Amal nasce su un’isola in cui è guerra tra Esercito Regolare e Neri, soldati che in una mano impugnano il fucile e nell’altra il libro sacro. Amal è l’ultimo, servo figlio di servi pescatori e migliore amico di Ahmed, figlio del signore del villaggio. Da piccolo, una mina lo sventra in petto e ora Amal, che in arabo significa speranza, porta un cuore non suo.Amal e Ahmed si promettono imperitura amicizia, si perdono con i loro sogni in mezzo al mare, fanno progetti e dividono le attenzioni della affezionata Karima. Vivono un’atmosfera sospesa, quasi fiabesca, che si rompe quando le tensioni che pesano sul villaggio dividono le loro strade. In questo nuovo clima di conflitti e di morte anche Hassim, il padre di Amal, lascia il villaggio, portando con sé un segreto inconfessabile. Rimasto solo, Amal chiede ancora una volta il conforto e la saggezza del mare e il mare gli dice che deve raggiungere l’imam della Grande Moschea del Deserto, riempire il vuoto con un’educazione religiosa. Amal diventa preghiera, puro Islam, e resiste alla pressione dei reclutamenti. Resiste finché un’ombra misteriosa e derelitta riapre in lui una ferita profonda che lo strappa all’isolamento. Allora si lascia arruolare: la religione si colma di azione. L’educazione militare lo fa guerriero, lo fa uomo. Lo prepara a trovare una sposa per generare un figlio. Ma è proprio questo l’unico destino consentito? Qual è il bene promesso? L’avventura di vivere finisce davvero con la strage del nemico? Con leggerezza e pienezza “alla Mark Twain” Giuseppe Catozzella racconta una storia che, attraverso la leggenda, cerca il presente e nel presente si avvita. Con febbrile determinazione.
He was born in Milan and studied philosophy at the University of Milan. After graduating, he moved to Australia. After living in Sydney for an extended period, he returned to his native Milan. He has been nominated by the UN Goodwill Ambassador UNHCR.
Catozzella has published across multiple literary genres, including plays, short stories and novels, and writes on the main Italian newspapers La Repubblica and L'Espresso. His novel Don't Tell Me You're Afraid, dealing with the refugee crisis in the Mediterranean Sea, was a very popular and critical success in Italy and in the world. The novel sold more than 500.000 copies in 40 countries. In Italy it won the Premio Strega Giovani 2014 and it was shortlisted for the Premio Strega 2014. It has been translated into English by Anne Appel, and published in the US and Canada by Penguin and in UK and Commonweal by Faber&Faber. A major movie is in preparation from Don't Tell Me You're Afraid. His last novel is "The Great Future".
(Finalmente) un bel libro da un giovane autore italiano. Attuale, ma anche senza tempo, scritto come una fiaba, ma anche una storia vera, parla di cose lontane da noi, ma anche vicinissime, proprio come l'Islam. La mia curiosità è sapere cosa ne pensa del libro un lettore non occidentale.
Questo è un romanzo diverso, in primis perché parla di una storia vera, la storia di Amal, dettata direttamente dal protagonista all’autore, che si è spinto fino al confine tra Somalia e Kenya, che ha reso tutto ancora più unico e spettacolare.
Questo romanzo parla della guerra santa in modo diverso: la strage vista in prima persona non da chi subisce, ma da chi attacca. Parla della follia per impugnare il libro sacro in una mano e nell’altra il fucile, ma parla anche del dolore che comporta: morale, non fisico.
“Uccidendo il primo nemico, avevo ucciso per sempre la mia trasparenza: ero duro come il legno,resistente come ferro. Che fosse questo, essere uomo? Mi chiesi “
Catozzella non si smentisce mai. Consigliatissimo!
Un romanzo di formazione davvero interessante! Il giovane protagonista di questo libro affronta tutti temi moderni: guerra,religione,tradimenti,amore...lo consiglio a chi volesse intraprendere una lettura di coscienza...non un capolavoro per quanto mi riguarda poiché è un genere a me estraneo...ma sicuramente da consigliare!
Una favola, ispirata ad una storia vera, scritta in modo avvincente e coinvolgente. Attraverso la storia di Amal e del suo migliore amico Ahmad, divenuti nemici e guerrieri di due fazioni avverse, ma che combattono entrambe in nome dell'islam, vengono affrontati temi di grande attualità come la guerra santa (jhad), le spose bambine, i campi di addestramento delle reclute, il martirio, il desiderio di vendetta e di potenza...
una storia scritta in modo semplice ma dal significato molto profondo. raccontata come una favola, in realtà è la storia di un bambino che diventa uomo e riesce a cambiare il destino che gli era stato assegnato grazie al coraggio, alla compassione e all'amore.
Non ho mai letto qualcosa che abbracciasse l'Islam e le guerre religiose in questa maniera. La guerra, infatti, non è il fulcro del libro ma fa da sfondo a tutta la storia ed è sempre dietro l'angolo. Mi ha aperto un mondo di fatti e parole che non conoscevo. Ho avuto la pelle d'oca, complimenti.
Riecco Giuseppe Catozzella ! Dopo il grandissimo successo di "Non dirmi che hai paura" dello scorso anno (150.000 copie, premio Strega Giovani, traduzioni in tante lingue) il nostro povero scrittore era atteso al varco, da quelli che come me lo hanno amato molto, con la paura di una delusione e da tutti gli altri almeno con curiosità. Ebbene diciamolo subito : " NON CI HA DELUSO!" ...anzi! Il romanzo racconta un mondo a noi sconosciuto e di cui abbiamo tanta paura, la gente dell'Islam che a volte si fa ammaliare dalle sirene della violenza e del terrore dei Neri (Isis) come li chiamano nel romanzo. I protagonisti sono il giovane Amal figlio di pescatori e l'amico Ahmed figlio del ricco padrone del villaggio che vedono la loro vita sconvolta dall'avvicinarsi della guerra fino alle porte delle loro case. Alterne vicende portano lo scompiglio tra la gente fino alla enigmatica partenza del padre di Amal che dopo poco deciderà di partire anche lui. Amal andrà a ricercare se stesso in una scuola coranica nella Grande Moschea, dove la fede, l'ascesi e la mistica stupiscono i nostri occhi "occidentali" che ne restano ammirati. Ma come sappiamo, anche in questi luoghi santi, a volte, si insinuano le peggiori deviazioni della fede in nome di un Islam conquistatore e di una malintesa Jihad che invece di combattersi contro se stessi per santificarsi come voleva il Profeta, viene da queste frange tradotta e praticata come Guerra santa. E anche il nostro Amal finisce nella rete, e diventa un grande e spietato guerriero, ma l'amore per una donna e l'incontro col padre perduto lo porterà ad una più profonda riflessione e ri-conversione. Una storia quanto mai efficace e utile a capire cosa mai possa succedere nella testa di un uomo per ridursi come i Neri, per portare anche giovani occidentali ad arruolarsi nelle fila della morte, data e trovata. Insomma una storia bellissima ed attualissima scritta magistralmente. Catozzella l'ha raccolta direttamente nei luoghi che descrive e dalla voce del protagonista. ...e che ve lo dico a fare? Dovete leggerlo.
All'inizio non capivo bene il senso di questo libro. Non solo perché la scelta di raccontare una storia proveniente da un orizzonte diverso mi sembrava strana, ma soprattutto perché ciò mi impediva di gustarmi la narrazione. Un velo di incredulità rimaneva tra me e la parole che leggevo. Cosa ne sai tu, italiano come me, del nascere con sangue beduino, del divenire soldato per una causa che conosci di sfuggita, dell'essere vittima delle crociate, del percorso per diventare imam? Le parole però sembravano convincenti, la narrazione fluida, i sentimenti e le sensanzioni palpabili... Ho deciso così di cercare in rete qualche informazione in più sull'autore e su questo testo in particolare scoprendo così che si tratta di una storia vera che Catozzella ha riportato in scrittura. Da quel momento la lettura ha preso il via. Nel libro i contrasti sono forse i protagonisti indiscussi. Se troviamo due amici, questi saranno anche i nemici. Se troviamo la guerra, lì troviamo la pace. Se incontriamo la fede, lì tutte crollano. L'autore è stato bravo a mantenere il giusto equilibrio tra i contrasti, senza mai lasciarsi andare a facili giudizi.
"Non piangevo il mio mancato coraggio:piangevo l'uomo che ero diventato". Bellissimo libro, magico, coraggioso, commovente, sconvolgente. Cattozella affronta il tema della guerra santa (e non solo) e le ragioni del perchè un uomo possa abbracciare la causa, ragioni personali, ma non solo. Riesce a rendere la scelta "naturale" ma allo stesso tempo tormentata e sbagliata, ne esce un uomo fratturato e combattutto. L'evoluzione del protagonista è qualcosa di straordinario, si riassume con la citazione iniziale, aneliamo tutti ad essere la versione migliore di noi, un percorso lungo e forse, in alcuni casi, anche impossibile. Le citazioni al Corano invitano a riflettere su quanto l'uomo devi il messaggio che possa arrivare da scritture considerate sacre. Mi ha fatto riflettere la sottomissione del personaggio alle leggi di Allah, che è in realtà un enorme atto di fede, accettare e vivere in armonia con il Creato. Un libro forte, ma vale la pena di leggerlo.
Ho apprezzato molto "Non dirmi che hai paura" di Catozzella. "Il grande futuro" purtroppo mi è piaciuto molto meno: la storia è ugualmente emozionante, ma ho trovato lo stile di scrittura eccessivamente frammentario, al limite del fastidioso in alcuni punti. Sicuramente è però una storia da conoscere e da diffondere, un dramma che noi occidentali abbiamo sotto gli occhi e troppo spesso ignoriamo.
Una bella storia. Interessante. Raccontata in maniera un po superficiale, con salti troppo rapidi qua e là. Alla fine ho avuto la sensazione di non aver capito a fondo il personaggio e le sue ragioni.
Amo lo stile di Catozzella, la sua narrazione pura e senza intromissioni né giudizi personali, amo il modo autentico e potente in cui riesce a scrivere storie vere, dure, crude. Un libro "scritto come una fiaba" che racconta gli effetti devastanti che la guerra produce nell'animo umano, ma anche di come sia possibile, dopo un lungo e tormentato viaggio dentro se stessi, redimersi e rinascere.
Bellissimo. Duro e poetico, preciso e approfondito. Si nota un grande lavoro di studio e preparazione, prima di scrivere un libro immerso nella cultura mussulmana. Uno spaccato di vita reale, scritto con toni da fiaba. Bello
Libro stupendo, pieno di significato e dolore. Catozzella ha una penna unica, riesce a trasportarmi in un mondo molto diverso da quello che conosco, fatto di tradizioni usi e costumi che hanno due faccie, bella e tragica.
Catozella stupisce ancora. Una storia vera, la storia di Ali/Amal, toccante e illuminante. Un romanzo che parla di vita, di religione, di morte ma anche di amore. Da leggere per rendersi conto che i tunnel neri e profondi esistono ma alla fine c’è sempre la luce, bisogna avere fede per trovarla.
Un plauso al coraggio di Catozzella: dopo una storia potente e “prevedibile” nel suo essere commovente e piacere a tutti, ci si sarebbe aspettato che cavalcasse l’onda per scrivere un romanzo sulle medesime tematiche, strappalacrime ma reale al punto giusto.
Invece qui Catozzella, con un’operazione audace se non del tutto riuscita, ribalta totalmente il punto di vista del precedente successo. Il protagonista Amal si arruola nei “Neri” (immagino ci si riferisca all’Isis) a seguito di un travagliato percorso spirituale.
Di difficile lettura e comprensione per noi occidentali è tutta la parte centrale circa l’istruzione coranico di Amal.
Tutto sommato ho apprezzato l’operazione; tuttavia non posso dare 5 stelle, lo stile di scrittura è troppo frammentario, vorrebbe essere lirico ma a volte pecca un pochino di inutile barocchismo. Un’opera sicuramente inusuale, da leggere, ma che poteva dare decisamente di più .