"Papá, ¿te puedo hacer una pregunta? ¿Debemos tener miedo del Islam? Todos tenemos miedo. Pero, ¿cómo se puede demostrar a la gente que esto no es el Islam?" Después de los atentados de las Torres Gemelas de Nueva York, de la estación de Atocha de Madrid, del metro de Londres, de la revista Charlie Hebdo de París, de las crueles ejecuciones del Estado Islámico en Siria, de la amenaza islamista en Libia, Nigeria, el Sahel... ¿Debemos tener miedo al Islam? ¿Es una religión violenta y antidemocrática por naturaleza? Tahar Ben Jelloun nos da la respuesta a través de una conversación con su hija, francesa y musulmana como tantos jóvenes en Europa. De forma sencilla, nos aclara los orígenes del Estado Islámico, de cómo y por qué captan jóvenes en las redes, del integrismo religioso y de la oposición al mismo de la mayoría de los musulmanes que lo ve como una desfiguración de la verdadera fe en Alá y de su mensaje de paz, de la belleza del Corán y de los valores del Islam. Repasa la situación en Oriente Próximo, en Túnez, en Turquía; y de la mujer en las sociedades musulmanas. Nos habla de la yihad, del laicismo, la tolerancia, la democracia, al mismo tiempo que nos hace reflexionar sobre el desinterés de los europeos sobre la situación económica y social de los jóvenes musulmanes, inmigrantes de primera y segunda generación que pueblan nuestras ciudades.
Tahar Ben Jelloun (Arabic: الطاهر بن جلون) is a Moroccan writer. The entirety of his work is written in French, although his first language is Arabic. He became known for his 1985 novel L’Enfant de Sable (The Sand Child). Today he lives in Paris and continues to write. He has been short-listed for the Nobel Prize in Literature.
Spinto dalla volontà di cercare di dare un senso all'ondata di islamofobia seguita agli atroci attentati di Parigi dello scorso gennaio, Tahar Ben Jelloun improvvisa un dialogo con la figlia adolescente per analizzare con lei, in modo semplice ma esaustivo, quali siano le contraddizioni e le difficoltà che, da dopo l'attentato alle Torri Gemelle, hanno caratterizzato i difficili rapporti tra Occidente e mondo islamico. Cos'è l'Isis, a che cosa aspira, come è percepito dai musulmani moderati, come recluta i propri combattenti, come viene manipolato il Corano per servire la jihad, cosa sta realmente accadendo in Siria, cosa può fare e cosa non dovrebbe fare l'Occidente per cercare di arginare questa crescente violenza perpetrata in nome di Allah? A queste e molte altre domande l'autore, da musulmano moderato e uomo di cultura, ha cercato di dare delle risposte comprensibili a noi occidentali, cattolici e non, anche attraverso una raccolta dei propri articoli di giornale scritti a caldo all'indomani degli attentati di Parigi. Interessante e ben articolato, non so però se sia condiviso da chi moderato non è...
Edit 14/11/2015 Che lettura tristemente profetica, questa! In realtà nella mia recensione originale, che poi avevo preferito non pubblicare per non urtare i sentimenti di utenti di fede musulmana, parlavo di paura: della paura che ho quando vedo una donna col burqua entrare a fare la spesa, o di quando leggo di imam che aizzano alla jihad per le vie di Milano. Paura di salire in metropolitana o di andare in vacanza in luoghi come Sharm. A Parigi sono stata tante tante volte. Al Bataclan, in particolare, ero stata tanti anni fa. Era il 1998. Una serata divertentissima con persone che non frequento più ma che mi sono rimaste nel cuore come quel locale. All'indomani della folle strage, tutto si tinge di nero. Anche i ricordi felici diventano neri. E ora, di tornarci a Pasqua con i miei bambini, non ne ho più molta voglia perché la paura c'è e se prima era tanta, adesso è ancora di più. Una preghiera alle vittime di questa follia. #prayforparis
Un pamphlet per spiegare che l' Islam che uccide e terrorizza l'occidente non è l' Islam...quello vero. Ben Jelloun usa l'artificio già usato per il suo precedente :"Il razzismo spiegato a mia figlia" di un dialogo, appunto con la figlia, per spiegare che l'Isis e tutti i fondamentalismi non fanno che deturpare la vera fede dei musulmani. L'autore, francese di adozione è uno degli esponenti di quello che mediaticamente si definisce Islam moderato e ci mostra in questo libro quanto sia necessaria la comprensione dei fenomeni in atto per un vero dialogo tra le culture. Uno dei motivi del relativo successo nell'arruolamento di nuove forze al terrorismo è secondo lui lo stato di abbandono e emarginazione in cui gli immigrati si sentono abbandonati e la ignoranza che sembra quasi invincibile. Mi si è rafforzata la convinzione che l'unica lotta veramente necessaria che si deve esercitare è quella contro l'ignoranza, è l'unica speranza per trasformare lo scontro di popoli e culture che profeti di sventure cavalcano ogni giorno in un INCONTRO di popoli e culture. Ah va detto che si tratta di una specie di Instant Book che l'autore ha confezionato a seguito degli assassini di Parigi del mese scorso.
Ein Buch, dass zu Veränderung aufruft und sich mit dem Hass beschäftigt, der dem Islam entgegenschlägt. Meine Kenntnisse zu einerseits der Religion und andererseits der Geschichte von Ländern wie Ägypten und Syrien waren sehr gering. Im Buch wird gefordert, dass die Bildung in westlichen Ländern vielfältiger wird und Religionen und Machthierarchien angesprochen werden müssen, um präventiv gegen Radikalisierung zu arbeiten. Vieles hat mich auch an eine Stelle aus der Serie SKAM erinnert, denn es geht auch viel um das Gewaltpotenzial von Religionsschriften. Jede Religion hat Gewalt in den Texten dargestellt, doch nie gegen Unschuldige. Außerdem hängt es immer von der Interpretation ab und ob man bestimmte Passagen im Kontext sieht. Ich weiß zu wenig über die Religionsschriften, um das beurteilen zu können. Aber die Bibel hat auch Überarbeitungen durchgemacht und wurde immer ergänzt (bis das gestoppt wurde). In einer modernen Gesellschaft ist es sinnvoll eine zeitgemäße Interpretation durchzuführen und diese an humanistischen Werten zu orientieren. Ich denke, ich werde noch andere Bücher lesen müssen, um das alles mehr zu verstehen. Dinge wie zB die Unterdrückung von Frauen wurden nur angerissen. Trotzdem sehr spannendes Buch, gegen Ende hin hatte ich etwas zu kämpfen.
"Im Übrigen hat der Westen gar kein Bedürfnis, den Islam, seine Kultur und seine Zivilisation besser kennenzulernen. (...) Wir können die Islamophobie nur bekämpfen, wenn wir die Ignoranz auf beiden Seiten angehen."
"Sie suchen nach einer Identität, einer Zugehörigkeit." (Thema Radikalisierung und IS)
"Sobald ein Europäer und ein Fanatiker nicht mehr die gleichen Ängste haben, wird der Krieg nicht mehr auf Augenhöhe geführt, nicht mehr mit einer Logik, die das menschliche Leben wertschätzt." (IS, Terror, Todessehnsucht)
Un libro que da una buena idea de cómo es la percepción en Europa de los musulmanes después de los atentados que se han realizado por grupos extremistas y como esto ha afectado a seguidores del Islam verdadero y no radical. Busca también crear conciencia de prejuicios que de tienen respecto al Islam y dar opciones de modernización a una de las tres grandes religiones monoteístas del mundo.
Una lectura molt necessària. Tot i ser escrit al 2015 trobo que segueix parlant de temes molt actuals i que segueixen al rerefons de les nostres interactuacions interculturals. Personalment, m’ha faltat que incidís una mica més el tema de les dones en la cultura musulmana, sobretot tenint en compte que el diàleg està adreçat a la seva filla.
Aunque es un libro muy sencillo que no presenta ninguna idea especialmente novedosa, resulta interesante descubrir la visión sobre el islam y su tergiversación que tiene un escritor de cultura musulmana, como él se define. Si bien plantea algunas ideas un poco controvertidas, como que el islam y la democracia no son compatibles, en general aborda temas que son de sentido común, menos para los fundamentalistas islámicos, claro.
Apprezzabile perché spiega in maniera semplice alcuni tratti distintivi dell’Islam, ma niente di speciale per chi è già del settore. È da apprezzare la volontà di scardinare i soliti pregiudizi.
In questo libro, Tahar Ben Jelloun si impegna a sfatare i falsi miti e l'ignoranza che stanno dietro all'islamofobia che spopola nell'Occidente e a chiarire alcuni aspetti del Corano che potrebbero risultare problematici se non considerati con la dovuta distanza. Ho apprezzato molto questo libro perché l'autore rifiuta di nascondersi dietro agli "è complicato" di sorta per spiegare l'ascesa del fondamentalismo nel mondo arabo ed il conflitto in Siria. Tahar ha dimostrato che il terrorismo nasce dalla trascuratezza con cui i governi trattano le minoranze, e dal vuoto d'identità che i giovani immigrati percepiscono nel sentirsi esclusi dalla società in cui vivono. Inoltre, ha mostrato come, nonostante la complessità della situazione del mondo arabo, si possa essere in grado di risalire ai responsabili di massacri e guerre o almeno ad individuarne le cause, e come coloro che sono in grado di fermare queste tragedie si nascondano dietro questa complessità per evitare di agire o peggio per continuare a trarre profitto dalle relazioni con i perpetratori delle ingiustizie.
Penso sia dovere di tutti informarsi riguardo alla cultura musulmana e ai conflitti nel mondo arabo. Jalloun è un ottimo scrittore, in grado di trattare temi complicati come la primavera araba, il terrorismo e il conflitto in Siria in modo diretto e semplice. Nonostante i temi siano piuttosto delicati, la lettura è scorrevole. Do quattro stelle per la cattiva traduzione in italiano.
Un testo impegnato ma non impegnativo, che ha il pregio di offrire uno scorcio ampio sulla questione islamica, dall'agorà irachena dell'Isis ad un'analisi sulle primavere arabe e la Siria di Assad. Valutarne la proposta sarebbe ingeneroso verso un autore che non ha velleità di governare i processi politici - seppure l'onda emotiva delle stragi che hanno condotto alla stesura dei testi renda inevitabili sbavature di questo genere. Un dipinto a pastelli della complessità orientale, senza piaggeria (comprensibile generosità si) nei confronti di un occidente votato alla guerra e all'emarginazione della periferia. Tipicamente spirituale. Tipicamente forte.
Intelligent und spannend im ersten Teil, als es um das Verhältnis zwischen Islam, materieller Not und politischen Interessen kommt. Deutlich schwächer zum Schluss hin: für das kolportierte "Putin-Komplott" rund um Syrien fehlen schlichtweg die Belege.