Questo libro è la meraviglia, pura meraviglia. Una perla (o una rosa) tutta italiana, che secondo me può competere a testa alta con i big americani. Già partendo dal titolo, possiamo notare qualcosa di familiare, l'ombra del re-telling: quando leggo "Beauty and the Cyborg" sento già la voce ancestrale di Celine Dion propagarsi per un enorme, dorata e brillante sala da ballo, proveniente da una teiera di porcellana parlante accompagnata da tante tazzine su un carrello d'argento. Ma questo libro non è la semplice rilettura di "La Bella e la Bestia", è qualcosa di più. Molto di più. E' la fiaba che si fonde al distopico, una ricetta del tutto nuova e dal risultato esplosivo, un colpo basso di feels. In questo libro troviamo gli elementi più importanti della famosa fiaba romantica (tanto per citarne una senza fare spoiler, l'Ala Ovest del castello) ma questi elementi sono rivisitati in una chiave del tutto originale. E in questo libro l'originalità abbonda, si nasconde anche nell'ovvietà e nella familiarità di quello che i nostri occhi incontrano scorrendo come acqua sulle pagine, una dopo l'altra. Miriam ha trovato l'accortezza di trovare un diamante grezzo che possediamo tutti, di cui tutti i giorni ne facciamo uso e che oramai consideriamo quasi una parte indispensabile del nostro organismo, ma che i nostri occhi bypassano ogni giorno, come se non esistesse: l'elettricità nel mondo di Bellatrice vale anche più dell'oro, e può compiere cose prodigiose. In questo libro, tessuto nei minimi particolari con la maestria di un sarto degno di tal nome, non manca nulla: complotti, angoscia, sofferenza, brevi momenti di felicità, azione, colpi di scena a non finire, romanticismo, e la lista è ancora lunga. Questo libro ti entra nel cuore come una freccia e lo smembra come la lama di un pugnale, sanguinando una miriade di sentimenti. Lo stile di scrittura è squisitamente poetico, e le frasi che mi sono entrate nel cuore sono molte, tante, pregne di sentimenti e saggezza, e meritano di essere gustate pagina per pagina. I personaggi sono costruiti a meraviglia, ognuno è una stella a sè, ed è stato bellissimo vederli prendere vita e vivere sotto l'inchiostro. La complessa, volubile personalità di Alec è degna di nota, e penso che sia fantastico che esista uno spin-off su di lui, perchè la sua complessità merita di essere studiata, compresa, perchè è come uno stupendo enigma. Bellatrice, "donna guerriera" come suggerisce il come, non è da meno: la sua umanità, la sua bellezza, la sua forza d'animo la rende una vera eroina, è l'esatta incarnazione di una splendida rosa rossa, fragile, intensa e piena di spine. Il mondo di Bellatrice, il mondo dopo il Blackout, non è da meno, e Miriam è stata capace di regalarci paesaggi talmente maestosi da spezzarci il fiato, così come questa storia ci ha spezzato il cuore, abbagliandoci con la sua bellezza. Se queste mie parole non vi hanno ancora convinto nel tuffarvi in questo lago di meraviglie, allora dovrete considerare l'importanza che i libri, la lettura, la scrittura, la conoscenza hanno in questa storia. Qui leggere e scrivere è proibito per ordine dei potenti, ibernando cervelli e l'umano intelletto nel gelo dell'ignoranza, paralizzando ogni forma di progresso, di identità e rivoluzione. E il messaggio insito mi è arrivato forte come una sferzata di vento gelido, rendendomi conto della sua importanza e facendo riflettere a fondo. Avrei ancora tanto da dire, da parlare di questo libro, ma le parole non sembrano abbastanza, non sembrano rendergli la giusta gloria. Ma forse è meglio così, perchè certe meraviglie si scoprono solo con i propri occhi, leggendo con il cuore.