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La vida cotidiana de los vikingos

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Régos Boyer traza en este libro un admirable retrato de la civilización vikinga. Lejos de la imagen brutal y predadora que fuentes poco fidedignas nos han transmitido, los vikingos trajeron consigo una cultura y una civilización que resiste sin dificultad la comparación con otras más grandes y mejor conocidas. Más allá de falsas leyendas que lo presentan como un simple guerrero cruel y semisalvaje, el vikingo aparece como un ser equilibrado y portador de grandes valores, que ha dejado huellas perdurables en nuestra civilización.

280 pages, Hardcover

First published January 1, 1992

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Régis Boyer

137 books9 followers

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1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
395 reviews23 followers
June 10, 2020
Un saggio molto interessante che parte da concetti storici essenziali e da un interessantissimo studio linguistico e delle fonti (mi ha fatto ancora più venire voglia di leggere le saghe norrene) per mostrarci come un vichingo e una vichinga avrebbero passato la loro vita in terra e in mare. Ho apprezza moltissimo le disquisizioni sulla terminologia e l'etimologia. Ho scoperto falsi miti, impressioni che riceviamo soprattutto da lavori cinematografici ma in realtà poco accurate storicamente. Il testo è estremamente essenziale, dà delle coordinate base per orientarsi sull'argomento e la bibliografia ha testi interessanti per successivamente approfondire
Profile Image for Devero.
5,025 reviews
March 6, 2021
Ho riletto questo buon saggio perché in Vinland Saga di Makoto Yukimura la ricostruzione dello stile di vita dei norreni verso l'anno 1000 è notevole, e lo ho riconosciuto subito come accurato ed esatto.
Poi mi son chiesto: quanto esatto?
Quindi una rilettura s'imponeva.
Beh, la lettura è stata veloce come la prima volta, ed è utile sebbene a volte non tutto venga detto, ma è perché molte cose erano date per scontate all'epoca. Inoltre qui si tratta della vita quotidiana, non dell'arte della razzia e del saccheggio.
4 Stelle meritate.
Profile Image for sRaccoon.
3 reviews1 follower
February 10, 2023
Il lavoro di Régis Boyer in questo libro non è tanto raccontare le classiche storie eroiche sui vichinghi ma bensì smantellare l’immagine del vichingo sanguinario e barbaro propinata fin troppo spesso da narrazioni cristianizzate e clamore hollywoodiano.
Ho apprezzato molto come in questa sua analisi, dove l’autore ci mette in guardia da subito sull’incertezza e la scarsità di fonti che ci aiutano a creare il dipinto di un mondo vichingo pre-cristianizzato, non sia mai caduto nell’eccesso di voler difendere a tutti i costi una popolazione che presentava i suoi limiti culturali e intellettuali dell’epoca.
Quello che ho apprezzato meno è stata spesso l’eccessiva divagazione che non poche volte porta l’autore a spostarsi dal focus principale dei capitoli. Alcune volte ha creato confusione nel mantenere saldo il filo della ricostruzione narrativa, ma ciò non gli ha però impedito di mantenersi su una lettura scorrevole e adatta anche a chi non ha grandi studi di filologia nordica e culture scandinave alle spalle.
Profile Image for Giuls.
528 reviews106 followers
March 23, 2019
3.5 🌟

Molto interessante! Ormai sono in fissa con i vichinghi quindi qualunque cosa parli di loro tendo a leggerla 🙈. Devo dire che mi ha fatto scoprire degli aspetti della loro cultura che non conoscevo, ma della spiegazione linguistica/filologica avrei fatto volentieri a meno 🤣🤣🤣 dio che brutti ricordi quegli esami! 😱
Profile Image for Ana Díaz.
125 reviews
July 1, 2016
La ironía de que el pobre Régis se haya pasado todo el libro desmintiendo mitos sobre los vikingos, entre ellos el del casco con cuernos, y que la ilustración de la portada muestre, oh, sorpresa, un vikingo con un casco con cuernos.

Profile Image for Gabriele Della Torre.
729 reviews11 followers
April 15, 2020
Il libro cerca di trasmettere una visione in tutti gli ambiti del popolo del nord.
Sono presenti anche dettagli molto interessanti.
Ho trovato la lettura a tratti fastidiosa per i continui rimandi ad argomenti che saranno trattati successivamente nell'opera.
Profile Image for Victorianly.
38 reviews8 followers
January 11, 2018
Ho letto questo libro per l'università e mi ha catturata subito. Lo iniziai di notte, prima di andare a dormire, convinta che mi avrebbe aiutata ad addormentarmi e invece ha avuto l'effetto opposto: sono rimasta a leggere e sottolineare le prime 100 pagine fino a notte fonda. L'autore è un esperto e spesso elabora teorie e pensieri personali, specificando che sono solo sue supposizioni, a differenza di chi fa della propria ipotesi una certezza assoluta.
Ma ciò che più ho adorato di questo libro è l'intenzione dell'autore: quella di demolire l'idea del Vichingo come un guerriero barbaro bruto ed ignorante che il cinema e i fumetti americani hanno purtroppo diffuso, a favore di ciò che un Vichingo era realmente: un avventuriero, un esploratore, un esperto navigatore, un poeta eccezionale e molto altro.
Profile Image for Javier Pavía.
Author 10 books44 followers
July 6, 2017
Imprescindible para conocer la cultura nórdica medieval y para sperar los muchos prejuicios que hay sobre ella. Los vikingos no eran unos salvajes con cascos con cuernos y el autor pasa más tiempo casi diciéndonos lo que NO hacían que lo que hacían.

Lo más fascinante es ver cómo se intenta descifrar cómo era una cultura tan cercana (y que tenía escritura) a partir de muy pocos restos muy posteriores.
Profile Image for Pedro Enguita.
Author 4 books23 followers
February 17, 2017
El libro resulta una delicia para cualquiera que quiera escribir una novela histórica sobre los vikingos. Ahonda en detalles como qué vestían, qué comían y a qué horas del día. Y te adentra en la mente de un vikingo de la época hasta el punto que da la impresión que puede ser tu vecino del quinto.
Profile Image for Massimo Penazzi.
304 reviews2 followers
February 12, 2023
Ottimo trattato su come conducessero il tempo libero i vichinghi, quando non erano impegnati a sbudellare i nemici. Molto interessante.
Profile Image for Melenide.
160 reviews
June 15, 2024
Molto interessante e fresca la prima parte, la seconda mi ha coinvolta molto meno.
Profile Image for Marco Freccero.
Author 16 books71 followers
June 5, 2020
Che cosa sappiamo dei vichinghi? Molto poco.
Ecco perché può essere utile leggere questo libro del docente francese Régis Boyer dal titolo “La vita quotidiana dei vichinghi”. L’editore è Rizzoli mentre la traduzione è a cura di Maria Grazie Meriggi.

La civiltà dei vichinghi non è durata molto. Tutto si è consumato tra l’800 e il 1050.
Per prima cosa: non hanno mai indossato l’elmo con le corna. Nessun archeologo ne hanno mai trovato uno, si tratta di invenzioni del cinema oppure die fumetti.

Ma veniamo a noi: chi erano questi vichinghi?
Si trattava di popolazioni danesi, norvegesi, svedesi e anche islandesi che in Occidente venivano chiamati: Vichinghi.
Nell’Europa dell’Est il loro nome era Vareghi.
Attenzione: i finlandesi non c’entrano coi vichinghi, sono di un’altra etnia.

Chi furono? Mercanti, soprattutto. Lo so che tutti pensano che furono dei pirati sanguinari che si divertivano a ubriacarsi, a uccidere oppure a derubare. Ma la realtà è ben differente. Il vichingo è soprattutto mercante, agricoltore, fabbro, allevatore, si occupa anche di spiritualità e conosce l’arte della tessitura. Come le donne che avevano un ruolo più importante rispetto alle loro omologhe del Sud Europa.

Una volta all’anno, qualcuno, meglio: uno particolarmente benestante, organizzava un viaggio in nave. Quindi si costruiva la nave, oppure la si restaurava. Si invitavano vicini o familiari. Si caricavano merci, e armi (perché a quei tempi il viaggio era sempre un pericolo), e poi si partiva.
O verso Ovest, oppure verso Est. Con un solo scopo: arricchirsi.

In genere col commercio (anche degli schiavi), oppure vendendo le merci che portavano con sé. O ancora facendo i mercenari per i re dell’Europa continentale.

Solo se l’occasione era propizia e senza troppi rischi, il vichingo attaccava abbazie, o villaggi, li saccheggiava e li incendiava. Ma di solito, il vichingo preferiva commerciare. Infatti non esiste un solo nome di una battaglia campale combattuta dai vichinghi. Erano troppo pochi per organizzare eserciti in grado di affrontare sulla terraferma lo scontro frontale con altre formazioni.

È il vichingo che fonda la città Cork e Limerick in Irlanda; che nel Regno unito ri-fonda la città di York (dove è possibile visitare un interessante museo dedicato a questo popolo). Nella città francese di Groix, nel sud della Bretagna, è stata scoperta una nave-tomba dove fu sepolto un capo vichingo: perché? Perché così distante e soprattutto perché seppellirlo con tutti gli onori in Francia?

Perché Groix era una base dei vichinghi. Ma come è possibile che potessero avere una base così lontana dalle loro terre, e sicura, da seppellirci un loro capo? Semplice: col crollo dell’impero carolongio, nell’Europa occidentale nessuno era capace di mantenere l’ordine, l’ordine pubblico.

E a Est, com’è la situazione?
Diciamo che in Scandinavia sono state trovate 100.000 monete d’argento arabo, sepolte per evitare che venissero rubate, e poi dimenticate, perse sino ai nostri giorni. Che è stato trovato, in Svezia, un braciere di rame proveniente da Baghdad. Che le tracce dei vichinghi, anzi, dei vareghi, ci sono a Kiev, Novgorod.

Ma c’è un dettaglio ancora più interessante, e riguarda quella Nazione che noi chiamiamo Russia. Perché il suo nome è stato dato dai notabili arabi e di Bisanzio ai vareghi, a causa dei loro capelli fulvi, rossi appunto.
Ebbene sì: La Russia si chiama così perché arabi e altri, incontrando i vareghi, o vichinghi, in quelle terre, rimasero colpiti dal colore dei capelli.

D’altra parte è risaputo che per secoli una bella porzione della Russia europea fu dominata proprio dai vareghi e i loro discendenti.

Ci troviamo quindi alle prese con un popolo ben distante da quanto abbiamo appreso da certe cronache medioevali che o esageravano la loro ferocia, oppure avevano interesse a dipingerli come uomini assetati di rapina e di sangue. Questo è un piccolo libro da leggere per imparare a conoscere nella maniera giusta questo popolo antico, che è durato effettivamente poco. Ma che ha comunque dato il suo contributo alla costruzione dell’Europa.

Grazie al suo amore per il commercio, e per il suo senso pratico.
Profile Image for Estevo Raposo.
420 reviews9 followers
December 25, 2015
Los que quieran saber más de los vikingos deben de leer sin duda este libro, ahora, si lo que se trata (como es mi caso) de pasar un buen rato y divertirse con un libro de divulgación histórica, seguro que encuentran mejores opciones.

El texto está plagado de palabras nórdicas, y el glosario que se acompaña al final del libro no recoge más que algunas de ellas, este detalle dificulta la lectura.

Aún que hay partes interesantes y amenas, hay alguna otra (como la que explica los diversos dioses de los vikingos) que resultan pesadas.

Como resumen, se trata de mostrar varias facetas desconocidas de los vikingos, más comerciantes que expoliadores, que reunían en cada uno de ellos los oficios de soldados, marinos, comerciantes, granjeros, artesanos y sacerdotes, habiendo creando una civilización con literatura y religión propia comparable a cualquiera de las contemporaneas.
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