Il personaggio di Malefica, la strega della fiaba tradizionale La bella addormentata nel bosco, nasconde tutto il dolore delle donne, il dominio della società patriarcale, la sconfitta del femminino sacro. Forse, infatti, la cattiveria e la crudeltà di questa donna nascondono qualcosa che abbiamo il tradimento dell’Animus nei confronti dell’Anima, della nostra parte materiale nei confronti della parte spirituale.
Maura Gancitano, filosofa e scrittrice. Per Einaudi ha pubblicato "Erotica dei sentimenti" (2024) e "Specchio delle mie brame" (2022). Per Mondadori "L'alba dei nuovi dèi" (2021) insieme ad Andrea Colamedici, con cui ha scritto vari libri e fondato Tlon, progetto di divulgazione culturale e filosofica.
“Dentro a ogni donna c’è una parte sacra che lotta per emergere”.
Ne parla Maura Gancitano nel suo libro “Malefica. Trasformare la rabbia femminile”. L’autrice ci guida nella rilettura del film “che molti hanno amato e che altrettanti non hanno apprezzato”. Attraverso le immagini riscopriamo il tema del rapporto tra il femminile e il maschile interiori. Malefica diventa la paladina di ogni donna. La rabbia e la vendetta della strega cattiva sono la conseguenza di un gesto disumano compiuto, verso di lei, da Re Stefano per soddisfare la sua sete di potere.
Nella nostra reale società il cambiamento nella mente di uomini e donne, appare evidente anche se la strada è ancora lunga. Le donne, nei secoli, sono state intrappolate in rapporti famigliari trasformati in gabbie. Ancor oggi le cronache sono piene di violenze sulle donne.
Maura Gancitano ci propone, con “Malefica”, un viaggio straordinario nel mondo femminile. Un viaggio compiuto con sensibilità che culmina nella speranza. Nella fiaba tradizionale, così come nella vita reale, incontreremo uomini prepotenti e donne ferite per i torti subiti. Maschile e femminile riusciranno a vivere in pace nel rispetto reciproco?
Malefica può fare una nuova scelta anche se dovrà pagare le conseguenze della sua vendetta. Agire in modo disinteressato, reagire pensando al bene altrui è un primo passo per cancellare l’isolamento a cui un tradimento ci condanna. Ci isoliamo per difenderci, costruiamo “barriere di spine” per proteggerci dal mondo e così, pian piano, perdiamo la gioia di vivere. Ma possiamo riconquistare la nostra pace rinnegando odio e vendetta. Come? Lasciandoci abbracciare dal potere del cambiamento e del perdono. L’amore vero è la nostra salvezza, nonostante tutto. […]
Spunti di riflessione interessanti su aspetti femminili che le donne non sono abituate a considerare leciti nemmeno pensare. Avrei voluto maggiore approfondimento sulle riflessioni personale dell'autrice che seguo e stimo molto, più che l'analisi delle fonti simboliche a cui attinge il libro. Si legge in poco tempo e con piacere, ma va meditato sulla propria situazione per far davvero parlare il libro ....fuori dalle sue righe
Togliamoci subito il pensiero: 'Maleficent' non mi ha mai fatto impazzire. Non mi piaceva il fatto che venisse prima promessa la backstory di una delle cattive più amate della Disney e poi il suo intero film venisse riscritto in maniera da farla diventare l'eroina, rendendo inutili i personaggi delle fate buone visto che era sempre lei a 'mitigare' la maledizione. Tuttavia tra le mie ultime letture, ho amato follemente i libri della casa Editrice Tlon perciò ho deciso di dargli una possibilità e per quanto questo saggio breve non mi abbia fatto cambiare idea sul film (non credo mi andrà mai giù il trattamento alle vere eroine del film originale), me l'ha fatto rivalutare sotto un certo punto di vista. Nella fiaba originale infatti non viene mai spiegato il perché la fata lanci una maledizione così terribile a una neonata e forse è perché non era ancora il momento di raccontare la ragione dietro la rabbia femminile, mentre oggi il momento è più che propizio (lo dimostra il successo del film). Sia che lo abbiate amato oppure pensate che avrebbe potuto essere meglio di così, questo saggio vale la pena di esser letto perché pur analizzando un film, si ricollega alle analisi delle fiabe in chiave psicoanalitica e a libri come 'Donne che corrono coi lupi' o 'Il viaggio dell'eroina' che dimostrano la necessità del ritrovare la connessione con la propria anima, ovvero la componente femminile che rappresenta l'intuito e la creatività, ridimensionata e/o sacrificata perché temuta da chi nel corso dei secoli si è creduto più meritevole di stare al comando. Perché la ferita di Malefica non è solo una metafora di una violenza sessuale, ma è la metafora del femminile ferito dal maschile che lo teme perché diverso, ma poi trascorre la vita tormentato da tale gesto anche se non accetta mai di aver sbagliato, mentre chi è stato ferito riesce comunque a risorgere dalle proprie ceneri per diventare migliore.
"Le donne selvagge non hanno paura dell'oscurita', perche' non hanno niente da nascondere". Fin da piccoli, ci hanno fatto credere che dietro Malefica, una fata oscura, non si celasse altro che pura cattiveria. Ci hanno fatto credere che quella, semplicemente, fosse la sua sostanza, eppure "il personaggio di Malefica nasconde tutto il dolore delle donne, il dominio della societa' patriarcale, la sconfitta del femminino sacro". Ecco che Malefica rappresenta la dicotomia, un percorso spirituale, un'ascesa alla liberazione che passa attraverso il dolore della massima deprivazione di se', avvenuta per mano di Stefano, unica debolezza che lei si sia mai concessa, che brutalmente si rivela essere nient'altro che "un uomo senza terra che da sempre desidera vivere in un Castello". Attraverso questa metafora, Maura Gancitano racconta in modo magistrale l'origine della rabba femminile, permettendoci se non proprio di trasformarla, almeno di capirla e dominarla.
La giovane ma saggia autrice riesce a proporre alcuni temi fondamentali e in parte noti con originalità di interpretazione. I temi del femminile/maschile e delle relazioni interpersonali e transgenerazionali sono trattati con chiarezza ma con coinvolgimento, soprattutto nell'appello finale che non è una banale esortazione alla riconciliazione ma una presa di posizione molto consapevole. Supera con grazia e semplicità una serie di grosse trappole di dispositivi di liberazione del femminile, spesso più ingabbianti che altro. Narrazione scorrevole ma con diversi riferimenti bibliografici importanti. Sto regalando e consigliando questo libro a familiari ed amiche e raccontando la storia di Malefica, così come riletta da Maura Gancitano, a molti uomini. Penso che tutti dovremmo leggerlo e che sia un buon modo per cominciare ad addentrarci in successivi approfondimenti della questione, con altre letture e con l'esperienza nelle nostre relazioni (con le donne della nostra famiglia e con i nostri compagni). Questo libro mi ha cambiato la vita. Mi ha permesso di avvicinarmi a temi che di solito reputo trattati con poca lucidità e mi ha aiutata molto nel percorso di presa di coscienza del mio ruolo sociale e del mio sentire come donna.