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Erravamo giovani stranieri: Poesie, prose, canzoni, immagini

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"Erravamo giovani stranieri" presenta una scelta tra poesie e prose, tra canzoni e immagini di Alberto Dubito, giovane artista che ci ha lasciato troppo presto. Alberto era dotato di un talento profondo e precoce che gli ha consentito di lasciare una mole impressionante di scritti in pochissimi anni. Ne emerge un quadro dell'Italia contemporanea cupo, a tratti disperato, eppure tagliente e acuto, attraversato da spiazzanti lampi d'ironia, grazie a un'irriverente abilità nel giocare con le parole. In queste pagine la ribellione esistenziale e politica si alterna, spesso in modi imprevisti, all'introspezione e all'empatia. I suoi personaggi erranti popolano un immaginario che sovrappone periferie dell'animo e realismo sociale, dipingendo affreschi visionari dai molteplici piani di lettura. Lo stile espressivo contamina suoni, immagini e parole; la scrittura è fortemente influenzata dal rap. Il raddoppio delle sillabe sul verso, le sovrapposizioni continue su ritmo veloce trasmettono al lettore una vera e propria colonna sonora testuale, che non ha nulla da invidiare alla forza evocativa della musica

160 pages, Paperback

First published December 31, 2012

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Profile Image for Francesco.
1 review
December 21, 2021
Probabilmente siete giunti nella pagina dedicata a questo libro un po' per caso, magari per sentito dire di qualcosa annesso ai Disturbati dalla CUiete o semplicemente per Alberto Dubito e la sua storia finita purtroppo in maniera precoce.

La raccolta in questione è stata per quanto mi riguarda una delle più belle letture che io abbia mai fatto, seppur sia sconosciuta ai più. Questa cosa mi dispiace moltissimo.

Tra le pagine di questo libro viene rappresentata la società in cui viviamo grazie allo sguardo di un ragazzo, impegnato a vivere ed a scontrarsi con tutto ciò che non funziona in questo sistema.
L'immagine che viene rimandata al lettore è tetra e non presenta che un piccolissimo spiraglio di luce.
Proprio intorno a questa fievole luce orbitava la sua esistenza, nel tentativo di smuovere le persone e portare ad un miglioramento il mondo. La bellezza dei semplici istanti puri ed il tentativo di rivalsa verso un mondo che ti ha abbandonato.
Quasi sempre però tutto ciò finiva con l'infrangersi al contatto con la realtà, cruda e violenta.

Nel viaggio che risulta essere questo libro, ci è permesse il vagare in tutto ciò che Alberto Dubito ha amato: le parole, la musica e le immagini. Uno sguardo a 360 gradi di quella che è stata la sua vita, fino al privilegio di poter immergersi nei suoi pensieri impressi con del semplice inchiostro su carta.

Ringrazierò sempre la casualità che mi ha portato a conoscere questo autore, perché è difficilissimo rimanere impassibili di fronte alla lotta che ci viene presentata tra un mondo ricco di colori e sensazioni ed il tetro ed oscuro vuoto.
La rabbia che si può percepire tra questi versi, il desiderio di una possibilità e la constatazione quasi disperata che molto spesso non ci sarà un finale positivo in questa storia.

La cosa più triste è sapere che purtroppo Alberto Dubito ha deciso di osservare per un'ultima volta i colori del mondo all'orizzonte, per poi voltare il capo ed osservare il vuoto e la disperazione qualche piano più in basso, decidendo di abbracciarli e immergersi per un'ultima volta in essi.

Il mio consiglio è quello di dare una possibilità a questo libro, tenendo anche in considerazione che la casa editrice mette a disposizione il pdf integrale in maniera gratuita, anche se consiglio a tutti l'acquisto. (https://www.agenziax.it/erravamo-giov...)

"[...]AAA cercasi futuri prossimi e capelli mossi
eravamo così Silenziosi,
che le strade secondine notturne & stanche quasi c'invidiavano.
Eravamo Amori Sporchi.
Cani abbandonati dalla letteratura nelle scuole pubbliche,
pattumiere per paturnie
figli dell'occidente sottozero, del Mediterraneo scongelato al
microonde.
Figli dell'odio il Me ne frego e dell'astinenza della Mera voglia
di meraviglia.
[...]
Eravamo Amori Sporchi ed Erravamo giovani quanto spettinati
tanto da poterci permettere di Cambiare
cambiali con le rate, e passare dall'avere il mondo in tasca,
all'averle
bucate
[...]
Non vedo molto oltre
ho perso gli orizzonti
ma sai che me ne fotte"

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