Un’antologia di racconti che hanno come tema centrale l’Apocalisse. Cinque grandi maestri della letteratura latinoamericana della prima metà del Novecento a confronto. Siamo alle origini della fantascienza, un genere che darà i suoi frutti nel continente solo più tardi. Ambientazioni “da fine del mondo”, piogge infuocate, grattacieli sventrati, meteoriti che minacciano la terra e situazioni ai limiti dell’immaginazione. Ma anche la dolcezza di un bacio, la fragilità di un istante, la magia di due corpi che si abbracciano. Strade brulicanti di gente ignara del pericolo in agguato, cieli cupi anticipatori di disgrazie, una normalità già gravida dei turbamenti imminenti... Il volume raccoglie i racconti La pioggia di fuoco e La luna rossa degli argentini Leopoldo Lugones e Roberto Arlt; L’ultima guerra del messicano Amado Nervo; Demoni e La fine del mondo dei brasiliani Luísio Azevedo e Joaquim Manoel de Macedo.
Curioso viaggio nella letteratura latinoamericana tra tra l’800 e la prima metà del 900 in Brasile (De Macedo, Azevedo), Messico (A.Nervo) e Argentina (L. Lugones, R. Arlt). Cinque racconti brevi, “alle origini della FS latinoamericana” di carattere distopico più che realmente fantascientifico. Il senso di catastrofe apocalittica, di totale distruzione di una società iniqua e crudele, in senso anche punitivo, biblico, forse poteva rappresentare l’unica via percorribile per realizzare una qualsiasi nuova utopia, e ciò poteva essere avvertito con particolare sensibilità forse a maggior ragione in paesi cattolici dove la violenza del potere, la continua ingiustizia e la corruzione l’hanno costantemente fatta da padrone. Ciò non toglie che i racconti qui scelti oltre la curiosità suscitano poche altre emozioni.
Tre stelle tirate solo e soltanto perché sono racconti davvero molto datati (tra il 1850 e il 1920) e che quindi richiedono un filtro di lettura "diverso". Purtroppo non sono invecchiati bene, secondo me e alcuni non sono nemmeno propriamente fantascientifici, quanto più inerenti al fantastico. Forse solo "L'ultima guerra" e "La luna rossa" sono i più fantascientifici in senso stretto, rispetto agli altri che hanno chi caratteristiche mitologiche, chi sovrannaturali e chi proprio figlie del fantastico old style (in particolare il primo racconto "La fine del mondo"). Ottime tutte le idee di partenza, ma alcune estremamente verbose nella scrittura (soprattutto "Demoni"), tanto che mi è capitato di saltare pezzi interi perché dopo un po' mi venivano a noia (ma ciò non significa che non fossero ben descritti, anzi. Forse pure troppo).
Mi aspettavo decisamente di più, ma è stata una lettura un po' deludente.