Visionario dalla personalità complessa, Joseph Beuys per anni ha coltivato instancabilmente, attraverso le opere, l’insegnamento e l’attivismo, un ambizioso progetto per la trasformazione della società occidentale contemporanea in un sistema pacifico, democratico e creativo. La strada da percorrere per raggiungere questo traguardo è l’arte, considerata non come il dono di pochi talentuosi, bensì come una capacità innata dell’essere umano, praticabile da ogni individuo. In questa lunga conversazione del 1979, Beuys dialoga con Volker Harlan esponendo le motivazioni di fondo della sua «scultura sociale»: riflessioni illuminati, in cui l’arte emerge al crocevia tra filosofia, spiritualità, pedagogia, ecologia ed economia politica. Beuys si rivela l’architetto di una concezione estetica rivoluzionaria, fondata su una riduzione all’essenziale; un’arte che vuole essere una prassi condivisa e permanente per migliorare la relazione fra l’uomo e il mondo.
Joseph Heinrich Beuys (/bɔɪs/ BOYSS, German: [ˈjoːzɛf ˈbɔʏs]) was a German artist, teacher, performance artist, and art theorist whose work reflected concepts of humanism, sociology, and anthroposophy. He was a founder of a provocative art movement known as Fluxus and was a key figure in the development of Happenings.
Beuys is known for his "extended definition of art" in which the ideas of social sculpture could potentially reshape society and politics. He frequently held open public debates on a wide range of subjects, including political, environmental, social, and long-term cultural issues.
Libro super interessante soprattutto per chi studia arte ma lo consiglio anche a chi è interessato a saperne di più sul mondo dell'arte. Ci sono riflessioni profonde su tante questioni. Joseph Beuys è un'artista particolare che descrive il suo modo di lavorare e di approcciarsi con i materiali in una intervista simpatica e mai noiosa