Serie Outlander n. 14 ed. italiana (prima parte 8° libro ed. origianale)
Considerato che la Corbaccio se ne approfitta e spacca sempre in due i libri di questa serie (è riuscita a dividere in due anche i libri di LJ di circa 3/400 pagine :(), almeno curasse l’edizione ed evitasse di riempierla di refusi ed errori.
Oltretutto si è dimostrata parecchio sadica, interrompendo il romanzo proprio sul più bello.
Avendo già letto Written in My Own Heart's Blood, almeno sono salva dalla tortura di sapere come prosegue, però mi ha fatto venire una voglia pazzesca di riprenderlo in mano e di proseguire nella lettura.
Tornando ai miei commenti:
solo leggendo quest’ottavo capitolo mi sono resa conto di quanto mi mancava l'ironia di Claire e di conseguenza della Gabaldon.
La cosa che più mi ha sorpreso è che, per la prima volta, dopo sette libri, Jenny mi sta piacendo o.O Gaby hai fatto il miracolo!
Ci sono parecchie scene molto divertenti. Memorabili quelle con Hal.
Un’altra delle cose che adoro di questa serie sono gli scontri/confronto tra Claire e Jamie; c’è sempre un tale livello d’intensità, che i loro sentimenti sono letteralmente palpabili.
Willie è perso nella sua crisi d’identità, e ne ha di pappa da mangiare per assomigliare, anche lontanamente, al padre. Piagnucoloso, geloso e vendicativo (non mi è piaciuto per niente come si è comportato con Rachel e Ian), segnali però che i geni del padre sono presenti, si vedono quando si prende cura di Jane e Fanny. Molto toccanti i suoi ricordi su Mac.
In compenso Brianna, degna figlia di suo padre, si trasforma in berserker per salvare il figlio, il quale a sua volta si dimostra degno nipote del nonno (tenera e altrettanto berserker ^^ la piccola Mandy che vuol contribuire a prendere a mazzate il perfido Rob Cameron).
Una delle parti più toccanti è il ritrovamento di una lettera che le ha scritto Frank e con la quale la allerta su diversi pericoli che potrebbe dover affrontare per ciò che è.
Il povero Roger è perso nel passato alla ricerca del figlio. Anche questa linea temporale mi è piaciuta molto (vorrei sapere, però come ha fatto ad arrivare in quell’epoca).
Roger si troverà di fronte a tanti dilemmi temporali e a nuove questioni sui viaggiatori nel tempo.
Questa parte è molto avvincente, ci sono tracce di suo padre, incontrano Brian e Jenny e, per la serie la Gaby non butta mai via niente, Dougal, un altro viaggiatore con poteri curativi uguali a quelli di Mastro Raymond e Black Jack Randall. Qui nasce il dilemma: farlo fuori prima che sia causa di disgrazie, anche se ciò comporterebbe il rischio annullare una parte di avvenimenti tra cui la nascita di sua moglie, o lasciare le cose come stanno? Per non sbagliare finisce con il fargli un esorcismo ^^
A me i paradossi temporali, piacciano proprio; mi fanno impazzire. Questa è forse la prima volta che la Gaby ne sfrutta appieno la potenzialità. Ed è esemplare con la faccia con Roger che era già in piena crisi mistica per questo.
Adorabili Rachel e Ian ♥ ma anche Dottie e Denzell
Siccome era il suo turno di essere in punto di morte (ormai, in ogni libro, c’è un’alternanza di ferite quasi mortali, malattie debilitanti, infortuni più o meno seri, stupri, arresti, presunte morti, tra Claire e Jamie :P) Claire mentre sta medicando un soldato è ferita gravemente e Jamie assiste alla scena.
Nonostante questo capitolo della serie sia incentrato particolarmente su battaglie, intrighi politici, etc., non delude ed è entusiasmante. Non manca niente, non c’è un attimo di tregua, ci sono passione, divertimento, dolcezza, ironia, romanticismo, commozione e anche la crudeltà (le storie tristi non mancano, come quelle orripilanti, su tutte l’operazione all’occhio di Lord John). Sono tutti atteggiamenti e sentimenti ampiamente trattati e con la solita maestria della Gabaldon.