Katja Centomo (Aosta, 23 gennaio 1971) è una scrittrice, fumettista e imprenditrice italiana che opera nel settore dei fumetti, cartoni animati e narrativa per ragazzi..
Dirige lo studio editoriale Red Whale dal 2002, anno in cui ha creato la serie Monster Allergy.
Tra le sue creazioni si ricordano la serie Lys e Cooking Time. Einaudi Ragazzi ha pubblicato tre suoi romanzi: Tilly Duc e il segreto della casa dei tetti blu (2015), La strada per Pont Gun (2017), Franca Viola. La ragazza che disse no (2018).
Una seconda parte purtroppo inferiore alla prima, senza un vero sviluppo della storia e dei personaggi. Resta comunque divertentissimo e tristissimo allo stesso tempo, il numero finale della vecchia serie è un colpo al cuore, così come l'inedito numero 30. Un viaggio nell'infanzia e nella nostalgia, quando era bello immaginare mostri sotto il letto e tante, ma tante avventure... grazie!
Delle due edizioni Deluxe che raccolgono tutti i numeri di Monster Allergy adoro che sui dorsi ci siano Zick ed Elena e mettendoli in ordine il primo guarda apprensivamente la seconda, una cosa molto simpatica. Purtroppo un colpo al cuore il capitolo finale, dopo aver letto tutto d'un fiato un crescendo di capitoli stupendi, l'ultimo non è un semplice finale per noi lettori, ma un addio anche per il protagonista. Un po' sofferto quindi, ma accettabile. Per quanto riguarda il primo capitolo dei nuovi albi, i disegni sono piuttosto deludenti e la storia presenta diverse pecche. Non impazzisco all'idea di continuare a leggere una storia a cui hanno messo un doloroso punto finale per poi riaprirla in modo così sciatto, se proprio mi convincerò a leggerli...aspetterò una versione Deluxe anche di questi.
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Gioca molto il fatto nostalgia, soprattutto alla fine quando ti rendi conto che Bombo e tutti gli altri allegri mostriciattoli non li vedrai più. Purtroppo non c'è un vero sviluppo dei personaggi, solo Elena affronta la "crescita" e qualcosa in più. Molti capitoli non hanno senso di esistere, infatti sono avventure a sé stanti che non portano nulla. Ho amato però Bombolo, Bombo e qualche episodio in particolare. Soprattutto le strisce finali. Mi sento molto in dubbio sul fattore voto di stelle.
Ho emozioni miste nei confronti di questo volume. Gli episodi 19 e 24 funzionano da tutti i punti di vista e sono tra i migliori della serie: catturano fin dalla prima pagina, sono ben scritti, ben disegnati e ben colorati. Altri episodi - penso ad esempio al 25 e al 27 - sono piacevoli, anche se non allo stesso livello. Ma altri ancora sono un disastro. In parte perché si nota ancora di più che nel precedente volume che a ogni episodio lavorano persone diverse: a seconda di chi scrive cambiano completamente i rapporti tra i protagonisti e cambia anche il modo di parlare di alcuni personaggi. Ci si potrebbe passare sopra, non fosse per il resto. I disegni affrettati. Le battute che non fanno ridere. I personaggi, così vivi e ben differenziati nelle storie migliori, che si riducono a macchiette in 2D che fanno ciò che è comodo allo sceneggiatore. I dialoghi e gli avvenimenti talmente a caso che più di una volta ho dovuto rileggere dei pezzi per essere sicuro di non essermi perso niente. Zero tensione nei combattimenti. Niente che avviene per un motivo logico, ma “perché sì, perché la storia deve andare così”.
Quindi che dire? Le note positive compensano in parte quelle negative, ma non sono bastate a evitare che mi ritrovassi con l'amaro in bocca a fine lettura.