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320 pages, Hardcover
First published January 28, 2016


«Senti, lascia stare. Stai sprecando il tuo tempo con me»
«Come puoi dirlo?»
«Sembri un tipo abituato a ben altre esperienze, probabilmente del genere chemio padre condannerebbe all’istante. Non potresti nemmeno entrare in casa mia,figuriamoci frequentarmi…sempre ammesso che sia quello che cerchi»
«Non abbastanza! Una volta nuotavi meglio di così, Sirenetta…» .
Quel nomignolo la infastidì. Riportava a galla dettagli di una notte che da anni cercava di dimenticare.
«Non è il momento per rivangare ricordi sgradevoli» , scattò, attaccandosi allo scafo per riprendere fiato.
«Ti dà fastidio pensare a me mentre faccio sesso con altri uomini?», chiese lei, meravigliata dalla sua reazione.
David esitò.
«Non mi hai fatto la domanda di rito» .
« Obbligo o verità?»
« Obbligo» .
« Ti obbligo a rispondere!» .
Lui sorrise della sua mossa astuta, poi assunse un’aria noncurante.
«Sì, mi dà fastidio. Suppongo sia normale, dal momento che sono possessivo per natura… e che per un momento sei stata mia».
«Per quale motivo i miei amici ti hanno innervosita?» , le chiese, cercando di resistere alla tentazione di stringerla forte.
«Non ricordo con piacere l’ultima volta che li ho visti. Mi sono sentita stupida e mi ci sento ogni volta che ci ripenso» .
«Sono un po’ grezzi, te ne do atto, ma non sono cattivi» .
«Non importa. Hanno scommesso dei soldi su di me, ed è sufficiente perché non mi piacciano» .
«Io invece li ringrazio. Senza di loro, forse non ti avrei mai incontrata».
David mise da parte il dipinto e si alzò, tirandola in piedi.
«Non fare l’ottantenne e vai a vestirti» .
«Ho solo i miei jeans e la maglietta scolorita dei Sette Nani» , borbottò lei.
«Elegantissima per una serata fuori» .
«Non era un granché nemmeno la tua mise da sabato sera di quattro anni fa, ma mi hai adescato comunque e ormai sono fregato»