Una coorte di sardi impegnata in Africa settentrionale in una missione dai tratti oscuri. Una rivolta di mauri dove operano personaggi legati a manovre di palazzo. Il romanzo storico Rapidum comincia con un intrigo inestricabile sullo sfondo dei primi anni del principato dell’imperatore Adriano. Il sardo Ursario combatte con i ribelli mauri, ma conserva un segreto inconfessabile. Per catturarlo si muovono due agenti, un karalitano e un turritano, inviati dal generale Marcio Turbone, comandante delle armate romane. La verità che emergerà sarà terribile. Ma la storia prosegue quando, su ordine di Adriano, un’unità militare specializzata, la Cohors II Sardorum, costruirà un forte, estremo baluardo dei confini meridionali dell’impero. Si chiamerà Rapidum. Attorno a questa fortezza nascerà un villaggio, che diventerà municipio romano. In quei luoghi vivranno le storie e le vicende dei sardi, combattenti capaci anche di difficili mediazioni, in un’Africa settentrionale sempre agitata da ribellioni. Il romanzo si muove tra azione e avventura, ma è immerso in una cornice di riferimenti storici accurati dai quali emerge anche la situazione della Sardegna dove operano proconsoli, militari, agenti frumentarii, magistrati, soldati e schiavi. Un’isola, attraversata da strade che collegano importanti città, in perenne equilibrio tra costante resistenziale e integrazione in un impero che la sfrutta per la produzione di grano e di metalli, e la utilizza come terra d’esilio.
Sassarese, nato in casa il 16 settembre 1957 da Guido Lecis e Maria Puggioni.
Michele è mio figlio.
Il 1 dicembre 1971 mi sono iscritto alla Federazione giovanile comunista di Sassari. Ne sono stato anche segretario provinciale nei difficili ma entusiasmanti Anni Settanta.
Nel 1977 sono il corrispondente locale de L’Unità, nel 1980 collaboro con Radio Città, emittente sassarese. Nel maggio 1981 comincio a scrivere per La Nuova Sardegna, settore sport e cronaca. Sono “abusivo” in redazione per un anno. Nel luglio 1982 vengo assunto come praticante e divento professionista nel luglio 1984. I successivi passaggi sono la nomina a capo cronista a Oristano (1985) e poi a Sassari (1989). Quindi nel 1993 sono redattore capo del Centro di Pescara e, in successione, della Provincia Pavese, della Nuova Ferrara, della Gazzetta di Reggio, inviato regionale per l’Emilia-Romagna e nazionale dell’Agenzia giornali locali del Gruppo Espresso, quindi componente dell’ufficio centrale della stessa agenzia. Sino al 31 ottobre 2016.
Sono laureato in Scienze dei Beni culturali all’università di Sassari con una tesi su Luigi Polano, rivoluzionario di professione.
Il 24 novembre 2017 il consiglio comunale di Ollolai mi ha conferito la cittadinanza onoraria, per i due romanzi scritti su Ospitone e per la diffusione della storia sarda. Una cittadinanza che mi ha davvero onorato.
Nel febbraio 2019 sono stato candidato per Sinistra Sarda alla carica di presidente della Regione Sardegna.