Dopo la visita al memoriale delle vittime del Vajont, Emanuela Da Ros non è più riuscita a togliersi dalla mente quel quaderno di scuola estratto dal fango, il quaderno di Marinella. E ha sentito la necessità di far rivivere quella bambina e i suoi sogni, perché i bambini di oggi sappiano che cos'è successo allora e non si ripetano gli errori del passato. Età di lettura: da 10 anni.
Emanuela Da Ros (Vittorio Veneto, 1959) è una giornalista, docente e scrittrice italiana. Il suo esordio nel mondo della letteratura per ragazzi avviene nel 2000 quando vince il premio Pippi Calzelunghe alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. L’anno successivo Feltrinelli pubblica Il giornalino Larry (tradotto in Germania da Dressler Verlag), nel 2007 Io voglio e, nel 2015, La storia di Marinella. Una bambina del Vajont. Nel 2012 è uscito per Gribaudo Io faccio quello che voglio!
Emanuela Da Ros è attualmente la direttrice del giornale “Quindicinale” e del quotidiano online oggitreviso.it.
Un libro commovente, fresco, allegro e solare... che racconta con delicatezza e dolcezza una delle più grandi tragedie di sempre e lo fa attraverso la storia di Marinella, e la sua vitalità. Forse, proprio per questo, alla fine (anche se sai già come finisce, lo sanno tutti), è impossibile restare distaccati. Il cuore piange un po' e si chiede perché, alla fine, è sempre l'uomo a distruggere l'uomo. Una lettura assolutamente consigliata, per grandi e più giovani. Un modo per non dimenticare Marinella e le 1910 vittime della tragedia del Vajont
Un racconto dal finale già scritto ma che, ciononostante, ti tiene incollato alle sue pagine con la vana speranza che qualcuno dei personaggi di cui stai leggendo si possa in qualche modo salvare. Le storie sul Vajont sono così, ti entrano dentro e non ti lasciano più, anche a 60 anni di distanza. Questo è un libro scritto per ragazzi ma, in fondo, si rivolge a tutti, perché le delicate leggi della natura non escludono età.
Storiella semplice e forse banale, per ragazzini sui 10-11 anni. Sicuramente questo l'intento della scrittrice, mostrare la banalità di una giornata qualsiasi, di una bambina qualsiasi, di una famiglia qualsiasi. Che finisce in una nota tragedia, ben analizzata ma allo stesso tempo angosciante e paralizzante.