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La teologia del cinghiale

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Luglio 1969. Durante i giorni dello sbarco sulla luna, a Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Il primo è Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante; l’altro è Gesuino Némus, un bambino silenzioso e problematico, da tutti considerato poco più che un minus habens. Amici per la pelle, i due godono della protezione di don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli suoi. Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri De Stefani, un piemontese che fatica a comprendere le logiche del luogo, inizia a indagare con l’aiuto dell’appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere… Misteri, colpe antiche, segreti e rivelazioni vengono scanditi a ritmo battente in un romanzo dalle tinte gialle sapientemente orchestrato, imprevedibile e originalissimo per trama, stile, umorismo e inventiva. Un’opera pirotecnica, geniale e ricca di suspense che ci avvolge con le voci, i sapori e la magia della terra sarda, raccontando gli ultimi cinquant’anni di un’Italia sospesa fra modernità e tradizione.

240 pages, Paperback

First published September 1, 2015

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136 people want to read

About the author

Gesuino Némus

12 books20 followers
Genuino Némus è il nome d'arte di Matteo Locci. Nato in Sardegna in un piccolo paese dell’Ogliastra 58 anni fa. La teologia del cinghiale è il suo primo romanzo.

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Displaying 1 - 30 of 53 reviews
Profile Image for stefano.
188 reviews159 followers
November 14, 2019
Poteva essere una schifezza - cannonau, banditi, morti e sequestri - e invece non lo è. Complimenti a Gesuino Némus per essersi saputo muovere con maestria sul filo del precipizio che separa un ottimo libro dalla buffonata mirtonuragica ad usum continentalis. Se ci penso, a freddo, è una storiella che ha tutti gli ingredienti per ribrezzarmi. E invece no. Quindi ancora più complimenti, soprattutto per il senso dell'ironia che pervade tutto il racconto. Lo leggeresti per ore, uno che scrive così. Io, quando lavoravo in pizzeria, c'era il pizzaiolo che raccontava mille storie. Sapeva di contare balle, io sapevo che le contava, ma però le contava meravigliosamente e quindi non me ne lasciavo sfuggire nemmeno una. Allo stesso modo Gesuino: scrive, racconta e sorride. E noi con lui. A proposito del pizzaiolo, mi è venuta voglia di andare a trovarlo, chissà come sta.
Profile Image for Marco Simeoni.
Author 3 books87 followers
September 20, 2018
Il cinghiale è una preghiera. Coi cani è un rosario. Senza cani un Te Deum. Senza cani, di notte e di frodo, è l'Osanna.

Don Cossu e Gesuino ★★★★★

Romanzo altamente complesso come il popolo autoctono che Némus vuole mostrarci. Tra dialetto e lingue morte ci scappa anche il morto. Ma questo libro d'esordio si fregia di essere diverso dalla massa per una rivendicazione del tempo. Un tempo dilatato nella narrazione che ha un suono personale, un gusto senza eguali come il cannonau e i paesaggi sardi dove puoi perderti o essere rapito (in senso positivo e negativo).
La dilatazione del tempo. Così lo sbarco sulla luna viene vissuto come un'infanzia o la morte di un rapace è sentita come parte integrante di una storia che ancora non si capisce appieno. Mi sono sentito veramente straniero in terra straniera. Ed è stato frastornante.

Sì ma la storia? La storia è quella di un'amicizia tra due bambini Matteo e Gesuino, sancita dalla predestinazione.
"ché le amicizie, quelle vere, quelle tra uomini, nascono dalle debolezze"
Due menti speciali in una terra di tradizioni secolari che segue un ritmo a loro non avvezzo. Ma la storia diventa filosofia e folclore. In certi punti penso sia un trattato antropologico.
Indimenticabili Don Cossu e Gesuino. (soprattutto nel manicomio)
Tantissimi i riferimenti latini e alla lingua (guai a dire dialetto) sardo che possono anche appesantire la lettura, ma ne valgono la pena:

"Hòmini, tui pènsas de sceberài su sonu / ma esti su sonu chi ti scebérada Uomo tu pensi di scegliere la musica / ma è la musica che ti sceglie (Antoni Esulògu, Sa die de su macchìmini, Il giorno della follia)"

"Candu tottu si fùrriada a truméntu / Candu tottu ti pàridi unu spantu I tòccada a fai comént’ e cun su entu / a s’ammaccionài e a du torrài in cantu. Quando tutto si volta in tormento / quando tutto ti sembra uno spavento bisogna fare come con il vento / rannicchiarsi e trasformarlo in canto"

Non ho la chiesa di Wittenberg su cui affiggere i 95 punti della mia personale teologia luterana sul perché bisognerebbe approcciarsi a questo romanzo, perciò concludo con una frase ricca di esperienza:

"Perché così si insegnano le cose davvero importanti: nascondendole"
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews471 followers
October 27, 2016
L’era del cinghiale sardo.

C’è chi muore, c'è chi si ammazza, c'è chi scompare, c’è chi indaga, c'è chi aspetta, c'è chi guarda.
Poi c'è anche chi tace, e sembra saperne più di tutti, forse meno solo di chi tace. O forse no.
Ci sono due bambini, un prete gesuita, un veterinario, due carabinieri, una perpetua e un giornalista. E due latitanti dell'anonima sequestri.
Ma su tutti c'è la Sardegna di Telévras, con i suoi profumi e i suoi sapori, la sua lingua, ricca e colorata, e le sue usanze e la sua ospitalità (ché l'ospite è sacro); ma c'è anche che può essere spietata, matrigna e omertosa, tanto che a volte tocca credere di essere cinghiale, o gipeto, e fingersi morto per salvarsi la vita.

Non si è capito niente, vero?
E certo, era proprio quello che volevo, perché Gesuino Némus, anni dodici nel 1969, e muto che più muto non si può, parla solo quando vuole e con chi vuole, e preferisce farlo scrivendo libri. Titoli e copertine, più che libri interi, che don Cossu (che bel personaggio!) procede a rilegare e ad archiviare per lui.
Ci risiamo?
Certo che sì, il signor “nessuno” preferisce farlo molti anni dopo, attraverso una scrittura ricca di suggestioni, di citazioni, di rimandi classici, scoppiettante come un fuoco d'estate sul quale mettere ad arrostire della carne di pecora e da salutare con un paio di bicchierini di mirto.

Bella sorpresa, davvero, che se solo l'avessi immaginato, a Gesuino Némus, che ho incontrato quest'estate, anziché una dedica striminzita, avrei chiesto "raccontami una storia, così come sai fare tu".
Premio opera prima (e anni cinquantotto) Bancarella, Campiello e John Fante Festival, ajò, mica pizza e fichi, Gesuino Némus è un nom de plume che fa sorridere: perché personaggio e scrittore coincidono, e si fanno metaromanzo, e il nostro (quello vero) si chiama Matteo Locci.
E non finisce qui, perché c'è anche tanto sardo in mezzo, e leggerlo alternandolo all'italiano sottostante, facendo correre lo sguardo in cerca di difficile comprensione, intuito e onomatopee, è puro godimento (ma non per tutti).
Letto con il gruppo di lettura Maddecheaoh, ma con soddisfazione completa solo da due di noi, l'unica forse, io, intenzionata a leggere anche il romanzo "costola" scaturito dalla penna di Gesuino Némus I bambini sardi non piangono mai.

Qui un’intervista e un ritratto dell'autore.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/tem...

http://lanuovasardegna.gelocal.it/tem...
Profile Image for Marco Tabucchi.
1 review1 follower
April 14, 2016
Una vera sorpresa, un libro acquistato per "sentito dire". Tra l'altro pensavo fosse un autore straniero, tipo spagnolo o sudamericano. A volte mi chiedo quanti autori italiani (lui è sardo) non godano di un minimo di pubblicità e di considerazione. C'è tutto quello che si chiede a un romanzo o a un film: storia, trama, personaggi ben caratterizzati, dialoghi asciutti, senza "la coda" dopo la chiusura delle virgolette, gran finale: insomma, un romanzo che sembra un film neorealista. Faccio l'esempio del film perché il libro sembra costruito per un'eventuale trasposizione cinematografica. Troppo astute le variazioni temporali e contingenti, quasi "a stacco", senza lungaggini; e i continui "piani americani" sui personaggi, con le descrizioni dei paesaggi ridotte al minimo essenziale, come se la Sardegna, fosse "un noto" per il lettore evoluto, come dire "tanto lo sai già com'era e com'è la Sardegna". Mi è veramente piaciuto, ma proprio tanto, proprio per questo taglio cinematografico, che lo rende stilisticamente originale e non ingenera noia. Proprio bello!
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
September 16, 2016
Peccato per le frasi in sardo senza traduzione incomprensibili.

Un romanzo che fa ridere, sorridere, riflettere e che alla fine commuove.

L'amicizia tra due ragazzi, un genio e un folle, e un segreto taciuto fino alla propria definitiva riabilitazione.

Una scrittura creativa quella di Gesuino Némus: Opera prima del Campiello meritatissima!
Profile Image for MonicaEmme.
367 reviews154 followers
October 8, 2017
" ... lo apostrofò con un tono che ammetteva, sì, repliche, ma di quelle sarde: in silenzio e con gli occhi pieni di molto, molto rancore."

Ansia. La parola giusta è ansia.
Mi pare che qui si dia per scontato che tutti siano iper-ricettivi. Non ci si può distrarre un attimo, altrimenti si perde il filo.
Forse è meglio che mi spieghi! :)
La scrittura è rapidissima, le frasi sono brevi e i dialoghi altrettanto. Gli scambi di battute si concludono spesso con dei punti esclamativi e sembra che i personaggi stiano tutto il tempo ad urlare. L' autore non si è certo preoccupato di metterci in difficoltà! È come se fosse venuto da noi, ci avesse preso per mano e ci avesse guidato verso le scene, perché è ben chiaro che siamo spettatori!
Ti mette alla prova e fai una gran fatica ad entrare nel contesto, ma quando entri in confidenza col dialetto e col carattere dei personaggi resti lì, a ridere e a piangere coi personaggi e, soprattutto, percepisci la musica e il vento. Sì, è lui il vero protagonista: scirocco, libeccio, maestrale, grecale, ostro si aggira in tutte le sue forme tra le vie di Telévras o nelle parole della gente in un paesello come ce ne sono tanti: Don Cossu che va a caccia col maresciallo De Stefani e il carabiniere scelto Piras e nasconde il vino nell' aspersorio, il veterinario/medico Vittorio Pòddighe, Matilde sorella del prete/perpetua innamorata del maresciallo, Elvira Bòttaru, Matte', e il suo migliore amico Gesui'. Leggo che siamo nel '66 quando "un cono costava 30 lire, con ben tre gusti: crema, cioccolato e il mitico pistacchio." e mi sale una saudade senza precedenti!
A volte Nèmus (che in sardo significa "nessuno") cambia tono: va nel continente a seguire Gesui' trent'anni dopo e noi, dietro, catapultati in un registro linguistico completamente diverso!
Non è possibile leggere senza commuoversi, e vi assicuro che detto da me che ho un animo glaciale è incredibile, perché il modo in cui sono scritte le frasi ti fa pensare quanto sia sensibile lo scrittore e quanti particolari abbia considerato anche per scrivere una sola parola. Il gusto dell' italiano viene fuori come olio sull' acqua.
Grazie a Fois, Niffoi ed, ora, Némus gli scrittori sardi sono nel mio personale podio dei migliori.

" C'è una cosa bellissima e struggente che bisogna dire delle donne di Sardegna: di tutte, proprio di tutte… Non hanno il sangue nelle vene; hanno un liquido di un colore indefinito che scorre lento lento come il Rio Pardu e si ferma, quasi congelandosi, quando il dolore raggiunge livelli insopportabili per gli uomini, considerati a ragione geneticamente inferiori e atti solo alla riproduzione biologica e alla trasmissione ereditaria di case, campi, greggi e vigne. Sono sempre le donne che prendono in mano la situazione e gestiscono i giorni del dolore e dell'umiliazione. Tutte, proprio tutte: sono una categoria kantiana." .
Voglio essere sarda.
Profile Image for Raffaella.
208 reviews4 followers
February 23, 2017
Questo libro mi conferma due teorie:
1- è importante il momento della propria vita in cui si comincia un determinato libro. Se è un libro triste e noi siamo felici, se è allegro e noi siamo tristi, se è impegnato e noi siamo sconcentrati e con la testa tra le nuvole, se è confusionario e noi siamo alla ricerca di ordine, alte sono le probabilità che il libro non ci piaccia perché non nelle nostre corde.
2- anche se un libro non ci piace, va finito. A volte le ultime pagine risolvono un libro intero.

Detto ciò: ho fatto veramente fatica a stare dietro alla trama del libro. Pagine senza virgole, deliri alcolici, dialetto sardo...uff. Troppo poca concentrazione per seguirlo bene? Non so. Fatto sta che ho pensato tutto il tempo "sto libro è un casino, non lo capisco, due stelle". E non nego di essermi a sprazzi divertita, specie con l'arrivo del giornalista ("dai, tre stelle")
La fine ha schiarito la confusione. Menomale, perché non ci avevo capito una mazza.

Profile Image for Piego di Libri.
585 reviews41 followers
June 10, 2016
Forse per questo romanzo, più che per qualsiasi altro edito recentemente, è lecito associare una citazione shakespeariana, in quanto tanto simile alla vita che «non è altro che un racconto narrato da un idiota, pieno di urlo e di furore, che non significa nulla»
http://www.piegodilibri.it/recensioni...
112 reviews3 followers
December 11, 2017
Alla ricerca di Némus

La teologia del cinghiale è un romanzo sorprendente, ricco di mestiere (in senso positivo) e di suggestioni.

Parte con un narratore apparentemente onniscente che rivela la propria vera natura intorno a pagina 70/80. I primi sette capitoli mi sono apparsi una riuscita e sconcertante commistione di tragico e ironico, di cultura alta e di tradizioni popolari.

È stata, soprattutto all’inizio, una lettura spiazzante: non avevo mai letto una Sardegna raccontata così, anni luce lontana dall’ineluttabile tragicità di Grazia Deledda, Salvatore Satta, Salvatore Niffoi o Michela Murgia, tanto per rammentare quanto questa tradizione sia radicata. Avevo appena iniziato a compiacermi del talento di questo esordiente nel raccontare con ironia e leggerezza di omicidi e omertà, di leggi non scritte e di codici d’onore, che subito ne scopro il motivo. Il narratore prescelto è un minus habens, da tutti ritenuto un folle. Come nella migliore tradizione scespiriana il “fool” è colui in grado di raccontare la terribile verità col sorriso sulle labbra. O, in altre parole, la verità conduce alla follia e solo il folle è in grado di accettarla come “normale”.

Il romanzo è ad alto tasso di intrattenimento e molto coinvolgente, ma non per questo superficiale: oltre ad essere un giallo, è una felice fusione di comico e terribile, di ironia e tragedia, di satira e riflessioni più profonde sulla Sardegna e sull’Italia di ieri e di oggi. Il tutto in una serie di monologhi fiume che possono risultare talvolta sconclusionati, talvolta senza punteggiatura, che tuttavia conservano una loro logica lucida e tagliente. Un’ulteriore difficoltà che rallenta la lettura è l’inserimento massiccio di dialoghi e paragrafi in sardo, rigorosamente tradotti nei paragrafi successivi. Questa scelta può sembrare un vezzo, ma in realtà è pienamente giustificata dalla questione antropologico/culturale della dicotomia “lingua/dialetto”. Chiaramente, questo implica un po’ di sforzo e di pazienza da parte del lettore, ma credetemi, ne vale la pena.

La teologia del cinghiale ha vinto il premio Campiello opera prima. È il romanzo di un esordiente.... di 58 anni! L’autore che si cela dietro lo pseudonimo/eteronimo di Gesuino Nemus (che in sardo significa... Nessuno!) ha passato una trentina di anni a limare e ridefinire questo romanzo. E si sente. Si percepisce l’enorme lavoro di precisione dietro questo testo, così come si intuisce che chi ha composto queste pagine è un uomo con un suo intenso vissuto e una notevole esperienza di vita. Anche la scelta di utilizzare questo pseudonimo non è né casuale, né capricciosa: in un gioco di specchi, il nostro narratore pazzo è un aspirante scrittore che su invito dei propri terapeuti compone diari che potrebbero addirittura essere destinati alla pubblicazione... con una sottile ironia nei confronti dei colleghi scrittori e del mondo dell’editoria. Insomma, ce n’è per tutti.

Ce n’è davvero per tutti: il punto di vista cambia un paio di volte all’interno del romanzo, con esplicito invito del narratore a “entrare” nel racconto, a immedesimarsi e identificarsi con uno dei personaggi (“Vi da del voi; voi siete Voi”, pag. 136; “Ma voi siete uno che per mestiere deve osservare”) – e si badi, non con quello del pazzo sardo, ma con quello dell’osservatore venuto dal continente.

Un romanzo, direi, in grado di mettere d’accordo un pubblico eterogeneo, dal quale è stata estrapolata una lunga parte che è stata pubblicata separatamente come secondo romanzo (ironicamente lo stesso personaggio Gesuino de “La teologia del cinghiale” ne fa accenno, in un continuo gioco di specchi). Ne avessimo di più, nel nostro paese, di questi signor “nessuno”.
Profile Image for Simona.
976 reviews228 followers
June 15, 2017
"Ho visto solo le spalle. Due bambini, di sicuro, proprio come me e Matteo".

"La teologia del cinghiale", esordio di Nemus, potrebbe essere racchiuso tutto qui. Non è solo la storia dell'amicizia tra due esseri diversi, particolari, ma anche una storia di sotterfugi e di segreti taciuti per troppo tempo. Da un lato Matteo, bambino molto intelligente e figlio di un latitante, dall'altro lato Gesuino Nemus, autore e protagonista, è molto silenzioso e problematico.
Ciò che colpisce di questo romanzo è la tecnica, lo stile, la trama particolarmente originale che non abbandona il lettore fino alle ultime pagine. Una vicenda in cui gli omicidi hanno luogo in una Sardegna divisa tra modernità e tradizione che avvolge il lettore nei suoi sapori, nella sua magia e lo conduce attraverso una terra che stupisce e arde più che mai.
Profile Image for Elia Luisetto.
17 reviews
April 29, 2023
L'anno scorso ho cercato su internet 'Libri sui cinghiali' e tra i vari libri che effettivamente parlavano di cinghiali mi è uscito questo che fin da subito ha destato la mia curiosità. Le prime pagine sono toste, facile arenarsi davanti ad un libro pieno di frasi in Sardo con continui cambi di narratore...ma poi la storia inizia a farsi avvincente e non riesci più a smettere di leggere. Due bambini (uno bravo in tutto e l'altro con una strana malattia), un prete simpatico ed ubriacone, un maresciallo piemontese (boia faust), la cultura sarda, delle strane morti ed un finale da 10 e lode!
Ve lo consiglio, ora vorrei un sorso di Cannonau Sardo però...🐗🍷
Profile Image for Roryitsme.
45 reviews41 followers
April 8, 2018
Dio o vuole togliere il male e non può
o può e non vuole
o non vuole né può
o vuole e può.
Se vuole e non può è impotente: quindi non può essere Dio.
Se può e non vuole è invidioso: quindi non può essere Dio.
Se non vuole e non può è invidioso e impotente: quindi non può essere Dio.
Se vuole e può allora è Dio
Ma se vuole e può allora perché non lo toglie?
E allora da dove arriva il male?

AmDg (La teologia del cinghiale di Cossu don Egisto, pag. 11)
Profile Image for Paola.
255 reviews15 followers
September 18, 2019
★★★ e 1/2
Di questo romanzo mi sono piaciuti moltissimo alcuni personaggi (soprattutto Don Cossu), le parti in sardo, di cui ho gustato il "sapore" anche senza capirle del tutto, e le descrizioni dei luoghi e dei pranzi luculliani. Ci ho ritrovato un po' dell'aria di paese che è la stessa dappertutto. La storia è piuttosto sconclusionata e alcuni personaggi non mi sembrano credibili, ho fatto un po' fatica a finirlo.
Profile Image for Christiane.
40 reviews
September 19, 2022
Abgebrochen, ist mir irgendwie zu wirr. Obwohl ich die Infos, die man so nebenbei über das Leben auf Sardinien bekommt, schön fand. Ich wollte hier auf der Insel was passendes lesen aber das macht irgendwie keinen Spaß.
Profile Image for Andrea Premoli.
165 reviews2 followers
January 8, 2021
Onestamente, pare difficile pensare che possano esistere libri più incasinati e confusionari di questo: la trama (ammesso che ci sia) non si capisce, annacquata com’è da continue digressioni e aneddoti. Lo stile narrativo rende la lettura praticamente impossibile: la grammatica esiste per le prime 5/6 parole di ogni frase. Poi ne seguono altre 10/12 completamente prive di qualsiasi segno di interpunzione: starà forse al lettore capire come leggerle e che significato dargli. E poi, come ciliegina sulla torta, il capitolo IX: qui l’autore mette in sospeso la storia (siamo verso pagina 70, quasi a un terzo del giallo) per far partire una digressione su sé stesso e il proprio (presunto) stile di narrazione.

Praticamente illeggibile, La Teologia del Cinghiale è l’ennesima dimostrazione che non si possono scegliere i libri per i premi letterari che vincono.
Profile Image for Thomas.
Author 1 book13 followers
July 30, 2021
Bel libro. Pensavo un giallo: c’è il delitto, la polizia, l’indagine. Ma c’è di più: ambientazione storica (1969 vabbè, ma comunque...). C’è l’esposizione antropologico-sociale, lo studio della psicopatologia, il Bildungsroman. C’è il cambiamento di stile, di prospettiva, di registro linguistico del narratore. Alla fine, chi troppo coglie non stringe tutto, ma comunque fa un bel mazzo. Bravo Gesuino, andiamo a scoprire anche il secondo libro.
Profile Image for Martina Nordio.
Author 2 books9 followers
June 10, 2016
Questo è un libro che va affrontato con pazienza e dedizione. Che non cattura fin dal principio ma riesce a farsi strada nella mente del lettore pagina dopo pagina. Penso che questa frase ne riassuma al meglio lo spirito: "Siamo oltre la teologia. Siamo in Sardegna."
Profile Image for Ranocchia.
30 reviews
October 16, 2017
Sarebbero tre stelle. Scendo a due per l'uso eccessivo del sardo senza troppe spiegazioni e per un po' di confusione nella trama. Però non mi è dispiaciuta, soprattutto l'ambientazione che poteva diventare macchiettistica invece non lo è.
Profile Image for Giorgia Imbriani.
712 reviews11 followers
June 11, 2021
Riguardo la tanto elogiata originalità della scrittura, confermo: è talmente originale che mi sono arenata a pagina 40, stremata dai continui inserimenti in sardo. Perché devi farmi fare tutta ‘sta fatica?!
Profile Image for Marco Croella.
178 reviews16 followers
November 16, 2018
Terribilmente noioso. La parte più entusiasmante è stata il capitolo "Indice", alla fine dell'ebook.
Profile Image for Gerardo.
489 reviews34 followers
February 16, 2017
Testo notevole in quanto a originalità, ma che è destinato a un pubblico colto che cerca elementi strutturali meno canonici e più complessi.

La trama è molto semplice: viene ritrovato un cadavere in un paesello della Sardegna del 1969. Il fatto mobiliterà una serie di personaggi caricaturali, primo tra tutti il parroco della città: Don Cossu. Il cadavere è il padre di Matteo, ragazzo prodigio che viene cresciuto dal parroco: purtroppo, il triste ritrovamento darà inizio a una serie di vicende oscure.

SPOILER

Insomma: il lettore viene incuriosito dal mistero, quasi come se il romanzo fosse un giallo. Ma la struttura, però, è molto più complessa di un romanzo classico: prima di tutto, a un certo punto della storia il narratore, che prima ci appariva come un elemento esterno, si scopre essere uno dei protagonisti della vicenda. Da ciò vengono spiegate alcune bizzarrie linguistiche, dovute alla particolare condizione del narratore: è folle, ma non privo di una certa brillantezza, che affronta il problema della scrittura come la possibilità di riconquistare una presa sulla memoria, che purtroppo ha fragile: infatti, tende a dimenticare quello che gli succede. Inoltre, si scopre anche il nome del narratore: Gesuino Némus, cioè il nome che troviamo in copertina. E quindi, non è l'autore a calarsi nel suo mondo, ma il personaggio a calarsi nel nostro: il testo diviene metaletterario, perché non solo parla del mistero, ma anche delle difficoltà di scrittura dello stesso, oltre che di pubblicazione.

Quindi: si passa da una normale terza persona a un'altrettanto classica prima persona. Eppure, a un certo punto, subentra anche un tu: prima, facendo immedesimare il lettore in un rapace, poi in uno dei personaggi della storia: tale Carlo Schengen, figura cara al narratore Gesuino, anche se si scoprirà solo molto avanti il perché. Carlo è l'outsider, come il lettore: proviene dal continente, quindi da un mondo lontano rispetto alla Sardegna descritta. Quindi è il personaggio del tu, perché è lontano così come il lettore. E iniziamo a osservare tutto dagli occhi sorpresi di quest'uomo capitato per caso in un paesino sconvolto dal delitto. Ma a Carlo viene affidata una missione: far parlare Gesuino, poiché è l'unico che sa cosa sia effettivamente successo in quei giorni. Il suo mutismo, unito alla promessa fatta a Matteo, lo porterà a scrivere di quei giorni, ma a cercare sempre di rimandare la spiegazione, perdendosi in mille aneddoti legati alla Sardegna. Quindi, a un certo punto, vengono spiegate anche la divagazioni presenti nel testo, che all'inizio potrebbero anche irritare un lettore abituato a intrecci più serrati.

E, infine, Gesuino parla: ma solo dopo che tutti i protagonisti della storia sono morti. E questo gesto che rende la vicenda pura letteratura: nella realtà non c'è soluzione, ma solo la tragicità degli eventi: solo nella letteratura tutto acquista un senso, anche se a fatica. Il finale mostra tutto il romanticismo macabro di una vicenda che testimonia il dolore di una terra che, nonostante il buonumore portato avanti con strenua determinazione da alcuni personaggi, cela al suo interno anfratti di povertà e violenza.

In breve: il testo non ci presenta solo il mistero del delitto, ma anche il mistero di come sia stata possibile la scrittura di questo libro. Al lettore spetta il compito di mettere insieme i pezzi di una vicenda bizzarra, spassosa in molti punti, eppure velata di una malinconia profonda. Le descrizioni puramente sarde, inoltre, mostrano una terra dall'identità molto forte, nonostante la semplicità dei personaggi e di alcuni suoi aspetti.

Consigliatissimo, ma siate consapevoli di stare di fronte a un testo squisitamente complesso.
Profile Image for Wal.li.
2,558 reviews70 followers
March 4, 2022
Spurenleger

Auf Sardinien zur Zeit der ersten Mondlandung sind Gesuino und Matteo beste Freunde. Die beiden 11jähren verstehen sich oft ohne Worte. Gesuino hat wegen einer Erkrankung Mühe zu reden. Doch er schreibt Dinge auf, die er allerdings schnell wieder vergisst. Dann wird Matteos versoffener Vater tot aufgefunden. Der örtliche Pfarrer, der Matteo zu Schutz unter seine Fittiche genommen hat, versucht seinen Schützling zu trösten. Aber noch am gleichen Tag erhängt sich die Mutter des Jungen. Tragischer kann es für Matteo kaum sein und er bespricht sich mit Gesuino. Plötzlich ist ist auch Matteo verschwunden.

Ein kleiner Ort auf Sardinien, die Bewohner bilden eine verschworene Gemeinschaft, die nach außen schweigt und nach innen ihre Angelegenheiten selbst regelt. Da hat der hinzu versetzte Polizist aus Norditalien keine Chance. Noch müht er sich mit der sardischen Sprache ab, die eine richtige Sprache ist und kein bloßer Dialekt. Es ist Sommer und es ist heiß. Hat das etwas dazu geführt, dass der Polizist einen neuen Fall zu seinen ungeklärten Fällen packen muss. Hoffentlich ist Matteo wirklich nur weggelaufen und nicht auch noch entführt. An Kindern vergreift man sich einfach nicht, das wissen alle im Dorf.

Der Titel des Buches weckt die Neugier des Lesers. Und auch der gewählte Schauplatz regt die Phantasie an, Sardinien, da würde man gerne mal Urlaub machen. So ganz hält der Roman nicht, was er verspricht. Die unterschiedlichen Perspektiven muss man sich selbst erschließen und das wirkt manchmal etwas verwirrend und es verwischt die Handlung. Der verschwundene Matteo ist sympathisch, aber kein Rettungsanker. Sein Freund Gesuino scheint kein Glückskind zu sein und doch mögen die Leute ihn und versuchen, ihn zu unterstützen. Dennoch erscheinen die späten 1960er doch etwas weit weg. Die Beschreibungen der Gegend und des möglicherweise beginnenden Tourismus’ sind dafür ansprechend und überzeugend. Der auf Kurzbesuch weilende Journalist erdet die Handlung und seins Empathie gegenüber Gesuino ist herzerwärmend.
3,5 Sterne
Profile Image for GiulyP.
12 reviews
December 31, 2020

“Abbassare la serranda di un bar a Telèvras, senza dire niente a nessuno, alle otto del mattino, voleva dire due cose: la Russia aveva invaso la Sardegna e bisognava andare in piazza a festeggiare, o era successo qualcosa di veramente, ma veramente grave.”

Siamo alla fine degli anni ‘60 e a Televrás, paesino di 3000 abitanti della provincia di Nuoro viene ritrovato il cadavere del padre delinquente e latitante di Matteo, un ragazzino straordinariamente talentuoso di cui si occupa il sacerdote del paese, Don Cossu. A occuparsi delle indagini sono proprio il prete e gli unici due carabinieri di cui la cittadina dispone: il maresciallo De Stefani, piemontese, e il carabiniere scelto Piras. Ben presto, però, spuntano fuori altri due cadaveri e ha inizio una serie di eventi strani e misteriosi che coinvolgono sopratutto Matteo e il suo migliore amico Gesuino, un orfano con qualche rotella fuori posto che non parla ma scrive soltanto.
Chi è l’assassino e cosa è successo davvero a Televras?

Questo libro è un gioiellino. Divertente e esilarante, tragico e commovente, grottesco e totalmente folle, in cui l’anima sarda e la sua singolarità la fanno da padrone, anche dal punto di vista linguistico. Sì perché, da bravi abitanti della provincia di Nuoro, i personaggi parlano in sardo, tranne che con i forestieri e cioè gli italiani. Tranquilli però, c’è sempre la traduzione.
Metterlo giù è impossibile e il mistero che avvolge la storia non viene svelato se non nelle ultimissime pagine, tant’è che quasi ci si preoccupa che si arriverà al finale senza aver scoperto la verità.

Un interessante spaccato sulla Sardegna della fine degli anni ‘60 e sui paesini dell’entroterra sardo in cui l’unica cosa cambiata, oggi, è forse solo il numero degli abitanti.
Profile Image for Nor Bert.
48 reviews2 followers
August 11, 2021
Der auf Sardinien spielende Kriminalroman "Die Theologie des Wildschweins" von Gesuino Némus ist geprägt von skurrilen Charakteren und einem eigenwilligen Stil.

Im Jahr 1969 verschwindet im sardischen Bergdorf Telévras einer der Bewohner und wird kurze Zeit später tot aufgefunden. Der gerade aus dem Piemont hierher versetzte Carabiniere Maresciallo De Stefani nimmt die Ermittlungen auf, wobei ihm als Fremdem ohnehin schon von allen Seiten tiefstes Misstrauen entgegen schlägt. Und nun müsste er, um das Verbrechen aufzuklären, auch noch an wohl gehüteten Dorfgeheimnissen rühren, denn es gibt viele ungeschriebene Gesetze auf Sardinien. Zum Glück hilt ihm wenigstens Dorfpfarrer Don Cossu, der so manches weiß und an Wochenenden mit De Stefani auf notorisch erfolglose Wildschweinjagd geht, bei seinen Nachforschungen.

Der Roman ist zweifellos originell und steckt voller Lokalkolorit, das ein von Traditionen geprägtes Sardinien an der Schwelle zur Moderne beschreibt. Humorvoll und mit skurrilen Bewohnern setzt der Autor in einem ihm eigenen Erzählstil dieser für deutsche Leser eigentümlichen Welt ein detailreiches Denkmal und nimmt einen dorthin mit. Es ist ein echter Regionalkrimi. Doch gerade die vielen für uns fremdartigen Namen, die öfters nicht übersetzten Sätze in sardischer Sprache und die häufiger Perspektivenwechsel können das Buch schwer lesbar machen, auch wenn einen die Atmosphäre in ihren Bann zieht. Nach einem temporeichen Anfang lässt die Spannung leider im weiteren Verlauf etwas nach. Die Auflösung des Falls kommt dann von unerwarteter Seite. Trotzdem lohnt sich das Durchhalten.

"Die Theologie des Wildschweins" ist ein durchaus gelungener Auftakt zu einer neuen Serie.

Vielen Dank an den Eisele Verlag und NetGalley für die Überlassung des Rezensionsexemplars.
Profile Image for Bakis.
152 reviews14 followers
July 14, 2022
La prima osservazione è che nella narrazione si fa un ampio uso del sardo ma l'ortografia è completamente sballata. Mi dispiace molto. Capisco che l'editore è continentale ma l'autore poteva chiedere la cortesia a qualche sardofono istruito per un minimo di correzione. Passièntzia.
La seconda è che non c'era bisogno di un altro libro su vedove e banditi.
La terza è che, però, è scritto in maniera originale, con momenti molto comici, altri commoventi e con anche alcune riflessioni interessanti.

Insomma, fossi stato l'editore avrei cercato di convincerlo eliminare la parte sui latitanti e sugli omicidi, magari per concentrarmi sugli altri personaggi, che sono interessanti.
Forse fare uso di temi topici è servito ad ancorare a dei punti fermi la storia, altrimenti troppo sfuggente, come l'eloquio di Gesuino.

In ogni caso, eccezionale esordio e comprendo il successo che ha avuto.
Bisogna ora capire se l'autore rimarrà su questi temi, come altri hanno fatto, per lucrare sul filone mitologico dell'arcadia sarda di vedove, cannonau, cinghiali e banditi, o se avrà la maturità e l'intelligenza di raccontare altre cose.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
February 15, 2023
Con la sua mescolanza di etnicismo antropologico, malattia mentale e mistero la storia è davvero affascinante, ancora di più perché ambientata nei giorni del primo sbarco umano sulla luna. L'ambiente arcaico in cui si svolge, coi suoi riti dimenticati e i rapporti umano praticamente incomprensibili, si dispone infatti come uno specchio rovesciato nei confronti di quell'allora incredibile modernità. La storia è raccontata a più voci, e qui si presenta qualche difficoltà, soprattutto quando la voce narrante è Gesuino Nemus, alter ego omonimo dell'autore e vero e proprio deus ex machina del romanzo. Un'altra difficoltà è costituita dalle parti in sardo tradotte in italiano mediante ripetizione del discorso, cosa che appesantisce molto la narrazione.
Nonostante tutto, una piacevole sorpresa nel panorama letterario italiano.
Profile Image for Federica Rodi.
29 reviews
August 13, 2018
Letto per caso, occasione su Amazon (gratuito) e mi sono detta perchè no? in fondo la Sardegna mi affascina e un giallo ambientato sull'isola degli anni '60 mi solleticava la curiosità.
Fantastico.
Mi sono divertita, mi è piaciuto tantissimo, un mistero che si è svelato solo alla fine e nel più inaspettato dei modi.
I personaggi sono ben delineati, reali e don Egì veramente unico. anche le figure di contorno sono peculiari e aggiungono sfumature alla storia.
C'è un cambio di io narrante. all'inizio non ci si rende conto che chi racconta era parte della storia, lo si capisce leggendo. E' stato interessante il cambio di prospettiva.
Insomma è stata una bella sorpresa e una piacevolissima lettura. Spero negli altri suoi libri.

Profile Image for Bardamu.
213 reviews6 followers
October 10, 2022
Originale.
E con ciò ho accontentato l'autore, che in un'intervista ha dichiarato che l'aggettivo che più lo rendeva orgoglioso, riferito al suo libro da un critico, era questo.
Si imparano molte cose sulla Sardegna reale, quella dell'interno, e , anche se i fatti sono ambientati all'epoca del primo allunaggio di un essere umano sul nostro satellite, i caratteri non credo siano cambiati molto.
Ci sono anche molti riferimento gastronomici, dato per me molto interessante.
Bella la caratterizzazione di alcuni personaggi, soprattutto la figura del prete è assai gustosa.
L'intreccio non mi ha convinto molto, ma non è la cosa più importante di questo libro.
La scrittura, invece, è godibile e, appunto, molto originale.
Displaying 1 - 30 of 53 reviews

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