Letto moltissimi anni fa e riletto un po' più di recente...e io molto raramente rileggo! Posso tranquillamente affermare che si tratta del MIO ROMANZO PREFERITO. Ho, come tutti, una lista di romanzi "del cuore", indimenticabili, per i quali farei grossa fatica ad immaginare una classifica; ma a questo mi sento di assegnare il primo posto.
Sono rimasta sorpresa nel non trovare nemmeno un commento all'edizione italiana su Goodreads e, quindi, - visto che ormai quella di far conoscere questo meraviglioso romanzo, inspiegabilmente fuori commercio da decenni, è diventata per me una sorta di missione - mi sono decisa a lasciare anche qui una piccola traccia, nella speranza che qualcuno abbia voglia di recuperare (nel mercato dell'usato o in qualche biblioteca) questa perla della letteratura romantica.
La vicenda si svolge nella seconda metà degli anni '30 in un immaginario principato indiano (Ranchipur) che, grazie all'opera dell'anziano sovrano e di alcuni giovani collaboratori, sta cercando di lasciarsi alle spalle arretratezza, superstizioni e discriminazioni di casta. In esso convivono la comunità indiana e quella occidentale (militari e burocrati inglesi, missionari americani), spesso divise da un muro invalicabile di incomprensioni e pregiudizi reciproci, altre volte alla ricerca di una rispettosa integrazione. La vita del paese e dei suoi abitanti viene improvvisamente sconvolta da un terremoto devastante a cui si aggiungono prima una terribile inondazione, dovuta al cedimento della diga, simbolo del progresso e della modernità cui tende l'opera riformatrice, e quindi il diffondersi di epidemie di tifo e colera. Ma Shiva, il distruttore, porta anche la rigenerazione, una rinascita che è soprattutto una rinascita dell'anima. I protagonisti del romanzo cambiano, crescono e si evolvono passando attraverso la devastazione, la morte e la malattia, lottando per la vita ma anche per risanare il proprio spirito.
Se avete visto la trasposizione cinematografica - soprattutto la versione del 1955 - dimenticatela: quel "melodrammone" non c'entra quasi nulla col romanzo e con il suo significato più profondo. Senza contare che mentre nel film i protagonisti sono Lady Heston e il dott. Safka (evidentemente l'amore tragico "vendeva di più") nel romanzo essi hanno un ruolo decisamente più marginale.
La coppia protagonista è invece formata da Tom Ransome e Fern Simon.
Lui (figlio di un conte scozzese e di un'ereditiera americana) è, all'inizio del romanzo, un uomo cinico e disincantato, "malato nell'animo", sostanzialmente nullafacente (ama dipingere) e sull'orlo dell'alcolismo, ma anche intelligente e ironico, onesto e disponibile (...nonché un figo di prim'ordine, uno di quei protagonisti impossibili da dimenticare); non è pienamente integrato nella comunità anglo-americana, di cui disprezza la grettezza e la chiusura; i suoi migliori amici sono l'affascinante medico indiano (Safka), l'anziana infermiera scozzese (McDaid), il missionario americano Smiley e sua moglie, il capo della polizia (il musulmano Rashid Alì Khan) e il rappresentante della comunità degli Intoccabili (Jobnekhar).
Fern all'inizio del romanzo è una ragazzina un po' superficiale che vive in un mondo tutto suo per sfuggire alla vita di facciata impostale dalla madre (moglie dell'altro missionario americano, decisamente più mondano di Smiley), perbenista quanto arrivista, che cerca in tutti i modi di "accasarla" con uno dei giovani e vuoti borghesi che frequentano i suoi tè. Sogna di fuggire ad Hollywood e vive fantasticando sulle riviste patinate che una cugina le invia dagli USA.
Due personaggi assolutamente distanti quelli di Fern e Ransom, che finiranno per incontrarsi, conoscersi ed amarsi nell'infuriare della catastrofe, uscendone cresciuti e cambiati: Fern diviene una donna consapevole, impegnata, autonoma e padrona della propria vita e delle proprie scelte; Ransom rinasce nell'amore, abbandona alcool, cinismo, solitudine e senso di inutilità, ritrovando la voglia di vivere e, finalmente, di costruire qualcosa, con Fern e per Ranchipur.
Accanto ai due protagonisti si muove una folla di personaggi minori ma caratterizzati in modo così vivido che alla fine del romanzo sembra quasi di conoscerli personalmente. Tra gli altri spiccano Lady Heston (anche lei un personaggio "in evoluzione", da dissipata aristocratica inglese a infermiera al sevizio dei più umili...ma soprattutto del vero amore, mai conosciuto prima), il dott. Safka (in equilibrio tra fede nella scienza e tradizione, tra distacco e passione), ma anche gli Smiley e la zia Febea, l'anziana e arguta Maharani, la terribile signora Simon, l'attempata infermiera McDaid, votata alla sua missione e al segreto quanto impossibile amore per Safka...
INDIMENTICABILE!