashbuckling adventure and darkling horror."
He is well known for having created—in the pages of the legendary Depression-era pulp magazine Weird Tales—the character Conan the Cimmerian, a.k.a. Conan the Barbarian, a literary icon whose pop-culture imprint can only be compared to such icons as Tarzan of the Apes, Count Dracula, Sherlock Holmes, and James Bond.
—Wikipedia
Librarian Note: There is more than one author in the Goodreads database with this name.
Alla fine ho preso anche il volume due ma mi tocca il Kindle essendo ormai passati sei anni. (Non sopporto le edizioni diverse ma non ho tempo di aspettare una ristampa. Non so nemmeno se esiste ancora Urania Horror).
Comunque deve essere l'anno di Dagon. Tralasciando Lovecraft, che devo ancora leggerlo, e tralasciando il Dagon di Fred Chappel, che è penoso, devo dire che gli inserimenti con Dagon qua e là non sono male. Dipenderà davvero dall'ambientazione. Tenete conto che sto dicendo questo senza aver letto l'originale e tenete conto che ho avuto una brutta esperienza con l'unico di Lovecraft che ho letto. Ma ci sono almeno tre libri di Lovecraft che intendo leggere. Il colore venuto dallo spazio, Dagon ovviamente perchè non solo vorrei sapere come Chappel ha tirato fuori quella schifezza ma vorrei sapere anche come Howard ha tirato fuori questa bellezza e uno su Cthulhu perchè il Kindle mi sta suggerendo Il ciclo di Cthulhu di Howard. Il re di Cthulhu è sicuramente Lovecraft anche se appare in altri autori come Howard appunto. Forse anche nel Dagon di Chappel ma chi si ricorda visto cosa penso del suo libro. Comunque Howard è fantastico. Sono felice di averlo aggiunto ai miei autori preferiti.
Conclusione finale: Approvo a pieni voti. In due libri solo due racconti, che è normale, non mi sono piaciuti. Uno nel primo (quello del pugile) e uno in questo (quello della gemma rossa).
Raccoglie diversi racconti, tra cui i capolavori "Vermi Della Terra" e "Colombi dall'Inferno" di tema weird e horror, più diverse poesie, alcune alquanto macabre, nonché frammenti di racconti, abbozzi di racconti del maestro texano. Una ottima lettura.
Qualche somaro benpensante e politicamente corretto potrebbe obiettare all'uso esagerato della parola "negro" e alla rappresentazione stereotipata dei discendenti degli schiavi nel sud degli USA. Che vada a ragliare da un'altra parte.
Poesie e un paio di racconti a parte, il resto è molto valido ma su tutti giganteggia "I colombi dell'inferno": il racconto più pauroso che abbia mai letto, bellissimo! Vale l'acquisto anche solo per quello.
Il razzismo e la misoginia di Howard vengono sommersi dalla sua bravura nel tessere trame avvincenti e dal suo stile vivido e crudo, capace di descrivere sequenze di terrificante e grottesca bellezza.