Tanti libri sono stati scritti per testimoniare quale orrore furono i campi di concentramento e di sterminio durante la Seconda guerra mondiale. Questo colpisce per la capacità del suo aautore di ricreare con pochi semplici quadri la tragica storia di un ragazzo "colpevole", secondo le leggi dell'epoca, solo di essere nato dalla famiglia sbagliata...
Un libro adatto ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado. È il diario di un ragazzo di origini ebraiche, Arturo Finzi, dal 1938 al 1943: spiega in maniera semplice come si è trasformata la condizione degli ebrei in Italia, dalle prime discriminazioni allo sterminio finale. L'ultima parte del libro viene raccontata da Giulia, innamorata di Arturo, destinataria del suo diario. Credo sia adatto ad integrare lo studio della storia.
Libro scorrevole e chiaro nei contenuti. Manca un po' di autenticità e sembra soprattutto improntato alla spiegazione storica. Tolta la prima parte, il resto risulta un po' didascalico e poco emozionante. Nel complesso però è perfetto per spiegare ai ragazzi della secondaria di primo grado questa parte di storia.
"Sia un tuo imperativo capire e ricordare. Non serve piangere e disperarsi, ma una sola promessa: che quanto è accaduto a noi non accada mai più a nessuno sulla faccia della terra."
Ultima fermata: Auschwitz è il diario del giovane Arturo Finzi, un ragazzo italiano ed ebreo che pian piano si vede privato dei suoi diritti. Siamo nel 1938 e il fascismo vara le leggi razziali, per gli ebrei inizia un periodo difficile, un periodo di persecuzione e di difficoltà. Arturo e la sua famiglia, dopo aver perso tutto quello che avevano, sono costretti a trasferirsi a Roma e nel 1943 vengono deportati ad Auschwitz da cui non faranno più ritorno. Arturo non è un personaggio realmente esistito, ma in lui possiamo rivedere il dramma vissuto da tanti ragazzi che come lui persero tutto a causa di un pregiudizio e di un odio insensato. Questo breve diario racconta una storia dolorosa, come tutte le storie legate alla Shoah. In questo caso forse la storia è ancor più dura da digerire perchè a raccontarla è un ragazzino. Arturo è italiano e cattolico, nonostante Arturo abbia solo i nonni ebrei, la sua famiglia subisce le leggi razziali. Iniziano a perdere i diritti fondamentali, gli viene tolto tutto quello che hanno e sono costretti a lasciare la loro casa. In ultimo vengono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz dove moriranno. La storia di Arturo è la storia di migliaia di giovani che da un giorno all'altro videro tutto il loro mondo distrutto. Attraverso le parole di Arturo conosciamo il dolore, la perdita, la rassegnazione, ma comunque la voglia di vivere e di sognare un futuro migliore. Lo stile del romanzo è semplice, senza troppi fronzoli, particolarmente adatto ai lettori più giovani. La storia si lascia leggere molto velocemente e lascia un'impronta profonda. Storie come questa ci aiutano a ricordare, ed è nostro dovere ricordare e provare almeno a impedire che una cosa del genere accada di nuovo. Una lettura breve ma intensa adatta anche ai più giovani.
Anche quest'anno ho portato a termine una lettura tema. Come ben sapete non riesco davvero a leggere di questo argomento. Il dolore, la paura, il male fatto da uomini nei confronti di altri uomini è qualcosa che non riesco a concepire, ma è anche un argomento di cui voglio sapere qualcosa in più. Quest'anno ho provato una lettura per ragazzi.
Questo libro, scritto sotto forma di diario, è la vita di Arturo, un ragazzino di 11 anni che a maggio del '38 scopre di essere ebreo. Leggere di tutte le ingiustizie che sono state accettate dalle "brave persone" qui in Italia mi ha fatto venire i brividi.
La lettura è scorrevole, basta davvero un pomeriggio per leggerlo (io ovviamente ce ne ho messo di più perché ho avuto bisogno di intervallarla con altro) e, secondo me, molto bella.
Lo consiglio, oltre ai ragazzi, anche a tutti quelli che, come me, non riescono ancora ad affrontare i libri fondamentali dell'argomento, ma vogliono iniziare a capire e conoscere. Questo libro da solo un'idea su com'è stata l'Italia per gli ebrei italiani in quegli anni, è solo l'inizio della strada per conoscere.
Alla fine del libro si trova un'utile postfazione con spiegato in breve ma in modo chiaro il fascismo, come è nato, come si è radicato, come i giovani venivano inquadrati da bambini e anche dei testi per approfondire l'argomento, di diversi livelli di comprensione e tipo di trattazione.
"[...]Le nascondo come posso la paura e il desiderio di gridare al mondo, agli uomini, dai quali proviene tutto il male che ci assale. Perché dico uomini e non mostri? I nazisti e i fascisti nostrani, anche se molto pensano il contrario, sono uomini comuni, che hanno scelto la strada assai più comoda e semplice della sopraffazione e della violenza. È all'uomo comune che bisogna guardare per capire questa guerra, in ogni suo risvolto."