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Le interviste impossibili

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Da un luogo che somiglia a un Averno beckettiano, a un «inferno tiepido» sospeso fra la vita e la morte, un intervistatore timido, testardo e colpevolmente curioso ci invia dodici colloqui impossibili con altrettanti illustri defunti. Ciascuno di loro, quasi fosse il protagonista di un’anomala, laboriosa seduta psicoanalitica, confida tutte le proprie paure, ossessioni, frustrazioni, manie: conosciamo così il segreto dell’infanzia di Tutankhamon, colpito dal «trauma della regalità» e coperto di «vesti luminose e inadatte al corpo»; la fosca paranoia e la malinconia di un Casanova in fuga da spie, sicari, servette innamorate; la condizione di insostenibile cattività della celeberrima medium Eusapia Paladino – «lei non sa che situazione imbarazzante sia per una medium essere morta»; il delirio di Nostradamus, per il quale «stare sempre nel futuro è oneroso» e l’unica paradossale salvezza è «la luce della fine del mondo», rivelata per squarci e spiragli nelle sue strofe sconnesse, oscure e baluginanti. Ma nel discreto e cocciuto intervistatore si nasconde anche un critico, che riesce a penetrare i segreti delle opere di alcuni degli intervistati: a Dickens strappa decisive dichiarazioni sulla Bottega dell’antiquario, Dombey, David Copperfield e sui nessi profondi tra melodramma, umorismo e tragedia; a Marco Polo la confessione che il Milione è un’invenzione più e prima che una scoperta di mondi; a De Amicis l’ammissione che Franti – «serpente dell’Eden», «coscienza del male e del bene» – lo ha liberato dalla schiavitù di un «sogno nevrotico e morbido». Mai come in questo libro l’arte di Manganelli – per applicare ad essa ciò che lo scrittore dice nell’intervista a Fregoli – ha palesato la propria «mostruosa vocazione mimetica»; ove, beninteso, la si intenda come una «qualità sinistra», tesa ad aumentare l’angosciosità delle interrogazioni sulla nostra vera identità. Le interviste impossibili furono pubblicate all’interno del volume A e B (1975).

140 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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240 people want to read

About the author

Giorgio Manganelli

149 books89 followers
Giorgio Manganelli was an Italian journalist, avant-garde writer, translator and literary critic. A native of Milan, he was one of the leaders of the avant-garde literary movement in Italy in the 1960s, Gruppo 63. He was a baroque and expressionist writer. Manganelli translated Edgar Allan Poe's complete stories and authors like T. S. Eliot, Henry James, Eric Ambler, O. Henry, Ezra Pound, Robert Louis Stevenson, Byron's Manfred and others into Italian. He published an experimental work of fiction, Hilarotragoedia, in 1964, at the time he was a member of the avant-garde Gruppo 63.

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for keikohuchica.
88 reviews26 followers
October 28, 2023
Leggere Manganelli è come sempre una palestra per il cervello. Libro corto ma denso dove l’autore immagina di intervistare e discorrere con personaggi famosi ormai defunti . Sostanzialmente vi è un difetto di fondo : si avverte che è lo stesso autore che interpreta tutte le parti avendo più o meno lo stesso registro linguistico per tutti. Ciò che affascina invece sono le disquisizioni sulla vita , gli intenti , i pensieri e soprattutto la morte che è il filo costante dei ragionamenti che i personaggi affrontano. Ne viene fuori un quadro molto tenero e umano, intimo come se si assistesse a una seduta psicoanalitica
Profile Image for GaiaP.
34 reviews23 followers
January 12, 2016

…impossibili? Sì, impossibili, decisamente! E per tre diversi motivi: in primo luogo perché gli intervistati sono tutti invariabilmente morti e sepolti da quel bel pezzo; poi perché, a parte la condizione stessa di defunti, non c’è nulla che li accomuni: Fedro, Casanova, Tutankhamon, De Amicis, Re Desiderio e Gaudì – si potevano scegliere vite e voci più dissimili l’una dall’altra? In quale luogo potrebbero mai coesistere? Infine, perché quest’opera di Manganelli, letta oggi, nell’anno di grazia 2015 (quasi 2016), non può che risultare inconcepibile.

Riguardo al secondo punto, a dire il vero nel testo c’è un tema unificante, un filo conduttore, e non è neppure troppo nascosto, per cui lo si può rivelare senza il timore di rovinare nulla – tanto il ‘succo’ del libro è lì e non è lì: è nella bellezza di ogni singola frase, è nella sapiente costruzione di questi dialoghi assurdi, è nell’ironia e forse ancor più nella sterminata cultura che l’autore mette a nostra disposizione, senza ostentarla e senza mai calarla dall’alto...
Il tema unificante, dicevo, per certi versi assomiglia ad una delle classiche domande-trabocchetto che gli psicanalisti rivolgono ai loro pazienti, per capire se questi ultimi siano normali (ossia normalmente nevrotici), borderline o psicotici: “immagina di essere nel deserto, stai morendo di sete e non hai nessuna possibilità di cavartela; in quegli ultimi dieci minuti della tua vita, vorresti che ti baluginasse davanti un bellissimo e consolatorio miraggio, un’oasi ove acqua e cibo stanno per esserti offerti in gran copia, oppure preferiresti morire disperato, senza vedere altro che le dune di sabbia, ma stringendo in mano la verità?”
Manganelli non risponde per via diretta (pur avendo scritto un saggio che reca l’eloquente titolo “Letteratura come menzogna”, ma non l’ho letto e perciò non mi pronuncio in merito), bensì per via obliqua, prendendo a prestito la voce dei suoi morti illustri. I quali ammettono la propria natura fantasmatica – anche se non tutti la accettano di buon grado – e sanno di non essere altro che “illusioni, chimere, fiabe, fole, cavatine” … – del resto, come sosteneva il sofista Gorgia, l’artificio letterario è quella bugia a cui credono soltanto i più saggi, mentre gli stolti diffidano…

Personalmente, voto per il partito delle dune nude e crude (e non è detto che sia un segno di salute), ma ciò non toglie che questo libro sia per me un assoluto capolavoro, una bellissima scoperta, un’opera di genio nella sua sublime impossibilità. E venendo al terzo punto, questo è oggi un libro ‘impossibile’ se pensiamo al contesto delle Interviste Impossibili, che inizialmente nacquero come programma radiofonico lanciato dalla Rai e affidato alla penna ed all’inventività di Giorgio Manganelli, sì, ma anche di Alberto Arbasino, Italo Calvino, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Guido Ceronetti, nonché alla voce di grandi attori come Carmelo Bene, Paolo Poli, Laura Betti… è difficile – se non impossibile, appunto – immaginare oggi un programma di “cultura di massa”, che passi cioè per la radio o la tv, capace di mettere insieme così tante menti creative. Correvano gli anni ’73-’75 – e non lo dico per rimpianto (io allora ero appena nata), né per dare la stura ai più triti luoghi comuni (“ah, signori miei, si stava meglio quando si stava peggio!”…), però la scheggia di storia italiana che questo libro incarna dà da pensare.
Qui la scaletta di tutte le puntate del programma radiofonico:
https://it.wikipedia.org/wiki/Le_inte...

Quanto al libro, mi pare l’ennesimo classico sconosciuto (o poco frequentato) della nostra letteratura, non per mancanza di lettori potenziali, ma sempre grazie alle magnifiche politiche culturali del nostro paese…
Consigliatissimo. Assolutamente.
Profile Image for Elisa Lipari.
24 reviews151 followers
September 8, 2023
Interviste verosimili tra scrittori e personaggi del passato. Un filo conduttore è sicuramente la santificazione da una parte e il ridimensionamento dall'altra parte. I grandi personaggi liquidano e tagliano corto gli elogi, ci fanno scoprire il rovescio della medaglia della gloria. Alcune interviste letteralmente commoventi, come quella di Calvino a Montezuma.
Profile Image for trovateOrtensia .
240 reviews269 followers
July 22, 2013
"... passa il grande smoccolatore e, appunto, pfut."

Il trionfo dell'intelligenza, dell'ironia, della visionarietà e della lingua italiana caratterizzano questo "viaggio singolare" nelle regioni d'oltretomba, in cui un Io manganelliano fragile, incerto e un po' impacciato va intervistando celebri fantasmi del passato.
Ho scoperto tardivamente Manganelli: per espiare una tale, non veniale colpa, addì 22 luglio 2013, h. 13.45, alla temperatura esterna di 32° centigradi, tasso di umidità non pervenuto ma notevolissimo, corro subito a comprarmi l'opera omnia.
Prima, però, trascrivo un brano di questi inauditi dialoghi, tratto dall'intervista a Tutankhamon.
(L'intervista a Gaudì dovrebbe essere qui riportata per intero, cosa che forse farò in seguito, a ulteriore espiazione).

"A La sua tomba è la meraviglia dell'Egitto.
B E' tutto quello che sa dire? Il successore di Ekhnaton, in un museo, e le sue bare, i sarcofagi, i giocattoli - tutto è una meraviglia del passato? Quando alla sera si chiude quel museo, sapete per certo che cosa accade in quelle vetrine immobili? oh, niente di romanzesco. Ma mettiamo che un poco di energia ancora sussista negli smagriti corpi, nel mio. Questo corpo, questi oggetti che ora portate in giro per il mondo, nelle vostre città senza sole. Non credete che io, Tutankhamon, sia soltanto un rifiuto, un cadavere prosciugato del regno di Egitto? Non pensate che queste mie labbra infantili e grinzose, senz'acqua da millenni, potrebbero muoversi, oh lievemente, per chiamare, dietro a tutte le nebbie, i miasmi di cui vivete, quel cadavere immortale, tondo nel cielo? Sono morto a diciott'anni: forse non ho consumato la mia voglia di giocare."
13 reviews
August 9, 2024
⭐️⭐️e mezzo. Il concetto del libro è molto interessante e promettente. Sono interviste a personaggi storici in un qualche non luogo non specificato. Nella pratica i personaggi sono usati poi come spunto per una discussione filosofica collegata a determinati aspetti della loro vita.
È sicuramente interessante, forse non era il momento giusto per leggerlo.
Profile Image for Guido.
130 reviews64 followers
May 2, 2021
Le interviste pubblicate in questo volumetto sono impossibili per due ragioni: la prima è l'ovvia irreperibilità dei celebri defunti braccati dall'autore, che giustifica il titolo della raccolta; la seconda riguarda l'evidente falsità del testo: i dialoghi non sono altro che deboli pretesti per altrettante esibizioni di una prosa raffinatissima; intervistati e intervistatore parlano con un'unica voce, quella dello scrittore Manganelli, e anche Tutankhamon, Harun al-Rashid, Fedro e Casanova appartengono in modo inequivocabile al ventesimo secolo. Probabilmente un prosatore meno funambolico ma più abile nell'arte della sofisticazione sarebbe stato in grado di offrire al lettore quella polifonia e quella teatralità che il titolo e le premesse richiederebbero: ma per chi accetta di essere complice del falso, godendo come ricompensa di una scrittura ironica, colta e capace di rara sensibilità, leggere questo libro sarà un vero piacere.

Il tema è vagamente ripetitivo: i defunti intervistati sembrano condividere lo stesso rapporto con la morte, con la loro condizione, e averla percepita e attesa secondo un identico presagio anche da vivi: li si direbbe bugiardi e complici, come criminali sottoposti a interrogatorio che, rispettosi dei patti, raccontino tutti la stessa storia secondo lo stesso schema, rivelatore dell'inganno.

L'effetto finale però, almeno per quanto mi riguarda, trascende queste considerazioni: questo libro sembra riportare agli occhi una certa nebbia televisiva che non ci è più concesso di vedere, accompagnata dal suo fastidioso fruscio; sa di giornate che si concludevano presto, la sera, con le incisioni dei mesi di Mitelli e l'Almanacco del giorno dopo prima del telegiornale - un certo spirito barocco, coerente con la ripetitività e l'umorismo di queste interviste. Fu scritto per persone che sapevano affidarsi a una curiosità entusiasta e divertita e alla calma dell'invenzione, che spero tanto esistano ancora.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 1, 2017
"Futuro, presente, passato sono tre modi di vedere, di classificare, di abitare le macerie. Io mi sono occupato di macerie nella loro forma più pura, ancora disabitate, puri progetti di sventure o di orrore, stesi sulla pianura immobile dell'infinito domani." (Nostradamus, p. 105)

"Intendo dire che tutto è di carne, nient'altro, e che ha la furbizia, la malizia, il tedio di sé, la malattia intrinseca, la voglia di non essere, la brama di assenza, la corruzione, la smania di sognare, infine la speranza di disincarnarsi che è di tutta la carne." (Gaudì, p. 134)

https://www.youtube.com/watch?v=3OY4j...
Profile Image for Giorgia Gallucci.
15 reviews
January 24, 2023
Manganelli per me è lo scrittore preferito del mio amico Edoardo, in questa accezione quasi adolescenziale che me lo rende caro anche senza conoscere bene la sua produzione. In passato ho iniziato, e mai finito, Centurie. Domenica per fortuna ho comprato queste Interviste impossibili e mi hanno accompagnato per due giorni. Tanto è bastato a farmi innamorare dell’ironia intelligente che anima le pagine, della costruzione mentale che c’è dietro l’opera. Tra i dialoghi più belli quello con Marco Polo e Nostradamus, quasi commoventi. Commovente anche l’immagine della Sagrada Familia evocata da Dalí. Una meravigliosa presa in giro, invece, quella a De Amicis. Oltre al tema costante della morte e dell’identità, interessante è l’insistita presenza dell’infanzia e il motivo ripetuto delle inconsistenti maschere terrene. Bella la lingua, bello lo stile. Bello.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
848 reviews114 followers
August 6, 2017
Morti o vivi?

in questo libro Manganelli raccoglie 12 delle interviste a personaggi storici realizzate per Radio Rai negli anni '70 (quando la RAI faceva cose di livello, basti dire che molti degli "intervistati" sono interpretati da Carmelo Bene) - alcune sono più riuscite (come quella a De Amicis, Dickens, Eusapia Palladino), altre a volte si ingarbugliano in un intreccio filosofico-esistenzialista difficile da dipanare, ma tutte sono piccoli esempi di una grande mente e una grande cultura a disposizione di uno spettacolo radiofonico con le sue ferree leggi (di tempo, di stile, di ritmo…). Alla fine resta una riflessione mai banale sul sé, sull'identità - molti dei personaggi storici sembrano aver perso la piena coscienza di sé stessi e finiscono per dissolversi o svanire nell'esistenza dell'intervistatore stesso, al punto che viene il dubbio che l'intervista sia un realtà un auto-intervista dell'uomo contemporaneo che riflette sulla proprio concetto di sè.
Profile Image for Enrico Borsari.
12 reviews5 followers
April 3, 2023
Esseri che profetizzano il passato e riportano alla memoria il futuro. Personaggi sacrificati sull’altare della meraviglia.
Spiriti raminghi che vagano sulle macerie che portano dentro.

Ogni intervista è un buco nero che, invece di collassare, rigurgita stelle e galassie.

Perché infondo, a esser morti, un po’ ci si annoia.

66 reviews
May 26, 2024
Probabilmente Manganelli è il prosatore più raffinato del novecento e le sue acrobazie verbali contengono non una sola verità, ma diverse, e si trovano alle fini dei labirinti che creano.

Questo libro è un crescendo, che inizia in modo secondo me poco convincente, per diventare via via sempre più affascinante, in una sorta di carnevale funebre.
Profile Image for Mara.
9 reviews
September 1, 2024
"Si piange molto, vero, in quel libro? E dunque sarà un libro falso? Sì, è falso perché solo un libro falso fa piangere come accade nella verità della vita. Non fosse per i libri, dovremmo accontentarci delle lacrime infantili. Ma chi può restituire la liberazione di quelle lacrime se non la guitteria isterica di un saltimbanco scrittore?"
(Intervista impossibile a Edmondo De Amicis)
Profile Image for Andrea.
1,138 reviews55 followers
March 28, 2021
Sottili e ottimamente scritte, ma salvo alcune (De Amicis su tutte) un po' noiose.
Profile Image for Spiral.
28 reviews17 followers
October 24, 2015
Not much to say, really. Η Κεντουρία του ίδιου συγγραφέα είναι από τα πιο αγαπημένα μου βιβλία έβερ, όμως εδώ κουράστηκα. Το εύρυμα των συνεντεύξεων με μακαρίτες είναι χιλιοφορεμένο, οι μισοί από αυτούς είναι λόκαλ προσωπικότητες της Ιταλίας, οπότε ελάχιστα ενδιαφέρουσες για εμάς τους υπόλοιπους, η μετάφραση μάλλον μέτρια. Oh well.
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