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Alice in Wonderland: Alice nel paese delle meraviglie

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A highly original Alice in Wonderland created through photography and design. A first attempt by this young Korean illustrator living in London.

53 pages, Paperback

Published June 1, 2003

5 people are currently reading
92 people want to read

About the author

Suzy Lee

37 books135 followers
Suzy Lee is an artist and illustrator, born in Seoul, Korea. She received her BFA in painting from Seoul National University and her MA in Book Arts from Camberwell College of Arts, London. Her books and paintings have won numerous international awards and have been featured in exhibitions worldwide.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Gianluca Sperduti.
60 reviews10 followers
October 28, 2019
Una delle cose più interessanti di Alice nel paese delle meraviglie è, secondo me, la rappresentazione del potere.
"Idiota!" disse la Regina, agitando il capo con impazienza; e rivolta ad Alice, proseguì: "Come ti chiami, bambina?"
"Mi chiamo Alice, con licenza di vostra Maestà" disse Alice molto garbatamente; ma aggiunse fra sé: "Non sono che un mazzo di carte. Non c'è da aver paura!".
"E questi chi sono?" disse la Regina, indicando i tre giardinieri bocconi intorno al rosaio; perché, capite, dato che erano distesi a faccia in giù, e che il disegno che avevano sulla schiena era lo stesso degli altri del mazzo, non poteva dire se si trattasse di giardinieri, di soldati, di cortigiani o di tre dei suoi figli. "Come faccio a spaerlo?" disse Alice, sorpresa lei stessa del suo coraggio. "Non sono affari miei." La Regina diventò paonazza dal furore, e dopo averla guatata per un momento come una bestia feroce, si mise a strillare: "Mozzatele il capo! Mozzatele..."
"Sciocchezze!" disse Alice, molto forte e decisa, e la Regina tacque. Il Re le posò la mano sul braccio e disse timidamente: "Rifletti, mia cara: è solo una bambina!".

La Regina di cuori è la rappresentazione della volontà di potere in quanto tale: può permettersi di trattare in modo abusivo chiunque all'interno del Paese delle meraviglie. Il suo ordine più comune è quello di decapitazione: se qualunque cosa le sembra anche minimamente fuori dal suo controllo, la Regina ne chiede la decapitazione. La cosa assurda, però, è che tanto il re (che appare debole, ma è infido, come vedremo a breve) tanto i sudditi la temono e le danno la massima legittimazione nonostante la follia dei suoi atti. In realtà, de facto, la Regina non ha alcun potere vero e proprio, perché i suoi sudditi sono stati costruiti e studiati da Carroll come dei completi inetti:
Per la Regina c'era un modo solo per risolvere ogni difficoltà, piccola o grande che fosse. "Mozzategli il capo!" disse senza nemmeno voltarsi. "Ci vado io stesso a chiamare il boia" disse con ansia il Re, e si allontanò in fretta.

Il gatto fa in fretta a sparire, e la regina è burlata di nuovo nella sua volontà più sanguinaria. I suoi Fanti di fiori sono così presi dall'ansia di soddisfarla, che non vi riescono mai, anche perché i suoi ordini sono moltissimi e ad ampia velocità. Tuttavia, su una frase vorrei soffermarmi: Per la Regina c'era un modo solo per risolvere ogni difficoltà, piccola o grande che fosse. disse senza nemmeno voltarsi. E bene, quante persone, ancora oggi, credono che "mozzare il capo" a qualsiasi cosa sia la soluzione migliore? Quante vogliono al potere l'uomo forte, quello che fa e non pensa? E' questo che rappresenta la Regina: essa vuole soluzioni semplici per tutte le soluzioni più complesse e nessuno, neppure una bambina, deve mettere in dubbio la sua legittimità. C'è forse il sospetto che un omicidio sia avvenuto? Tagliategli la testa! Non mi piace la politica che propone? Tagliategli la testa! E' drogato? Tagliategli la testa. C'è da dire che, insomma, in fondo in fondo, il modo di comunicare della Regina di cuori non è poi dissimile da quello di Salvini o Adriano Celentano.
A che servono i processi, per la regina? Nessuno le si ribella, tranne una bambina coraggiosa. Che sa che quel mondo è un suo sogno, è nel suo potere: perché è giovane e i costrutti sociali non le interessano. E' questa forse la più grande lezione di Carroll? Leggere Alice può ricordarci: i giovani si prenderanno gioco delle nostre insensatezze.
Come nei peggiori campi di sterminio, la Regina fa giocare i propri servi a un gioco assurdo, insensato, inutile. Perché il potere non deve aver senso, è una struttura vuota, deve imporsi sugli altri in quanto tale, alienarli da qualsiasi volontà di libertà. E se qualcuno non sa giocare il gioco insensato del potere, beh, allora viene decapitato. E anche qui: quante delle burocrazie dei nostri stati moderni non funzionano altro che così? Quante volte un professore ci ha chiesto di fare qualcosa tanto per il gusto di farlo, anche qualcosa di insensato? Quante volte il potere, anche nei minimi dettagli, si afferma con richieste insensate? Nel capitolo finale, poi, c'è quello che oggi chiameremmo un processo-farsa: un processo in cui si deve per forza trovare non solo un colpevole, quanto un vero e proprio reato. Perché la giuria, gli animaletti che la compongono, hanno bisogno costante di un colpevole, di qualcuno da incolpare, da giudicare: è uno dei modi in cui il potere si imprime nella società e viene accettato. Il potere di dare a persone qualunque la facoltà di giudicare, da una televisione qualsiasi, un giornale o una giuria poco importa, se c'è un reato e se chi lo compie è colpevole o meno. Una lucertola a testa in giù si sente improvvisamente utile e importante, dall'animaletto di poco conto che è, quando può scrivere alla lettera tutto quello che dice Alice. E il Re, in questo senso, diventa colui che struttura questo sistema perverso di negazione liberale, non tanto la regina che sbraita. Lei serve a creare timore, sì, ma è il Re che si interessa a far funzionare il folle meccanismo dietro al governo del Paese.
Un Paese delle Meraviglie che ci svela delle strutture di miseria umana, per quanto popolato da Aragoste danzanti, Gatti parlanti del Chesire e Finte Tartarughe.
Profile Image for Alessandro Gianesini.
Author 3 books9 followers
September 7, 2021
La storia non mi è certo nuova, vista in varie salse (specie animazioni) e condimenti (adattamenti e rivisitazioni), però non avevo mai letto il testo in sé.
Certo, sicuramente mi sono perso parecchie cose che l'originale nascondeva nei suoi giochi di parole, ma mi è spiaciuto parecchio arrivare alla fine.
E poi, secondo me, questa narrazione onirica, che pare appunto campata per aria come qualcosa di meravigliosamente fuori dal mondo, ha tanto da insegnare. E il finale, in un certo senso, lo rivela.
Profile Image for Il salotto del gatto libraio Graziano.
562 reviews45 followers
February 28, 2019
Recensione completa sul Blog Il salotto del gatto libraio ->
https://ilsalottodelgattolibraio.blog...

Non ci crederete ma ho letto retelling, graphic novel, adattamenti, visto serie tv, film, cartoni ma... alla veneranda età di trentasei anni, ancora non mi ero mai prestata a leggere l'opera originale di Lewis Carroll.
Quindi un po' spinta dagli obiettivi che mi sono posta nella mia personale Reading Challenge, che prevedeva appunto la lettura di cinque classici, un po' per l'improvvisa voglia scaturitami dopo la lettura del libro della Albert, Oltre il bosco, ieri ho iniziato e finito Alice nel paese delle meraviglie e oggi sono qui pronta a parlarvi di questo libro.

Alice è una bambina libera e spensierata di sette anni che, come tutti i bambini della sua età, ha una fervida immaginazione, ama ascoltare storie ma è anche un tipetto che si annoia molto facilmente. Sarà proprio questo infatti, insieme alla curiosità, a spingerla ad inseguire un coniglio parlante dentro la sua tana, facendola così precipitare per un lunghissimo buco...si si lunghissimo, pensate che troverà anche il tempo di scacciare un pisolino.
Alla fine della corsa, Alice si ritroverà nel paese delle meraviglie, un mondo magico, stravagante, in cui ogni oggetto prende vita, popolato da strani animali e da carte da gioco animate.

Attraverso gli occhi di questa dolce bambina a volte un po' impertinente e altre un po' svampita, incontreremo il Coniglio Bianco, il Brucaliffo, la Lepre Marzolina, il Cappellaio Matto, il sonnolento Ghiro, il Gatto del Cheshire, la Regina di Cuori e tantissime altre creature di questo meraviglioso mondo.


Ovviamente ricordandomi il cartone della Disney ogni personaggio era già ben delineato nella mia mente ma rileggerne gli incontri e le chiaccherate grazie ad Alice, è stato proprio un tuffo nel passato.
Nato infatti come un libro per bambini, Alice nel paese delle meraviglie, è riuscito a strappare un sorriso sia a grandi che piccini e nonostante sia un classico ormai datato, risulta ancora un testo molto attuale.
Lewis Carrol ha dato vita ad una storia affascinante, superlativa e fantastica in cui le invenzioni linguistiche, le situazioni assurde, i giochi di logica e parole, stimolano il lettore a guardare la realtà da più punti di vista inusuali.

Non credere mai d'essere diversa da quella che appari agli altri di esser o d'esser stata, o che tu possa essere, e l'essere non è altro che l'essere di quell'essere ch'è l'essere dell'essere, e non diversamente.


Il Paese delle Meraviglie nonostante sia un posto magico e bizzarro, non è niente poco di meno che la metafora del mondo reale, quello degli adulti... un mondo confusionario, la lepre Marzolina, un mondo frenetico, il coniglio bianco, l'importanza del tempo, il Cappellaio Matto o semplicemente un mondo pieno di rabbia, la Regina di Cuori... un mondo in cui un'innocente bambina, Alice, si appresta a vivere.

"È impossibile" Alice "Solo se pensi che lo sia" Cappellaio matto


Così seguendo Alice in questa stramba avventura, in un mondo dove tutto è "all'incontrario" e in cui più volte, è stata costretta a modificare il suo corpo per proseguire, arriveremo alla conclusione che non sempre bisogna trovare un motivo o un significato se non c'è.
32 reviews1 follower
December 23, 2020
Da molti anni ne rimandavo la lettura.
Semplicemente...non mi sentivo attratto o ispirato.

Non mi è piaciuta né la storia né il modo di raccontare.

Probabilmente esistono nell'originale in lingua inglese giochi di parole che è impossibile esprimere in italiano.

Il mio istinto non mi aveva indotto in errore: uno dei pochi libri ai quali attribuirei a malapena una stella.
Due perché non sono il lupo cattivo delle favole.
Profile Image for Silvia Girotto.
38 reviews5 followers
September 18, 2016
Before I read it, I thought it was another boring classic that I wouldn't like. but it is a wonderful story about the beauty of thinking that everything is possible if you want. it's easy to read and there are no borng descriptions or conversations difficult to understand
Profile Image for VAle.
427 reviews15 followers
December 10, 2012
preso in biblioteca...

...e ho fatto fatica a riportarlo: tavole splendide, non mi sarei mai stancata di sfogliarlo!
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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