Un petit village sous la neige et dans la tempête, une magnifique histoire d'amour, de solidarité et d'amitié qui fait croire à la magie de Noël... Antoine est un jeune homme timide qui rêve d'être un héros. Rose est une violoncelliste de talent, mais qui a perdu sa flamme intérieure. Et le Paradis est un somptueux cinéma, où le vieux Camille invite à rêver en projetant des films tous les dimanches soirs. Lors d'une nuit glaciale, une tempête de neige enveloppe le petit village, et Camille meurt. C'est à Antoine qu'il revient de continuer à faire vivre le Paradis, seule animation du village. Mais des choses étranges se passent. Dans le cœur solitaire d'Antoine, Camille n'a pas disparu, il est même là qui lui parle et le conseille chaque fois qu'Antoine se retrouve seul dans le cinéma, presque abandonné. Et puis surtout la mairie décide de vendre le Paradis, et le promoteur qui compte l'acheter va le détruire pour profiter du terrain. Soudainement Antoine n'est plus seul et c'est tout le village qui va se battre pour sauver le cinéma de Camille, la mémoire du village. Même Rose, la discrète musicienne, revenue dans la maison de son enfance depuis quelques semaines... Se souviendra-t-elle d'Antoine avec qui elle avait joué, enfant, aux châteaux de sable, plusieurs juillets de suite ? Est-ce seulement dans les films projetés au Paradis que des femmes comme Rose tombent amoureuses d'hommes comme Antoine ?
Caroline Vermalle was born in France in 1973 to a family whose French roots go back at least as far as the 16th century. Yet, she is a vegetarian who can’t cook, doesn’t drink, finds berets itchy and unpractical and would rather eat yesterday’s snails than jump a queue.
After graduating from film school in Paris, she became a television documentary producer for the BBC in London and travelled the world, at speed and off the beaten tracks, in search of good stories. In 2008, then on maternity leave, she penned her first novel « George’s Grand Tour », whose international success allowed her to quit her job and indulge in her three passions : books, interior design and travel - slowly this time.
After writing 7 novels in different genres and different languages, going on a world tour with her family and building a wooden house in a forest, Caroline now lives between a small seaside town in Vendée (France) and a small seaside town in the Eastern Cape (South Africa) with her son, a black cat and her husband, South African architect-turned-author Ryan von Ruben.
Avevo amato tantissimo il primo romanzo di quest'autrice, La felicità delle piccole cose. Questo Due biglietti per la felicità non è, a mio parere, alla sua altezza. Conserva sì lo spirito garbato e leggero che tanto amo nei romanzi francesi (o ambientati in Francia, visto che l'autrice scrive in tedesco, caratteristica che condivide con le opere del misterioso Nicolas Barreau, così anche come alcuni dei temi trattati in questo romanzo), ma gli manca qualcosa. Funziona bene all'incirca per la prima metà, poi si scompone in avvenimenti poco verosimili e che si intrecciano piuttosto faticosamente. La storia di Antoine e Rose non è secondo me sufficientemente sviluppata, "accade" senza un vero perché: ammesso e non concesso che basti essere stati innamorati da bambini per ritrovarsi, bisognerebbe almeno descriverlo un po' meglio. Le parti che vedono coinvolto Camille sono forse quelle che ho apprezzato di più, grazie alla simpatica ironia del vecchio. In conclusione, un romanzo grazioso per qualche ora di evasione, che però poteva essere costruito con maggiore perizia.
Mi sono imbattuta in questo libro quasi per caso, quando la Feltrinelli aveva proposto l'opzione "2 libri a 9,90". Il titolo fa pensare ad un racconto banale, invece è una storia delicata, tinta di umorismo e malinconia, colpi di scena e dolcezza. Non è scontato come si può pensare ed ho apprezzato davvero molto i personaggi che popolano quel paesino sul mare... è narrativa leggera e ben scritta, lo consiglio. Sorprendente!
Una storia dolcissima di rinascita dove i nostri due protagonisti cercheranno ciò che li rende davvero felice e lo troveranno nelle piccole cose e nelle persone del loro passato che avevano dimenticato. Antoine vive da sempre in questo piccolo paesino di mare e non è mai realmente riuscito a realizzare i suoi sogni né ad amare nessuna donna, forse perché non era ancora pronto a farlo. Rose è stata una sua amica d'infanzia, ora ormai donna sembra aver ottenuto tutto ciò che dalla vita desiderava, è una musicista famosa, fidanzata, con una vita agiata in giro per il mondo a fare ciò che l'ha sempre appassionata. Arriverà però ad un punto in cui si rende conto di non riuscire più a sentire la musica, di suonare solo per dovere, perché glielo chiedono gli altri solo e perché prestabilito dai suoi contratti. "Fuggirà" e tornerà quindi nel paesino dove trascorreva le vacanze estive durante la sua infanzia nella casa dei nonni, luogo che per molti anni aveva dimenticato, dove rincontrerà Antoine. Dopo la morte del suo gestore il cinema del paesino, luogo che per entrambi ha un significato molto importante, viene deciso che verrà demolito. Inizieranno quindi insieme agli altri cittadini affezionati al "Le Paradis" a cercare i fondi per tenere aperto quel luogo magico e unico. L'autrice come per il romanzo precedente riesce a essere delicata e mai banale, ad emozionare, a rendere palpabili e unici i suoi protagonisti ed a raccontarci l'amore in tutte le sue sfaccettature. Il personaggio che più ho amato è quello di Rose, una ragazza molto dolce, che travolta dagli impegni e la notorietà ha perso di vista cosa la rendeva davvero felice e il motivo per cui ha iniziato a suonare. Ho adorato altrettanto anche Camille, il proprietario del cinema ormai defunto, che torna per guidare Antoine e per fargli capire realmente cosa è racchiuso nel suo cuore e cos'è veramente importante nella vita. L'ambientazione soprattutto quando ci troviamo all'interno di questo vecchio cinema è davvero suggestiva e meravigliosamente raccontata. Verso la fine non mi ha molto convinto una scelta di uno dei protagonisti, l'ho trovata in parte poco credibile soprattutto per come ci viene raccontato in precedenza il suo personaggio. Il finale è stata la giusta conclusione di questa dolcissima storia che vi consiglio caldamente.
Finito pochi istanti fa. È una lettura leggera, adatta per quando si vuole staccare la spina e rilassarsi. È la storia di due innamorati conosciutisi da bambini in una località francese marittima e che dopo molti anni infatti si ritrovano sempre in quel paesino, o meglio in un vecchio cinema. Non sono riusciti a trovare la loro strada/libertà, ma tramite un vecchio amico, un cinema e uno strumento musicale le loro incertezze verranno chiarite. Secondo me non è una storia banale ma nemmeno perfetta; in alcuni punti sarebbe stato meglio approfondire alcuni personaggi femminili o dare a loro più azione. Forse la storia sarebbe diventata "pesante" ma non ne sono sicura. È stato il primo romanzo che ho letto di Vermalle, leggerò sicuramente altri suoi libri, così da capire bene il suo stile di scrittura.
“Mi lascio portare dalla vita. Ho deciso di fidarmi. Per me è una grande novità. Ho passato gli anni migliori andando dritta per la mia strada, senza mai guardare né a destra né a sinistra. Ho dovuto dare tutto per ottenere ció che ho ottenuto. Ecco perché sono esausta da mesi. Ma adesso seguo il vento.”
Un bel libro da leggere comodamente sotto l'ombrellone. Ci si affeziona molto ai personaggi, è una lettura che, quando si finisce, lascia una sensazione di spensieratezza e felicità, come recita il titolo. Consigliato per rendere i momenti di relax ancora più piacevoli.
Molto leggero, ben scritto e scorrevole. Dalla trama però mi aspettavo qualcosa di più. Penso che il finale sia stato affrettato e potesse svilupparsi meglio. Poi tutto è bene quel che finisce bene!
sono consapevole che la Caroline Vermelle non scrive storie impegnative ma la sua semplicità arriva al cuore del lettore e sa toccare le corde della sensibilità ,almeno per quanto mi riguarda. I personaggi sono dei " comuni" non sono i soliti personaggi stereotipati fino al limite dell'umana comprensione ma ognuno ci si può identificare sia in Rose che in Antoine , la storia del cinema l'ho trovata veramente bella , surreale, commuovente e anche un pochino folle . Ve lo consiglio in quanto i messaggi che vengono lanciati attraverso questa storia semplice sono veramente molto significativi.
In questo breve romanzo è concentrata la visione idilliaca di un borgo marinaro, affollato solo durante l'estate e alle prese con la vita quotidiana durante il resto dell'anno. A fare da cornice, un cinema pericolante con fantasma annesso, imprenditori disinvolti, una musicista che ha perso le note e un meccanico d'altri tempi. La storia oscilla tra film in bianco e nero, nuove tecnologie digitali e un amore che risale all'infanzia. Il lieto fine è d'obbligo, con tanto di titoli di coda a farci stare bene.
"..sono i suoni che vibrano nell'anima degli esseri umani, in tutte le loro misteriose sfaccettature, nella luce assopita dentro di loro che nascondono per essere come gli altri. All'improvviso sentono una musica sommessa e quella luce inizia a brillare cambiando un momento, un giorno, forse una vita intera.." Nella vita tutto ha un senso. Ultimamente pure alcuni libri francesi. Questo è piacevole, della categoria "niente segnalibro" e anche un po' amico dell'uomo.
Una storia semplice, limpida, dolce... Di quelle che fanno bene al cuore! Ambientato in Francia, in un piccolissimo paese lungo la costa, "Due biglietti per la felicità" racconta la storia di una violoncellista e del suo amore per la musica, di un meccanico aggiustatutto, a cui si aggiungono un cane di nome Nessuno, un cinema in rovina e un fantasma. E ovviamente l'amore, trattato con delicatezza e sentimento, in uno stile pulito e fluido.