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La casa del debito (La cultura)

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La crisi scoppiata nel 2008 ha cancellato otto milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, e più di quattro milioni di case sono state pignorate. È solo una coincidenza che negli anni precedenti gli Usa abbiano assistito a un vertiginoso indebitamento delle famiglie?
Armati di una stupefacente mole di dati, Atif Mian e Amir Sufi mostrano che tanto la Grande
recessione dei nostri giorni quanto la Grande depressione degli anni trenta sono state provocate da un aumento dei debiti delle famiglie, seguito da una significativa diminuzione delle spese per consumi. Così si formano, per poi esplodere drammaticamente, le bolle finanziarie, come esemplificano anche il boom e il successivo crollo del mercato immobiliare in Spagna e in Irlanda. Scoppiata la crisi, i governi statunitensi e la Federal Reserve hanno salvaguardato istituti finanziari e creditori, ma per riequilibrare il sistema avrebbero dovuto difendere i mutuatari in difficoltà, condonando almeno in parte i loro debiti.
Il problema non è la «stretta creditizia», il famigerato credit crunch: aumentare il flusso del credito è disastrosamente controproducente. Per evitare nuove bolle è necessario affrontare più direttamente il vero problema, cioè il debito, e interrompere il circolo vizioso delle perdite forzate a cui vanno incontro le famiglie indebitate: per esempio favorendo la diffusione dei contratti di mutuo a responsabilità condivisa.
Possiamo e dobbiamo prevenire il verifi carsi di nuove crisi: per farlo occorre un’analisi accurata, complessa e non ideologica di quanto successo negli ultimi anni. La casa del debito è in questo senso un contributo fondamentale, sorretto da ricerche meticolose ed esempi illuminanti, che si distingue dalla copiosa letteratura sulla Grande recessione per l’inedita capacità di alternare il primissimo piano sugli attori economici – a cominciare dalle famiglie – e uno sguardo a tutto campo, che dagli Stati Uniti muove verso l’Europa.

277 pages, Kindle Edition

Published November 19, 2015

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Atif Mian

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14 reviews
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October 18, 2024
"La casa del debito" parla delle cause della Grande Recessione, e che cosa si è fatto - o non fatto - subito dopo per arginarne gli effetti. Nel 2024 compie 10 anni dalla prima edizione, ma è ancora attuale e validissimo.
Non è un libro che parla di "grandi scommesse" o di lupi di Wall Street. E' un'analisi macroeconomica e finanziaria molto seria, rigorosa ma tutto sommato accessibile che spiega le "grandi forze in gioco" che hanno portato alla crisi del 2007/2008, al di là dei singoli casi di frode - pur eclatanti - che si sentivano sui giornali e in TV in quegli anni.

Quindi è un libro che va oltre la bolla immobiliare e la dinamica perversa dei mutui sub-prime cartolarizzati. Descrive questi eventi - anche con un certo livello di dettaglio - ma il suo vero obiettivo è far capire che cose del genere sono state "figlie del loro tempo".

Chi infatti mastica un po' di economia - quella seria - sa che la bolla immobiliare del 2007 più che una causa è stata già in un certo senso un effetto del modo di concepire l'economia e la finanza della nostra epoca. Intendo dire che questo libro parla - più in generale - di neoliberalismo, anche se mai in senso esplicito. Personalmente, credo che sia stata quella la vera causa della Grande Depressione, più che un gruppo di finanzieri fraudolenti, politici collusi e controllori pigri o disattenti (che pure sono tutti personaggi - ahimè - di quella storia).

In pratica gli autori non vogliono andare molto indietro nel tempo e nella catena causa-effetto, arrivando fino ai soliti colpevoli (Von Hayek, Reagan e Thatcher e così via) e ai soliti scenari (le crisi petrolifere, la stagflazione, la politica monetaria da cavallo di Volker e lo Stato budget-0) ma vogliono comunque criticare un modo di concepire il credito e la finanza tipicamente neoliberisti.

Infatti - secondo me - le parti più corpose e interessanti del libro sono quelle in cui gli autori descrivono la polarizzazione dei redditi e della ricchezza finanziaria netta nella popolazione. O anche le parti in cui gli autori descrivono gli incentivi "perversi" che guidano certi modus operandi nella finanza moderna. Tutti questi fenomeni portano poi a una spirale di indebitamento perversa che si risolve, logicamente, in situazioni come quella del 2007/2008.

Diciamo quindi che questo libro si può leggere in continuità con altri 2:
1. "Questa volta è diverso: 800 anni di follia finanziaria" di Reinhart e e Rogoff
2. "Il Capitale nel XXI secolo" di Thomas Piketty

"La casa del debito" è una sorta di grosso "box di approfondimento" per entrambi. Credo che i 3 libri funzionino bene assieme, si completino a vicenda. E la ragione è sempre la stessa: parlano, in qualche modo, tutti e 3 di neoliberalismo.
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