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Scritto dall'indimenticabile autore de I Viceré, questo giallo psicologico è ambientato alla fine del XIX secolo in Svizzera: protagonisti la contessa Fiorenza, il principe russo Alessio Zakumine suo convivente, la nichilista Alessandra compatriota e amante del principe e Roberto Vérod l'ultimo innamorato della marchesa. Il romanzo inizia con lo sparo di una pistola e la morte improvvisa di Fiorenza! Suicidio o omicidio? al giudice elvetico Ferpierre il difficile se non impossibile compito di scoprire la verità in un'epoca in cui gli esami investigativi attuali come impronte digitali o prova del guanto di paraffina non esistevano. Un buon libro in cui gli aspetti dell'interiorità, della fede e dell'amore sono più importanti dei fatti
Si apre il sipario. Lago di Ginevra, villa affittata da una nobildonna milanese che ogni anno vi abita da giugno a novembre. 5 ottobre 1894. S’odono uno sparo e grida confuse. La contessa d’Arda giace morta nella sua stanza da letto con un colpo di pistola alla tempia. La rivoltella è lì, a terra, poco distante da lei. Suicidio. Pare. Ma ciò che pare non è detto che sia. Entrano in scena il principe Alessio Zakunine, rivoluzionario russo; la sua compagna di fede Alessandra Natzichev, lo scrittore Roberto Vérond, il giudice Ferpierre. Chi era in realtà la contessa Fiorenza d’Arda? Quali rapporti aveva con il principe Zakunine e lo scrittore Vérond? E la studentessa Natzichev aveva qualcosa in comune con lei? Che cosa lega fra loro i personaggi? Quale spasimo li unisce? De Roberto scava nel profondo dell’animo e della psiche umana. Non saranno la logica e nemmeno l’affanno investigativo di Ferpierre a condurre alla verità.
“Tutto il mondo è retto da pregudizii iniqui, ma più stupidi che iniqui.”
Se a stroncare I Viceré fu Benedetto Croce, ad attaccare Spasimo fu Luigi Pirandello che lo recensì firmandosi con lo pseudonimo di Giulian Dorpelli. Anche i grandi sbagliano. E loro sbagliarono. Chissà se consapevoli o no.
Scrittura elegante, linguaggio raffinato per quest’opera narrativa considerata il primo esempio di romanzo investigativo italiano.
Una morte violenta apre il libro. Il racconto è tutto incentrato sulla risoluzione del caso. Poca azione, molto pensiero. Introspettivo e psicologico. Un po' prolisso e contorto... ma sempre dalle mani di un grande scrittore. "Non basta saper regolare le nostre azioni esterne, bisognerebbe poter guidare il pensiero intimo."