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L'uomo che ricordava troppo

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ROMANZO (276 pagine) - FANTASCIENZA - Johann Hagenström non aveva ricordi del suo passato. In compenso ricordava eventi che non erano mai avvenuti. Un romanzo finalista al premio Urania che richiama gli incubi di Philip K. Dick.

Johann Hagenström ha un bel problema: la sua memoria ha perso parecchi pezzi del suo passato; in compenso, ogni tanto ricorda cose che non sono mai successe... che "non possono" essere successe. Johann vorrebbe tornare a una vita normale e al suo normale lavoro di traduttore: ma la strana sindrome mentale che lo affligge non glielo consente. La terapia dello psichiatra che lo ha in cura non sembra dare risultati; come se questo non bastasse, i suoi falsi ricordi lo portano frequentemente nel bel mezzo di una feroce guerra civile che lo atterrisce, o di un'Italia ridotta a un deserto. E nelle sue allucinazioni retroattive torna ossessivamente una figura enigmatica, un'affascinante donna di colore che pare conoscerlo molto bene... "troppo" bene. Quando poi Johann comincia a incontrare persone uscite dai ricordi di una vita che non ha vissuto, tutto intorno a lui comincia a disgregarsi; lui stesso comincia a dubitare di se stesso; e quella che emerge è una realtà minacciosa. E letale. Un romanzo finalista al Premio Urania, dove Philip K. Dick incontra Alfred Hitchcock.

Nato nell'anno delle Olimpiadi di Roma, Umberto Rossi a nove anni ha visto Armstrong posare i piedi sulla Luna. A diciotto l'hanno fatto uscire da scuola, coi suoi compagni, perché avevano rapito Aldo Moro. Dopo aver conseguito una laurea in lingue (e aver vestito l'uniforme dell'Esercito Italiano), l'autore ha tradotto manuali di informatica e un sistema operativo finito nel cimitero del software; si trovava negli Stati Uniti quando iniziò la I Guerra del Golfo e tornò a casa su un aereo pressoché vuoto; ha conseguito un dottorato di ricerca leggendo decisamente troppo; è tornato a fare traduzioni tecniche; si è trovato a fare ricerche di vario tipo come consulente del CENSIS; ha visitato Scampia prima che diventasse tristemente celebre; è finito su una cattedra delle scuole superiori quando meno se lo aspettava; ha tradotto Dick, Lansdale e Disch, per non parlare di Harlan Ellison; ha pubblicato due libri che non c'entrano niente l'uno con l'altro; stava per incontrare Ellison, ma per fortuna o purtroppo la cosa è andata a monte; lo invitano a parlare di diversi argomenti, ma non sempre lo pagano; ha pubblicato tre racconti di fantascienza. E adesso il romanzo, dopo soli 34 anni di gestazione.

329 pages, Kindle Edition

Published December 8, 2015

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Umberto Rossi

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Profile Image for Sergio Donato.
Author 10 books14 followers
January 16, 2016
Un altro libro coraggioso, quindi un altro libro che ho letto con piacere.
Il coraggio sta nell'accostare una traccia politica a un sentiero in forma di diario (a volte sembra anche di memoir) per arrivare per vie traverse (molte vie!) a un'Italia desiderata, verrebbe da dire "fantascientifica", non nella tecnologia ma nello spirito.
La partecipazione è cresciuta con l'ingresso di Ester/Giovanna. Le ha dato quel tocco sentimentale che ha aumentato la posta in gioco, qualcosa in più per cui lottare. È scemata appena nell'ultimo terzo del romanzo, quando sono tornati alcuni personaggi che avevo perso o che, a proposito di ricordi, non avevano inciso un bel segno nella mia memoria.
Lo avrei preferito un po' più stretto. La quarta stella è per illuminare il coraggio.
Profile Image for Miles.
1 review1 follower
January 16, 2016
Letto con grande piacere e già recensito altrove. Ho provato una familiare sensazione di angoscia nel seguire l'evoluzione del protagonista, la stessa che mi prese la prima volta che affrontai P.K.Dick e le sue fobie. Esemplare finché non si arriva alla caratterizzazione eccessiva di alcuni personaggi, come il famigerato medico nazista, ma anche l'eccesso alla fine si tiene nell'atmosfera generale molto scura. Gli accenni acronici/ucronici alla politica italiana sono intriganti, per chi scrive sf in un Paese come il nostro, così dominato da questo tema, si nota anche un accenno di satira sulle "figurine" che determinano il nostro oggi e anche il domani, in fondo così intercambiabili perché così vuote. E di questo vuoto, in fondo, parla il romanzo. Un gran bel romanzo.
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