La marcia su Roma nell'ottobre 1922 rappresenta un vero e proprio spartiacque per le destre rivoluzionarie e conservatrici di tutta Europa. A partire da questo momento, infatti, il fascismo diviene un modello non una proposta teorica ma una nuova forma di governo, autoritaria e golpista. La crisi del regime liberale e l'avvio delle dittature in Italia, Spagna e Portogallo, esperienze considerate spesso come non confrontabili e non significative dell'Europa tra le due guerre, si rivelano in realtà paradigmatici di una crisi che negli anni Trenta si manifesterà nel continente con tutta la sua forza distruttiva.
Il libro consente di fare un paragone su come e in che contesti si siano instaurate le dittature in Italia, Spagna e Portogallo. Molto interessante, ma è necessario avere una base pregressa per comprendere la parte su Spagna e Portogallo.
Buona (con la Vecchia scala delles telle) Analisi non tanto della affermazione del fascismo italiano, quanto dei Proto fascismi Spagnolo e piortoghese, Rivera e l'avvento dell'estado novo sono da noi pochissimo studiati; più ci si allontana da Roma più si appanna l'influsso fascista, anche se entrambi i regini iberici cercano di "nazionalizzare" le masse sino ad allora assenti alla loro scena politica