Alan è un ragazzo affetto da frequenti crisi che lo portano ad uno stato di depersonalizzazione. Non riesce ad uscirne, e sembra che l'unica cosa che riesca a realizzare è il fatto di essere entrato, non sa dove, da solo, lasciando l'amore della sua vita, Emily, in superficie.
Il dottor Bau decide di aiutarlo. Inizierà così uno dei viaggi più profondi mai fatti, tra ansie, ricordi e paure che porteranno Alan dritto al cuore delle sue paranoie e ad una profonda rivelazione.
Giulio Rincione (Palermo, 13 December 1990), also known by the nickname Batawp, is an Italian comics artist and illustrator. Many of his comics have been co-written with his twin brother Marco.
E così, Giulio Rincione decide di raccontarci la sua esperienza con la depressione attraverso una serie di metafore. I disegni e la colorazione sono magnifici, assolutamente da sogno. Mi spiace, perchè davvero non voglio mancare di rispetto all'autore, ma voglio anche essere completamente sincero: lo script è assolutamente orribile e manca di originalità.
Non solo è come stare a sentire un adolescente che si lamenta e si lagna, ma soprattutto il testo non presenta alcuno sviluppo o spiraglio di speranza. La storia si potrebbe riassumere così: ho sofferto di depressione grave, sono stato in psicanalisi, e ora posso sopravvivere grazie agli antidepressivi, anche se la vita è comunque una merda.
Ora, per l'autore ovviamente tutto ciò ha un valore, così come per tutti è terapeutico parlare di sè.
Però mi chiedo, qual è il valore per il lettore nel leggere una storia così? Non trovo nulla di "coraggioso" nel presentare esperienze così intime (inclusa una parentesi "too much information" sull'impotenza), soprattutto al giorno d'oggi quando lo fanno un po' tutti. Il coraggio vero ci vuole per sviluppare narrative positive, costruttive, aperte alla speranza, alla bellezza della vita... se no che facciamo, organizziamo un pianto di gruppo? Suvvia. Si può fare di molto meglio, anche e soprattutto dopo aver passato esperienze così terribili e dolorose come problemi neurologici, attacchi di panico e depressione. C'è sempre uno spiraglio e una maniera di trovare speranza, di cui vale la pena scrivere.
Peccato perchè i disegni sono davvero eccezionali. Alcune tavole ti lasciano col fiato sospeso da quanto sono belle. Too bad.
Disegni e colorazione fantastici, ma la trama si avvolge troppo su se stessa senza poi dare tutte le risposte.
"Vorrei bloccare queste sensazioni, mantenerle intatte, come in un quadro. Ho paura che il presente possa sfuggirmi di mano, diventare un futuro che non voglio."
"Le sensazioni sono solo un mito. Un ricordo lontano. Non provo niente. Nessun dolore. Nesuna gioia. Non è bello, non è brutto. Sono insensibile. E' piacevole. Comodo."
“Paranoiae” è uno specchio dentro di noi. Quello specchio impolverato e pieno di impronte delle nostre dita, perché più di una volta ci abbiamo posato le mani sopra, nel tentativo di nasconderlo e metterlo via.
Ti chiedo scusa. Chiedo scusa al mondo intero. Non vorrei essere così. Vorrei potermi illudere di nuovo. Non vorrei darvi fastidio Starò qui, buono buono. Nel mio nido ghiacciato. Pieno di spine. Ingoiato da un male che avete la fortuna di non vedere. È piacevole, sapete? Fatemi uscire, per favore Una lettura che rimandavo da tempo e non so perchè, sono finita a leggere proprio sotto Natale. Forse per ricordarmi che non sempre sorrisi, regali e foto di alberi con tante lucine rappresentano la realtà. Forse un quadro, forse un veleno (medicina) che ci serve per reiterare per ribaltare fuori, dentro, non dentro.
conturbante, emotivo, brillante, spiazzante, una scoperta entusiasmante. Mi ha fatto venire voglia di fare esperienza di tutti gli altri lavori di Batawp
Alan ha un mostro nella pancia. Una creatura abominevole che gli sta acquattata nello stomaco e si alimenta di lui, succhiandone la vita un po' alla volta.
Alan vive in un loop, nella routine dell'esistenza, aspetta Emily che prima o poi ritornerà, che forse non se n'è mai andata che forse è già andata via. (Da quando?)
Alan ha chiuso tutti fuori, dentro resta solo lui, lui col suo mostro, e il mangime che gli dà per farlo stare quieto non è più sufficiente. Il mostro ha fame. E vuole che Alan lo liberi.
Fuori.
Dentro.
La storia che Giulio "batawp" Rincione racconta in Paranoiae, graphic novel di esordio pubblicata per Shockdom, è quella di un ragazzo imprigionato dalla vita e dalla paura, una prigionia in cui il fuori e il dentro sono così uniti da non poter essere distinti, come quel dittongo finale che sembra suggerire lo sdoppiamento e la congiunzione tra Alan e il suo mostro.
Il disperato viaggio di Alan per la propria salvezza, per sfuggire ai propri mostri interiori che si nutrono di lui da dentro senza lasciargli scampo. L'ho trovato complesso da seguire anche per i numerosi piani di narrazione. Tutto spesso si confonde, riflettendo il panico e le illusioni del protagonista. Mi è piaciuta molto la copertina dei capitoli, i quali iniziano tutti con temi sui mostri che si annidano in un Alan ancora bambino. Inoltre, mi ha colpito il carattere tremolante delle parole, che rende bene l'idea dell'irrequietezza e dell'inquietudine di Alan.
Bello, senza dubbio. Il finale lascia l'amaro in bocca, perché per tutto il tempo c'è la speranza di un lieto fine, di una risoluzione, quando in realtà si arriva ad una vera e proprio "reiterazione dell'illusione", come dice l'autore. Il fatto è che, nella vita vera, non sempre esiste il lieto fine, non sempre la scelta che ci sembra migliore è anche la scelta giusta.
Bellissimi disegni e la storia mi ispirava molto alla lettura. Angosciante e un po malato, quello che mi ha deluso però è la confusione che crea in chi legge, a un certo punto non si riesce più a capire il filo dei discorsi e della narrazione, si va completamente a perdere e alla fine ci si domanda "ma cosa ho letto?, ma di cosa parlava?"
Arte e pittura inserite all'interno di un graphic novel cangiante. Da sfogliare e risfogliare. Un albo di stupenda grandezza grafica (con la storia messa in secondo piano).