Proveniva da una buona famiglia, aveva frequentato le migliori scuole del paese ed era fidanzata da anni con lo stesso uomo. Cathrine Haldeman-Spegel era la tipica brava ragazza e viveva nel quartiere più elegante e tranquillo di Stoccolma. Eppure è stata brutalmente assassinata. Il corpo deturpato da sette feroci pugnalate. Sullo specchio del bagno un breve, agghiacciante messaggio: “Sgualdrina”. Il caso viene affidato al commissario Axel Hake. Non bello ma attraente, poco loquace ma d’intelligenza fine e sempre in compagnia dell’inseparabile bastone a causa di una vecchia ferita al ginocchio, Hake ha seguito numerosi omicidi, ma rimane subito molto colpito dalla morte di Cathrine. Chi può provare una passione tanto violenta per una ragazza all’apparenza così quadrata e ordinaria? Chi si nasconde tra i palazzi del ricco quartiere di Östermalm, spiando i suoi ignari abitanti? Come se le indagini non fossero già abbastanza complicate, anche la vita privata del commissario attraversa una fase molto delicata. Hanna, la compagna da cui ha avuto una bambina ma con cui non convive per esplicita scelta della donna, lo evita e gli mente, pur continuando ad assicurargli il suo amore, e inoltre le frequentazioni della sorella Julia, un’eccentrica veterinaria che vive nei boschi fuori dalla capitale, sono causa di non poche preoccupazioni. Man mano che il tempo passa, Hake e la sua squadra entrano in contatto con persone dalle vite molto diverse dalle loro, persone abituate a fare sempre di testa propria e pronte a tutto pur di coprirsi le spalle con la polizia. Finché la paura di altre morti inizia lentamente a scalfire quell’ostinato muro di silenzio…
Per me è difficile valutarlo serenamente, un libro che si svolge a Stoccolma, adesso che sono in piena follia scandinava. Gli ho dato quattro stelle su cinque, anche perché tre sono onestamente pochine.
Dunque vediamo. Primo romanzo di una per ora breve serie di quattro libri, detta “Omicidi di Stoccolma”; i titoli originali sono tutti “L’omicidio di Xxx” dove ogni volta Xxx è un diverso quartiere della città. In questo caso succede ad Östermalm, la più che ricca zona orientale di Stoccolma: per capirci, fossimo a Roma sarebbero i Parioli, qui a Genova la collina di Albaro. Una ragazza di buona anzi ottima famiglia viene uccisa a coltellate nel proprio appartamento, e le indagini sono svolte dal commissario Axel Hake, figura massiccia e vagamente ombrosa, zoppo per una sparatoria di anni addietro e per questo accompagnato perennemente dal bastone e dalle preoccupazioni per i dolori al ginocchio.
Per risolvere il caso, Hake aprirà diversi armadi con i loro bravi scheletri nascosti, scontrandosi con il tutt’aktro che collaborativo padre della vittima, con la madre divenuta fanatica bigotta, e con le conoscenze artistiche della ragazza che aveva velleità di pittrice: studentesse e insegnanti dell’Accademia, la coppia di galleristi presso i quali si svolge la prima mostra ahimé postuma della giovane, vicini semiesibizionisti che non si sa bene se han visto o meno qualcosa dalle finestre. Assisitito dalla sua squadra ben assortita, semiostacolato dal superiore troppo attento alla stampa e al non pestare piedi facoltosi, preoccupato per la propria situazione “familiare”: una compagna che si ostina a non voler fare vita comune nonostante una figlia da gestire, e una sorella maggiore veterinaria dalla vita sentimentale movimentata.
Hake è un commissario riflessivo, anche se sa mettersi in azione quando è il caso, il suo continuo ricordare l’apprendistato alla polizia parigina e la sua passione per la lingua francese fanno passare sullo sfondo l’ombra di Maigret. Anche se il carattere sotterraneamente incazzoso forse lo avvicina maggiormente al nostro Montalbano.
Come poliziesco non è forse complicatissimo, ma i personaggi sono ottimamente definiti e caratterizzati; l’autore ha una grande esperienza in campo televisivo (suo è uno dei principali succesi svedesi recenti, un serial su un medico che per tre anni ha avuto indici di ascolto impensabili: Skärgårdsdoktorn, "il dottore dell'arcipelago") e la cosa traspare dal rapido ma non eccessivo alternarsi dei cambi di scena, dai dialoghi realistici e mai noiosi. Il classico libro nel quale dici “okappa, ancora un capitolo poi mi metto a dormire” e ti trovi come niente in piena notte con la luce ancora accesa (e ripeto, nemmeno tanto per la trama “gialla”)
Simpatiche e non prolisse descrizioni e digressioni sulla città mandano in sollucchero i fanatici baltici come il sottoscritto. Anche se mi chiedo quanto sia simpatico e quanto controproducente, per un non-sveziomane il trovarsi davanti ogni tre per due i nomi della toponomastica stoccolmese (Strandvägen, Norr Mälarstrand, Kungsholmen, Västerbron, Hantverkargatan...) dove, io ora mi chiamo fuori, ma è dura capire se si sta parlando di una piazza o di un ponte o chissà di che altro.
In Svezia, a Stoccolma, una ragazza di buona famiglia viene inspiegabilmente assassinata con diverse coltellate. Chi poteva odiarla tanto? Axel Hake troverà parecchi scheletri nell'armadio, scavando a fondo nella vita della vittima, dietro l'apparente mondo dorato dei quartieri alti..
Un bel giallo pieno di ritmo. Una bella storia che il lettore segue passo passo, un profondo nord svedese non così cupo come in altri autori scandinavi. Un libro di soddisfazione, forse 4 stelline sono troppe ma decisamente sopra le tre per la piacevolezza della lettura. Le indagini su una serie di delitti scorrono lentamente sotto gli occhi del lettore che allo stesso tempo incontra il protagonista e la sua vita e le sue problematiche familiari. La squadra forse rimane molto sullo sfondo con colleghi se non caricaturali un po' sfocati come alcuni attori caratteristi al cinema che servono solo da colore di sfondo.
I gialli nordici sono tra i miei preferiti. Questo non è male, i personaggi sono ben caratterizzati, la trama è credibile. Forse l'unico appunto che potrei fare è che non l'ho trovato molto coinvolgente, ma per il resto è un buon giallo che si legge volentieri.
I racconti di omicidi nei paesi nordici mi appassionano particolarmente come se sentissi l’odore del sangue sulla scena del crimine, come se il freddo di quei posti rendesse gli omicidi più veri, più efferati,più crudi.
Il classico giallo: piacevole, ben scritto, trama avvincente quanto basta, personaggi credibili, dialoghi buoni. Forse il delitto perfetto non esiste, ma il giallo perfetto sì. E questo lo è.
Inser att jag läste böckerna i fel ordning. Detta är den första. Återigen: stjärnor för stockholmsskildringarna. Mordgåtan okay. Axel Hakes privatliv oerhört tröttsamt.
That was a good book to read. Few parts seemed to be pointless at first, but then, it all made sense. I really thought, someone else killed that girl, but, damn, that was a good one. Of course, Axel’s boss was a pain on butt. I didn’t like this guy from the start. And Hanna seemed to be a boring person to me, but—it was just me. Although, few characters seemed to be “flat characters”, but it’s a good read. Worth to solve another crime in Sweden.
Eccezionale. Più si prosegue con la lettura più viene voglia di proseguire perchè troppo presi dall'evolversi delle situazioni, appena si pensa di aver intuito qualcosa ecco che si ribalta tutto. Spettacolare, per il suo genere.
Another well written nordic crime, set in Ostermalm, a fascinating Stockholm area. The plot is accurately developed and there is an interesting and modern analysis of the complex social relations between different classes. Recommended to all nordic crime addicts!