L’Unione per il Progresso Animico della Galassia è piuttosto stanca di aspettare. Ora che un evento esterno minaccia la Razza Umana, decide di far incarnare sulla Terra un essere ancora corporeo, ma molto evoluto, per comprendere se valga la pena intervenire e salvarla; se quella stirpe sciagurata abbia una qualche misteriosa utilità, o se costituisca un freno, come sembra. Goccia si offre volontario, certo che le sensazioni che il suo organismo è ancora capace di provare lo rendano adatto al compito. Si proietta nel corpo di Giovanni, poco prima delle sette del mattino, la Vigilia di Natale.
Sul tema degli ultracorpi le storie si sprecano, in fantascienza. Io seguo di fatto percorsi miei, (la prima idea di questo racconto nacque da un’espressione sconcertata di Nicolas Cage, nel trailer di “The Family Man”, che mi portò ad immaginare una storia del tutto diversa da quella del film), e sono felice di averla scritta. Quel che faccio di solito è adottare personaggi che siano persone comuni e dar loro occasione di affacciarsi sullo straordinario. Dopo resto semplicemente loro accanto (o dentro) e racconto in che modo vi si tuffino a capofitto, perché per mia fortuna si rivelano sempre temerari. In questo racconto ho fatto l’operazione opposta: è il personaggio ad essere straordinario e si trova ad affrontare la nostra vita di tutti i giorni, ma guardandola con occhi nuovi. Ora che il racconto è scritto, mi rendo conto che mi ha dato la possibilità di condividere quello che è forse il più profondo, e insieme il più sottile e sfuggente, dono riservato in sorte a chi scrive. Questi osserva ogni minima azione, ogni sensazione, ogni emozione, anche negative, e ne fa tesoro, perché non sa mai quando si troverà a doverle descrivere a parole. E si accorge praticamente di tutto. Buona lettura.
Sono disponibili per l’acquisto su Amazon: “Il Segno dei Ribelli”, romanzo fantasy/distopico, d’impostazione classica, pubblicato nel 2001 con la Casa Editrice Nord nella Fantacollana, che adesso ripropongo in versione integrale; “Immateria”, romanzo di fantascienza in cui fisica, metafisica e biologia si fondono per dare struttura al mondo alieno in cui si svolge il viaggio avventuroso del protagonista; “Quella notte il vento”, urban fantasy in cui la giovane protagonista viene trascinata, complice la storia della propria famiglia, in un mondo affascinante e pericoloso; “Nel Buio”, racconto horror gotico con inaspettati risvolti romantici, disponibile anche in audiobook; “Fuga da Ia”, racconto distopico cyberpunk, con claustrofobici tocchi horror. “Si può morire di paura?”, ghost story dai contenuti classici, ma dallo stile particolare, che favorisce una forte immedesimazione con l’io narrante; “Lucca Ognissanti & Zombie”, racconto popcorn horror; “Scrigni Segreti Correnti Sotterranee” raccolta dei suddetti racconti.
Sono nata nel 1971, sono sposata, ho due figli adulti e una nipotina. Sono nata curiosa e mi piace fantasticare, immaginare aspetti nascosti nella realtà; per questo scrivo spaziando fra fantascienza, fantasy ed horror. I miei personaggi sono persone normali catapultate in situazioni straordinarie, che siano case infestate, viaggi inaspettati verso pianeti lontani, o mondi segreti. Fra i quattordici e i ventiquattro anni sono stata giocatrice di Dungeons & Dragons, per diventare poi Dungeon Master di avventure inedite che scrivevo da sola; un'esperienza che considero fondamentale per ciò che è seguìto. Nel 1996 ho scritto il mio primo romanzo fantasy, "Il Segno dei Ribelli", che cinque anni dopo fu pubblicato dalla Casa Editrice Nord, numero 173 della Fantacollana. Dal 31 luglio del 2014 ho ripreso a pubblicare come indipendente, forte di un'ampia esperienza come editor e creatrice di contenuti. Un bel libro è come un viaggio indimenticabile, che ci portiamo dentro e che possiamo sempre rivivere, rileggendolo. Un viaggio che autore e lettore compiono insieme, immaginando.
“Scrivo per un bisogno profondo, ma sapere che qualcuno leggerà le mie storie aggiunge una motivazione fortissima. Considero la scrittura una forma d’arte condivisa, diversa da ogni altra. Mi spiego meglio con un esempio. Se scrivo: ‘La ragazza lo guidò in fretta su per due rampe di scale e attraverso sale deserte e semibuie, dal pavimento a mosaico,’ sto chiedendo al lettore di fare uno sforzo d’immaginazione, mi sto appoggiando ai suoi ricordi, alle sue esperienze. Le due rampe di scale e le sale in penombra saranno diverse per ogni persona che leggerà quella frase. E lo stesso vale per l’aspetto dei personaggi, per le loro emozioni, persino per le creature fantastiche che popolano i miei libri. Nel momento in cui qualcuno decide di leggerla, la storia diventa anche sua. E questa è una forma straordinaria di condivisione, che non accade nemmeno al cinema: troppo passivo, troppo definito.”
Mi ero ripromessa di leggere questa storia intorno a Natale e...beh, fino alla Befana è ancora Natale, vero?!
Il Natale di Goccia è un racconto in pieno stile Rossella Romano. È un piccolo studio sulla natura umana, sulle piccole, grandi, tante sensazione che proviamo ogni giorno. Sensazioni a cui siamo abituati grazie ai nostri cinque sensi. Ma come le vivrebbe un essere abituato ad altri sensi? E soprattutto come vivrebbe le emozioni, i sentimenti come l'amore per una moglie o una figlia? Questo racconto risponde a queste domande, in modo molto delicato. Si legge benissimo e velocemente, e anche se non lo si legge intorno al periodo natalizio è un racconto piacevole in qualsiasi periodo dell'anno.
L’avevo preso tempo fa su Amazon quando era in offerta. Poi ho incontrato qui su GR l’autrice, che devo dire non ha mai forzato la mano affinché leggessi i suoi libri. Poco prima di Natale ci sentiamo e visto che ero in cerca di libri natalizi ma corti, perché ero indietrissimo con la mia “sfida 2019”, mi ha suggerito il suo, che ammetto di essermi dimenticata tra i millemila libri che ho preso nel frattempo 😜 Così finalmente l’ho letto. E posso dire che è stata una piacevole sorpresa. Rossella è bravissima a descrivere le sensazioni di Goccia, rifacendoci scoprire colori e suoni che ci circondano ogni giorno. Ma soprattutto è bravissima a descrivere i sentimenti di amore per moglie e figlia. E amore per l’umanità. Bello davvero. Peccato però che è corto. Per questo non sono proprio quattro stelle. Troppo breve per me che avrei voluto continuare a leggere di Goccia e della sua scoperta del mondo umano. La storia ha un lasso di tempo di 24 ore, più o meno, e ho trovato, anche se perfetta la fine, la decisone di Goccia troppo frettolosa. Vero che è la notte di Natale e tutto è magico, ma avrei preferito fosse passato più tempo dal suo arrivo alla sua decisione. Così è stata affrettata e per quanto intenso, non ha giustificato secondo me il finale perché troppo breve. Non sono decisioni da prendere alla leggera. Avrei voluto leggere ancora dello stupore di Goccia e del suo amore. Avrei voluto approfondire di più tutto. Perché secondo me avrebbe dato quel qualcosa in più. È stato troppo breve, ma allo stesso tempo intenso. Intendiamoci però, la storia mi è piaciuta.Forse proprio perché mi è piaciuta avrei voluto fosse più lunga. Non un breve racconto. Leggerlo a Natale mi ha aiutato ad aprire di più gli occhi e il cuore a ciò che mi circonda. Credo che leggerò altro di Rossella. Adesso mi ha incuriosito. La sua scrittura mi piace, semplice e diretta. Come le sue storie, ma allo stesso tempo ti catturano. Per cui complimenti all’autrice che in poche pagine è riuscita comunque a metterci e a trasmettere tanto.
GdL natalizio con Edicola & Libreria: le nostre passioni... https://www.goodreads.com/topic/show/... Racconto breve, come al solito ben scritto e coinvolgente. Mi è piaciuto come è riuscito a comunicare le sensazioni che Goccia Mi è piaciuto lo sguardo incantato e ingenuo con cui osserva tutto e ho amato e odiato la vena malinconica che pervade l'intera storia. Sì perchè Goccia e io sono triste per questa perdita.
Premessa: non sono tipa da alieni e fantascienza, ma col tempo mi sto ricredendo. E mi sto ricredendo anche grazie a racconti così, che sanno mischiare bene l'ambientazione extraterrestre con quella umana.
Un simpatico alieno ha il compito di studiarci, incarnandosi in un normale padre di famiglia. Il risultato supera le sue aspettative, da entità senza un corpo apprezza la nostra fisicità, e finirà con l'intercedere affinché non veniamo distrutti. La trama può sembrare già sentita, ma l'esecuzione è davvero buona.
«[...] Son più utili di tutti noi, invece - replicò Goccia -Perché, soli e dominati dal sospetto come sono, arrivano ugualmente ad amarsi. Si cercano e si legano l'uno all'altro disperatamente. E allora anche quel corpo così...acceso, diventa un mezzo.[...]Sono una razza primitiva, è vero.Ma così...coraggiosa.»
Come sarebbe vivere un'esistenza nella piena conoscenza e al di fuori di ogni emozione, di ogni sensazione, di ogni contatto?
È questa la vita di Goccia, su un pianeta della Galassia, lontano da tutti quelli della sua specie abituati a vivere soli e a contattarsi solo mentalmente, talmente lontani da qualsiasi genere di stimolo esterno da averne il timore per lo scoppio di emozioni che susciterebbe in loro. L'Unione del Progresso Animico della Galassia però, dopo anni in cui ha lasciato vivere la Razza Umana monitorandola per capire se fossero di alcuna utilità nella catena del loro progresso, ha deciso che non è degna, con i loro egoismi, le guerre, la mancanza di cura per il pianeta gli uomini non hanno alcuna ragione d'essere. Per loro c'è l'ultimo appello, l'ultima possibilità di poter mostrare che meritano di vivere, e questa possibilità è proprio Goccia.
Goccia è più giovane di tutti gli altri alieni, e soprattutto è curioso e ha fame di esperienza, per questo si è offerto volontario per una missione che lo porterà, comunque vada, per sempre lontano dalla sua casa. La mattina della vigilia di Natale il nostro protagonista si trova catapultato sulla Terra in circostanze particolari, ma, ciò che è sorprendente, si trova improvvisamente riempito e inondato da tutte le sensazioni che per gli umani sono naturali e per lui così incomprensibili: i rumori, la vista, l'amore...
Quegli umani sono poi così inutili? Il loro essere preda di emozioni e istinti, la loro incapacità di comunicare profondamente sono realmente una cosa così negativa? O è semplicemente la dimostrazione di quanto in realtà siano coraggiosi e capaci di amare?
Cosa posso dire, Rossella Romano ha la capacità di riuscire a farmi leggere e gradire generi che molto probabilmente non avrei mai preso in considerazione. Leggere i suoi testi è semplice, tutto è scorrevole, la trama segue un filo e il ritmo è costante; ma, soprattutto, c'è sempre un messaggio da carpire dietro i suoi racconti.
Quello che mi ha colpito in questo caso è come una storia basata su argomenti di fantascienza si trasformi in realtà in un inno alla capacità di amare e all'importanza della fiducia, la capacità che ognuno di noi ha di superare delusioni, egoismi, dolori e lasciarsi comunque andare, continuare a vivere nel vero senso della parola.
Io lo consiglio, anche e soprattutto a chi come me non pensa sia il suo genere, perché scoprirlo per me è stata una sorpresa bellissima.
Bel racconto sulle emozioni e sensazioni che molto spesso releghiamo in un angolo o che facciamo passare in secondo piano troppo presi dall'abitudine o dalla routine. Goccia è un neofito di questa situazione e vede e 'sente' per la prima volta tutto ciò che è intorno a lui e lo assapora come dovremmo fare più spesso tutti noi. È una lezione questo racconto , un invito a immergerci in ciò che abbiamo attorno , all'uso dei sensi . Un invito ad emozionarci anche per le piccole cose... Perfettamente in stile natalizio potrei dire ma penso che questo racconto sia molto di più e ne consiglio la lettura. La scrittura di Rossella Romano poi è sempre meravigliosa : descrittiva ed evocativa. Emozionante.
Soobie, che ti è preso? Hai dato ben ★★★★★ in due giorni! Tu, quoque, che sei tirchia di stelline come pochi. Sono stati forse i due pandori che hai sbafato a farti diventare più buona?! Troppo zucchero?
Spirito di patata a parte.
Sì. Ho dato cinque stelline. Le ultime letture di autrici self italiane non erano state particolarmente fortunate ma so che con Rossella Romano vado sul sicuro. E, anzi, la ringrazio per avermi avvertito della promozione di questo suo nuovo racconto.
Cosa posso scrivere di questo racconto senza rivelare troppi dettagli? Beh, potrei dire che l'umanità è in pericolo è solo Goccia può salvarla. Goccia è un alieno che arriva sulla terra nel corpo di Giovanni la Vigilia di Natale. Appartiene ad una razza superiore che si è allontanata dalle sensazioni umane e, anzi, le snobba. Nel giro di un giorno, Goccia scoprirà che forse gli esseri umani non sono poi tanto male.
Personalmente, la parte centrale del racconto è la migliore. Il modo in cui Goccia/Giovanni scopre il mondo attraverso i sensi degli uomini è favoloso. Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui l'autrice descrive tutte le sensazioni nuove da lui provate. Il senso di smarrimento, ma anche la curiosità e la voglia di conoscere cose nuove. Anche il punto di vista di Elisa, la moglie di Giovanni, è descritto in maniera molto realistica: la poverina nota che c'è qualcosa di strano nel marito ma non è in grado di definire esattamente cosa sia cambiato.
L'inizio e la fine - le parti puramente di fantascienza - sono un po' più deboli. L'inizio perché ero un po' confusa io e non avevo le idee chiare su cosa stesse succedendo. La fine perché... beh, la parte centrale era talmente bella che sì, insomma,
Mi piace moltissimo il concetto di Lego Grosso, invece. Il Lego è grosso a secondo delle dimensioni del bambino che lo riceve. È un concetto che farò mio. ^__^
Ammetto che ho dovuto cercare su Internet cosa fosse Bundlemosca... Ci sono lacune enormi nella mia cultura cinematografica... Ma credo di aver visto più film di John Ford che horror degli anni Ottanta...
Mi è piaciuto, ben scritto e ben approfondito il personaggio di Goccia e le reazioni delle persone vicino a lui. Brava! Come promesso ho acquistato anche Immateria perchè la fantascienza mi piace e questo racconto mi è piaciuto. Tre stelline per me sono una buona valutazione. Lo specifico perchè ho letto in una discussione che vengono prese come un cattivo voto ma direi che significano LIKED IT . Ho dato due stelle a "Numero Zero" di Eco, tanto per capirci, e il mio libro preferito in assoluto "il nome della Rosa" ne ha cinque.
Questo delizioso racconto è un'immersione totale nei sensi e nella gioia di vivere. L'alieno Goccia si trova "assalito" dalle mille sensazioni meravigliose ed intense che noi viviamo ogni giorno, ma che per lui sono una nuova ed vivida esperienza, quasi sconvolgente... Tutto questo mi ha fatto riflettere su quanto sia meravigliosa la vita e su quanto spesso diamo per scontate emozioni e sensazioni senza riuscire ad apprezzarle appieno. L'autrice ci offre un preziosissimo spunto di crescita, brava! Consigliatissimo e non solo agli appassionati di fantascienza!