A groundbreaking classic of contemporary philosophy for the first time in English translationBetween 1961 and 1970, Emanuele Severino was subjected to a thorough investigation by the Vatican Inquisition. The “fundamental incompatibility” identified between his thought and Christian doctrine ejected him from his position as Professor of Philosophy at the Catholic University in Milan. The Essence of Nihilism, published in 1972, was the first book to follow his expulsion, and it established Severino’s preeminent position within the the constellation of contemporary philosophy.In this groundbreaking and classic book—now for the first time available in English—Severino reinterprets the history of Western philosophy as the unfolding of “the greatest folly,” that is, of the belief that “things come out of nothing and fall back into nothing.” According to Severino, such a typically Western understanding of reality has resulted in a conviction that there is a radical “nothingness” to existence. In turn, this justifies the treatment of the world as an object of exploitation, degradation and destruction. To move beyond Western nihilism, suggests Severino, we must first of all “return to Parmenides.” Joining forces with the most venerable of Greek philosophers, Severino confutes nihilism’s “path of night”, and develops a new philosophy grounded on the principle of the eternity of reality and of every single existent thing.
Emanuele Severino (26 February 1929 – 17 January 2020) was a Italian philosopher.
Because of his original philosophical position, the so-called neoparmenidism, Severino was claimed to be "a giant" and "the only philosopher who in the 20th century can be compared to Heidegger".
In 1970, the Congregation for the Doctrine of the Faith ruled that Severino's ideas were not compatible with Christianity as the basis of Severino's belief in "the eternity of all being," a belief said to eliminate a Creator God.
Severino received from the President of the Italian Republic the "Golden medal of the Republic for culture merits" (Medaglia d’oro della Repubblica per i Benemeriti della Cultura). He died in January 2020 due to a lung disease.
Prima ancora e senza che si entri nel merito dei contenuti del pensiero di Emanuele Severino (sarebbe follia provarci qui), la cosa che colpisce nei suoi scritti e forse ancor più nelle sue lezioni e conferenze, ciò che mi emoziona persino, è la fiducia razionale, asciutta, orgogliosa e tetragona nella filosofia, intesa come rigorosa pratica umana del pensare. È una emozione che ha qualcosa della tenerezza e della commozione; quella che sempre suscita l’uomo che tenta di proiettarsi verso l’Infinito e l’Eterno, da una dimensione che sembra essere (per Severino non lo è) infinitesimale e transitoria. Tutto il pensiero di Severino muove da questa fiducia nella esistenza di una verità incontrovertibile che solo il pensiero logico (non la scienza, non le religioni, non i miti), solo il raziocinare rigoroso e conseguente può indagare, conoscere ed esprimere. Giungere a concepire una trascendenza senza inventarsi nessun Dio che la garantisca e seguendo rigorosamente i sentieri della logica, qualsiasi cosa si pensi del suo pensare, è stata un’impresa titanica, grandiosa. E ripercorrerla leggendo i suoi libri , con tutta l’immane fatica che comporta, è una delle avventure più belle che si possano tentare leggendo.
La seconda cosa che colpisce è il coraggio e l’implacabilità chirurgica con cui enuclea, seziona e confuta il fondamento concettuale del pensiero filosofico da duemila anni a questa parte. Quello che peraltro sta alla base insieme di tutte le religioni e della rivoluzione prodotta dal progresso della scienza e della tecnica degli ultimi due secoli. Quella che permea il nostro senso comune.
La terza è la pazienza divulgativa e la passione lucida con cui sulle sue nuova fondamenta, su quello che lui chiama “il mio Tabernacolo”, per una vita intera ha elaborato e spiegato un nuovo modo di vedere e di pensare il mondo. È così che ha costruito un grandioso sistema di pensiero che si propone come l’ultimo tentativo di elaborare una filosofa organica dell’Essere e del Tutto.
Nel merito e appunto senza entrare nei labirinti del suo ragionare e del linguaggio che ha inventato per esprimerlo, quel che vorrei dire lo ha detto meglio di tutti Ester, l’amatissima compagna della sua vita, come lui stesso racconta: “Quando ragionavo di “eterno” e di “essere”, alzava lo sguardo e mi diceva: “Come vorrei che tutte le cose che pensi fossero vere”.
I'm not surprised Severino is seemingly/apparently disregarded in Armorica. I'd never heard of him, as far as I know, till I came upon this at the Strand the other day. Perfect timing, really, as I was having a hard time buckling down to what light reading material I'd bring to the beach in late August, but now that problem has been solved.
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The occasional flash of insight could not survive the tedious onslaught of nagging repetition, and there are not enough sources in English as of this moment to consult the Severino matter further. Should I have carried on in public I would developed a potentially injurious case of narcolepsy.
I wasted a whole week reading this book when I could have just read the wikipedia page about Parmenides. This books is repeating the same mumbo jumbo about being and nothing for 344 pages. https://en.wikipedia.org/wiki/Parmenides
"Avvertenza alla prima edizione (1971) Avvertenza alla seconda edizione (1981)
PARTE PRIMA
Nota bibliografica
Ritornare a Parmenide (1964) Poscritto (1965)
Appendice alla parte prima La filosofia nel mondo d'oggi (1965) Il punto di vista comune alle relazioni (1967) Intervento alla discussione (1969)
PARTE SECONDA
Il sentiero del giorno (1967) La terra e l'essenza dell'uomo (1968) Sul significato della "morte di Dio" (1969) Alienazione e salvezza della verità (1970)
PARTE TERZA
Risposta ai critici (1968) Risposta alla chiesa (1971)